Commissioni comunali, il centrosinistra insiste sulla revisione del regolamento
Queste le novità: sedute convocate solo per email, valutazione del lavoro dei presidenti e dei vicepresidenti ogni 30 mesi e presenza garantita a tutti i gruppi. «Nessuna spesa in più»: già previsto il tetto ai gettoni
Sassari. Per le Commissioni consiliari bisogna ancora aspettare. Alcuni passaggi regolamentari necessitano di essere messi a punto. «Tutto tempo perso. Dobbiamo iniziare a lavorare», insistono le opposizioni, in particolare il M5S ed il centrodestra, che accusano la maggioranza di non avere a cuore i problemi della città. Venerdì mattina la Conferenza dei Capigruppo, costituita nella VII Commissione, si riunirà nuovamente con all’ordine del giorno ancora una volta la proposta di modifica al Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale: portare il numero dei commissari a 15 (dagli attuali 13), in modo da garantire la rappresentanza ai monogruppo. Si tratterà della terza seduta dedicata a questo tema, diventato motivo di confronto tra gli schieramenti. La scorsa settimana il centrodestra, con una conferenza stampa, aveva denunciato il pericolo concreto di un aumento dei costi: più commissari significa più gettoni. Tesi respinta al mittente dal centrosinistra. Sulla polemica intervengono adesso, con una nota stampa, i capigruppo di maggioranza.
«Sentiamo il dovere verso la città di intervenire sulla polemica che in questi giorni parte della minoranza sta provando a costruire rispetto alla revisione del regolamento comunale – scrivono nel documento –. Lo facciamo con lo scopo di aumentare la trasparenza e la conoscenza della nostra attività amministrativa verso le cittadine e i cittadini sassaresi. Innanzitutto vorremmo far notare come in maniera responsabile i gruppi consiliari e in particolare quelli della maggioranza sono già al lavoro, nonostante la proclamazione ufficiale sia avvenuta pochi giorni fa. Pensiamo che la città non possa aspettare e che abbia bisogno da subito di una organizzazione interna del consiglio che sia efficace ed efficiente. Quella della revisione del regolamento consiliare quindi è uno degli atti fondamentali per scrivere insieme e democraticamente le norme che regolano la vita del Consiglio comunale e le attività dei suoi organismi interni: una macchina che funziona bene fa risparmiare alla comunità tempo e denaro. Proprio per questo le nostre proposte non si concentrano solo sulla diversa composizione delle commissioni ma apportano miglioramenti generali che vanno incontro sia all’economia delle spese che alla maggiore democrazia e partecipazione».
Come si intende intervenire? Le proposte in campo sono tre. Innanzitutto «l’utilizzo esclusivo dei sistemi telematici per la convocazione dei consiglieri. C’era una norma che dava ancora la possibilità di convocazione tramite messo comunale: aboliamo questa modalità vecchia, anacronistica e dispendiosa. La valutazione del lavoro dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni ogni 30 mesi: si da la possibilità alla commissione di avere uno strumento che miri al miglioramento della sua conduzione valutando il lavoro del presidente e del vicepresidente, anche in funzione del contenimento della spesa. Infine vogliamo aumentare il grado di partecipazione e democrazia all’interno delle commissioni: daremo la possibilità a tutti i gruppi consiliari, soprattutto quelli più piccoli, monogruppo e meno rappresentati di partecipare a tutti i lavori, con diritto di voto, in tutte le commissioni. Attualmente questo non è possibile e crea dal nostro punto di vista una lacuna partecipativa che sentiamo il dovere di colmare. Ovviamente questa modifica non può in alcun modo ledere il diritto degli altri gruppi e quindi manterremo invariate le proporzioni fra le diverse forze politiche che il voto popolare ha sancito per la composizione del Consiglio comunale (modifica questa, tra l’altro, supportata da parere ministeriale). La questione delle spese è un falso problema: chi è consigliere comunale dovrebbe conoscere le modalità di formazione di un bilancio e sapere che la voce che riguarda il Consiglio comunale è stabilita nel bilancio preventivo con un tetto massimo che non può in nessun modo variare. Oltre un certo tetto cioè i consiglieri continueranno a svolgere il proprio dovere partecipando alla vita della commissioni e del consiglio in maniera gratuita e per puro spirito di servizio. Con questa revisione quindi il massimale di spesa non sarà superiore a quello degli anni precedenti. Garantiremo quindi più inclusione, più partecipazione, più democrazia mantenendo lo stesso massimale di spesa».





