Salute pubblica, benessere animale e innovazione diagnostica
L’Istituto Zooprofilattico investe nella ricerca veterinaria. Presentati i risultati delle ricerche dell’ultimo triennio
Sassari. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna ha organizzato la XVI Giornata delle ricerche, appuntamento dedicato alla comunicazione dei risultati dei programmi di ricerca dell’Istituto e finanziati dal Ministero della Salute. Sorvegliare, prevenire, innovare: sono queste le parole chiave dei progetti di ricerca portati avanti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, impegnato nel monitoraggio delle principali minacce per la salute animale e umana.
Il convegno, che si è svolto venerdì nel salone dell’Ersu, ha visto il saluto del rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti – che ha ricordato il percorso dell’ecosistema E.INS ecosystem – Ecosystem of Innovation for Next generation Sardinia, finanziato con fondi PNRR, che vede l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna tra gli attori maggiormente coinvolti – e del presidente del Consiglio Comunale di Sassari Mario Pingerna – che ha auspicato che la ricerca possa rappresentare sempre una guida per le scelte politiche e occasione di incontro tra le Istituzioni – oltre agli interventi del direttore generale Simonetta Cherchi, del direttore sanitario Sandro Rolesu e del presidente del cda Giovanni Terrosu.
Le relazioni sono state introdotte da Pierfrancesco Catarci, dell’Ufficio di coordinamento degli istituti zooprofilattivi del Ministero della Salute, che ha illustrato le novità organizzative ed alcuni parametri che dal 2025 saranno importanti per la valutazione delle ricerche al finanziamento ministeriale.
Nel corso della mattinata è stato presentato un sistema avanzato di sorveglianza della resistenza agli antibiotici, attraverso un mix di metodi di laboratorio e un sistema informatico in grado di fornire una vera e propria mappa per analisi rapide e mirate.
Sul tema del benessere animale una ricerca ha confrontato gli allevamenti convenzionali e biologici di orate, utilizzando per la prima volta in Italia dispositivi a distanza in grado di monitorare in tempo reale parametri fisiologici e comportamentali. Un passo avanti verso un’acquacoltura più etica e sostenibile.
Sul fronte delle malattie emergenti, l’IZS ha sviluppato un test rapido – molto simile al test per la diagnosi autonoma del COVID – per la diagnosi dell’Agalassia Contagiosa, di cui sono spesso vittime i piccoli ruminanti. Un’innovazione diagnostica pensata per facilitare il lavoro sul campo e migliorare la gestione della malattia.
Le altre ricerche presentate hanno riguardato lo studio sulle zecche e malattie trasmesse da zanzare in Sardegna, il monitoraggio della brucellosi suina, una indagine su ceppi attenuati di peste suina africana e il controllo sulle contaminazioni microbiche nei caseifici ovini.
La direttrice generale Simonetta Cherchi ha chiuso i lavori del convegno, richiamando l’importanza della ricerca per far fronte alle emergenze, come quella della Lumpy skin desease. «La Ricerca – ha dichiarato nel corso del suo intervento – è fondamentale perché può rappresentare un mezzo straordinario per la gestione delle emergenze sanitarie e favorire azioni rapide e integrate».








