Sardegna neoliberale

La circolazione di popolazioni erranti crea grossi vantaggi alle multinazionali. Questo fenomeno compare, “in nuce”, oggi in Sardegna. L’analisi di GB Sanna

 

 

di GB Sanna

 

SardegnaIssL’economia nata dal capitalismo, passata per l’imperialismo, si fonda oggi sul monopolio. Il passaggio doveroso e obbligatorio dalla libera concorrenza al suo assoluto contrapposto. Ciò che è avvenuto prima nelle nazioni (Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Giappone, Cina) oggi si manifesta a livello territoriale. Si sta eliminando la piccola e media impresa, anche agricola, per creare la grande produzione e la grande distribuzione monopolistica. Questo porterà alla fine dei singoli stati come nazioni e alla concentrazione dei posti di gestione e di comando. Sarà destinato a comandare chi fonderà, coordinandone i fattori, il capitale finanziario, industriale e agrario. Si completerà la fusione con la creazione di aree strategiche di punti saldi (case matte) per il controllo del territorio, attrezzate militarmente. Aveva ragione Kautsky: «…la tendenza di ciascuna nazione industriale ad assoggettarsi e ad annettersi un sempre più vasto territorio agrario senza preoccuparsi delle nazioni che lo abitano…». Non saranno più le nazioni bensì i potentati finanziari “angloamericani”, “russi”, “cinesi” e forse “tedeschi” a gestire il pianeta. Il grande esodo delle popolazioni consentirà la ripartizione del bottino. La nuova umanità non avrà radici, vagabonderà in cerca di una nuova cultura, si meticceranno i simboli e le razze, sarà il panmondialesimo. Non interesserà la forma di governo che gestirà il potere locale, ma il controllo e la gestione dei flussi delle masse di popolazione migrante. La nuova umanità avrà il compito della produzione agricola e industriale nelle aree prescelte del pianeta, nella omologazione della produzione e del consumo. Gli uomini si muoveranno, nella normalità, lasciandosi guidare, qualcuno aspirerà ad assumere il ruolo della vecchia borghesia, altri saranno cooptati. Il capitale finanziario concentrato consentirà le ripartizioni senza bisogno di guerre totali. L’esodo delle popolazioni interesserà in modo equo le “terre evolute” e le “terre involute”. Accadrà, quindi, che alcune terre siano contemporaneamente terre di emigrazione e di immigrazione. Se si studiano i flussi migranti dei paesi africani, Gambia, Senegal, Eritrea, Nigeria, Mali, Africa Centrale si vede che sono paesi in cui intervengono in maniera massiccia le multinazionali, si impossessano del territorio, corrompono i governanti, alimentano le discordie etniche e religiose, organizzano squadre e finanziano gruppi. Le banche mondiali intervengono concedendo prestiti ai governi corrotti che serviranno a incrementare ancora maggiormente il flusso migratorio.

FollaNewYork1La circolazione di popolazioni erranti crea grossi vantaggi alle multinazionali. Questo fenomeno compare, “in nuce”, oggi in Sardegna. I giovani indigeni che si muovono alla ricerca di nuove soluzioni di vita, sono nel 2014, circa 7.200 emigrati, forniti di titolo di studio, fuori dalla loro terra sono disposti ad impiegarsi in qualsiasi lavoro, chiaramente precario, convinti che sarà la loro vita futura, sanno che non rientreranno nella loro isola. Li sostituiscono giovani immigrati, portati dai barconi degli schiavi, merce da macello, sradicata dalle loro terre, per essere usata. Le loro terre, quelle che sono stati obbligati a lasciare, sono destinate alla monocultura, i prodotti non sono lavorati sul posto per impedire che si possa creare ricchezza aggiunta. La Sardegna vede oggi vagabondare, nelle città e nei paesi, giovani alla ricerca di qualcosa che non sanno e si rifornisce di manodopera pronta a qualsiasi lavoro. Qualche ben pensante arriccerà il naso, si metteranno nel conto problemi razziali, di religione, scontri fra etnie, quello che prevarrà sarà il fatto economico.

Il fenomeno è pluricollaudato, è avvenuto con le migrazioni dell’Ottocento e del Novecento. Avviene in Sardegna, se si va ad indagare, ciò che è più chiaro in Campania, Puglia e Calabria e nelle terre nuove dell’America. Giovani lavorano negli stazzi e fanno i servi pastore, lavorano alla raccolta dei carciofi e dei pomodori, nelle serre, nei mercati, nelle spiagge, nell’edilizia. Lavorano in nero, sfruttati, chiamati dai caporali; loro vanno, non sanno quanto riceveranno, non è questione di soldi, è sopravvivenza. Com’era sopravvivenza quando si lavorava “all’incugna”, a “roba franca” e si baciava la mano del barone che aveva permesso al servo di andare a zappare la terra. Cosa c’entra la legge, cosa significano i diritti, cosa si deve pretendere, quando si deve mangiare…poi il tempo troverà la soluzione. Per i nuovi padroni la soluzione è pronta, faranno contratti con le multinazionali, produrranno con i semi della Monsanto, la pecora darà cinque litri di latte, i caseifici useranno il latte in polvere, le pere saranno rotonde e le melanzane senza semi. La depressione diminuirà il costo dei prodotti. Tutto ciò che sarà suscettibile di divenire fatto economico sarà monopolizzato e depredato. Significa che saremo in vendita, sempre servi. La nuova struttura sociale spazzerà il vecchio e nascerà il nuovo con la stantia formula dell’imperialismo (chiamata neoliberalismo) subiranno modificazioni il diritto delle persone, delle società, del lavoro e del commercio. Non vi saranno lavoratori pubblici, non vi saranno parassiti. Saranno privatizzati i porti, gli aeroporti, i terreni agricoli, il sottosuolo. Società anonime straniere si impadroniranno della Sardegna, con il plauso dei Sardi. Nella nuova economia di mercato non ci saranno regole. Si ridisegneranno le nazioni. Gli stati perderanno parti crescenti di sovranità.

La Sardegna è attenzionata, già lo fu negli anni Settanta. Sarà guidata nel senso del “che fare”? Il “che fare” potrebbero essere i movimenti indipendentisti che inizieranno a trovare l’attenzione dei media, richiami da terre lontane, qualche sorriso strano. Da loro dipenderà trovare gli spazi necessari per raggiungere posizioni dominanti di governo. Si inventeranno forme di sussidio scollegate dai flussi perduti dello stato italiano. Si finanzieranno corrotti e corruttori. Gli indipendentisti avranno il compito di elaborare la Costituzione, disegnare il nuovo stato, accondiscendere in cambio dell’indipendenza ai nuovi padroni, non così tanto anonimi. Stare attenti, bisogna stare molto attenti, specialmente nei salotti buoni.

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