Lingua sarda, la Sardegna avrà norme e finanziamenti certi

L’assessore alla Cultura Claudia Firino: «Con la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie sarà possibile dare una cornice normativa e finanziaria stabile»

 

 

ClaudiaFirino
L’assessora Claudia Firino

Cagliari. «Con la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie sarà possibile dare una cornice normativa e finanziaria stabile nel settore. Un risultato importantissimo, che permetterà un lavoro sulla lingua sarda in linea con le politiche europee del settore». A dirlo è l’assessore della Cultura Claudia Firino durante il Convegno promosso dalla Fondazione Sardinia “Ratifica della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie e nuove linee di politica linguistica in Sardegna”. All’incontro erano presenti oltre agli operatori culturali e della lingua sarda, Senatori e Deputati della Repubblica, Consiglieri regionali e dirigenti di partiti politici, in vista della presentazione presso il Parlamento del disegno di legge per la ratifica da parte dello Stato italiano della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie.

La Carta – espressione del trattato europeo del 5 novembre 1992 – indica le forme di tutela che gli stati si impegnano a applicare e definisce, inoltre, una serie di misure riferite a settori cruciali della vita pubblica quali l’insegnamento, la giustizia, i servizi pubblici, i media, le attività culturali, la vita economica e sociale. Allo stato attuale, è stata ratificata da 25 paesi, tra i quali i principali partners del processo di costruzione dell’Unione Europea. L’Italia ha firmato la Carta il 27 giugno 2000, ma dopo circa 15 anni non ha ancora provveduto alla sua ratifica. La lingua sarda rappresenta la lingua minoritaria più vasta d’Italia e la sua sopravvivenza è di fondamentale importanza, anche a fini di conservazione dell’immenso patrimonio artistico e immateriale.

«Abbiamo lavorato in maniera intensa – ha proseguito l’assessore Firino – alle politiche di sviluppo della lingua e cultura sarda. Le polemiche che ci sono state in questi mesi non hanno fatto bene alla causa, ma oggi ci troviamo a una svolta: un vero cambio di passo. La Giunta, e la maggioranza in Consiglio regionale, gli operatori della lingua sarda e le associazioni hanno trovato un percorso comune e stiamo lavorando alla programmazione dei progetti sul territorio. Durante i vari incontri ho ricevuto spunti interessanti e ho proposto anche l’istituzione del registro degli operatori: un riconoscimento importante per i professionisti del settore».

Inoltre, l’assessorato regionale della Cultura ha chiesto per la prima volta al Governo centrale di poter gestire autonomamente i fondi della legge 482/99 per la valorizzazione delle lingue minoritarie. «Concluso questo processo saremo in grado – ha evidenziato il rappresentante dell’esecutivo – di programmare autonomamente gli interventi di valorizzazione della lingua sarda, un altro grande passo in avanti di cui sono molto soddisfatta».

L’esponente della Giunta Pigliaru ha anche ricordato la difficile situazione finanziaria nella quale ci si è trovati ad operare. «Siamo comunque riusciti – ha spiegato – a saldare i debiti degli anni pregressi per la chiusura dei progetti e nominato il dirigente del settore lingua sarda che potrà portare avanti in maniera coerente il lavoro avviato».

Sul valore della lingua sarda si è espresso anche l’assessore del Personale e Affari Generali Gianmario Demuro, che nel suo intervento ha ricordato lo stretto legame che intercorre tra la specialità della regione Sardegna e la lingua. «La lingua sarda è un elemento di valore costituzionale e un pezzo della stessa specialità della nostra isola e come tale deve essere valorizzata: strumento principe sono certamente le norme di attuazione».

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio