Palazzo Ducale: Murru, Useri, Sias e Zallu lasciano il M5s

Nasce il nuovo gruppo consiliare “Sassari Futura”. «In questi 60 giorni non si è fatto vivo nessuno. Licheri è l’avvocato liquidatore del Movimento in città»

Sassari. «Comunichiamo che da oggi finisce la nostra permanenza nel M5s. Nasce un nuovo gruppo consiliare, Sassari Futura». Poche parole in apertura della seduta di giovedì del Consiglio comunale di Sassari sono state sufficienti per certificare l’uscita dal movimento pentastellato di Maurilio Murru, presidente dell’Assemblea civica e per due volte candidato sindaco, Laura Useri, assessora alla Cultura, Federico Sias e Patrizia Zallu, consiglieri comunali. Formalmente è stato il capogruppo Sias a chiedere subito «all’attuale maggioranza di accogliere la nostra adesione in continuità con il lavoro svolto in questi anni». Immediata la risposta positiva del sindaco Nanni Campus: «Ben volentieri accogliamo la vostra richiesta. Auspico di avere la vostra fiducia fino alla fine del mandato».

Fino a primavera inoltrata quindi, quando si voterà per il rinnovo di sindaco e Consiglio comunale, non cambierà nulla nell’assetto della coalizione civica che governa Palazzo Ducale e che nel dicembre del 2020 si era rafforzata con l’ingresso del M5s.

Maurilio Murru

Un epilogo in larga parte prevedibile. La rottura con i vertici del M5s era ormai chiara da diverse settimane. Lo scorso 15 novembre con una conferenza stampa era stato chiarito che non c’era nessuna uscita dalla maggioranza del gruppo consiliare, nonostante la sollecitazione del coordinamento regionale del Movimento, intervenuto a più riprese sugli organi di informazione. Ma passaggi ufficiali interni al M5s in realtà non c’erano stati. E nel frattempo non è cambiato nulla, dialogo inesistente. «In questi 60 giorni non si è fatto vivo nessuno, né il coordinatore regionale (il senatore Ettore Licheri, ndr), né altri – ha detto giovedì mattina alla stampa Maurilio Murru, affiancato dagli altri esponenti ormai ex pentastellati Useri, Sias e Zallu –. Non è arrivata nessuna comunicazione di avvio di una procedura di espulsione. Un silenzio che adesso rompiamo noi, che abbiamo visto sgretolarsi in questi mesi il sogno di Beppe Grillo del 2009: un movimento né di destra né di sinistra, mai con il Pd. Adesso si sono invece accordati».

La sala commissioni di Palazzo Ducale è la stessa che in novembre aveva fatto capire che la contrapposizione era ormai insanabile. Adesso è arrivato il momento di dire basta. «Formalizziamo oggi l’uscita dal M5s, che non è quello che abbiamo conosciuto – ha ribadito Maurilio Murru – ma è altro. Ci dicono prima che va bene far parte di una maggioranza come questa di Campus, ora che è tutto cambiato».

«Il M5s è rimasto per tre anni in maggioranza e fare questa azione a cinque mesi dalle elezioni la posso chiamare idiozia politica», ha detto senza mezzi termini ancora Murru.

Motivo di grande delusione è anche quanto avvenuto nelle ultime ore con le candidature per elezioni regionali del prossimo 25 febbraio, che vedranno il M5s protagonista del “campo largo” del centrosinistra, esprimendo anche la candidata presidente Alessandra Todde. «I nomi verranno ora messi a ratifica. Ma si tratta di liste che verranno chiuse a tavolino da parte di chi aveva nei cassetti i nomi degli amici. L’80 per cento dei candidati non fanno parte del Movimento. Ecco perché diciamo che oggi possiamo decretare la morte del M5s. A Sassari era presente l’unico gruppo ancora in una maggioranza di governo». Sono cadute come birilli in questi ultimi anni le giunte pentastellate di Porto Torres, Dorgali e Carbonia. A Sassari da luglio non si riesce ad eleggere il coordinatore del gruppo territoriale. «Sono risultati che daranno un incarico di alto livello all’avvocato liquidatore del Movimento», ha insistito (con sarcasmo) Murru, riferendosi al senatore Ettore Licheri, più volte citato con questa qualifica, “avvocato liquidatore”.

«Lo ribattezzo Partito 5 stelle», ha aggiunto Laura Useri. «Noi eravamo etichettati come il movimento del “Vaffa”. Ecco, adesso “vaffa” lo voglio dire io a chi lo ha distrutto», ha detto Patrizia Zallu, che, attivista della prima ora, non ha nascosto la sua commozione. «È diventato qualcosa che non ci appartiene. E per questo lasciamo», ha ribadito Federico Sias. Tra i passaggi che sono in contrasto non solo con l’anima del M5s ma direttamente con statuto e regolamenti interni ci sono il nuovo simbolo del M5s, modificato unilateralmente dai vertici regionali e che comprende anche la scritta “Innantis” nella corona del logo (la lista candida anche alcuni esponenti dell’associazione politica di Franciscu Sedda), e la definizione del Movimento come soggetto progressista.

Non è finita. «Non abbiamo detto che non avremmo mai lasciato la maggioranza – ha voluto precisare Maurilio Murru –. Chiedevamo un percorso, non un ultimatum. Invece l’ordine è stato: dovete uscire subito, perché evidentemente era stato preso un accordo per stare nel “campo largo”. Ma noi non siamo pedine da spostare, siamo persone al servizio della comunità».

Per adesso, il presente si chiama “Sassari Futura”. È il nome del gruppo consiliare, ma alle prossime comunali potrebbe diventare una lista vera e propria. Tutto ancora da valutare. Quel che è certo è che alle elezioni regionali del 25 febbraio nessuno dei quattro ormai ex grillini sarà candidato o candidata (ma in politica mai dire mai, ndc). In questi giorni era trapelata l’ipotesi di un dialogo con Lega o Psd’Az per la candidatura dell’assessora Useri. «Lo dico chiaramente senza ombra di dubbio: Laura Useri non si candiderà alle regionali, rimarrà nel territorio, e continuerà a lavorare con Campus e poi sempre per la città di Sassari», ha dichiarato al termine dell’incontro con la stampa.

Insomma, tutte le ipotesi restano aperte, anche un progetto politico nell’ambito del “campo largo”. Ma non più nel M5s.

L.F.

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