La Dinamo batte Avellino e si riprende la vetta

I sassaresi nonostante una prova poco brillante, riescono ad avere la meglio su un’ottima Sidigas per 81-75. Sacchetti furioso per i fischi a Dyson nella fase decisiva del match

 

 

DinamoAvellino2Okay non è stata una bella Dinamo, anzi, è stata decisamente bruttina, ma se dopo essere incappati in una giornata opaca si riesce comunque a prendersi i due punti, bisogna essere soddisfatti perché sono proprio queste le vittorie che alla fine fanno la differenza. Per tutto il resto ci sono Sacchetti e il suo staff che sanno benissimo cosa ha funzionato e cosa no e sono pagati per risolvere i problemi. E’ l’estrema sintesi della partita di ieri sera, nella quale i bianco blu hanno risentito a livello psicologico della sconfitta di venerdì scorso in Eurolega contro il Novgorod. Una partita che Logan e compagni dovevano e potevano vincere, una partita che doveva aprire la strada della qualificazione alle top 16 e che invece l’ha quasi chiusa. La Dinamo ha iniziato senza durezza mentale, abulica, molle, distratta, ha pasticciato, ha commesso tanti errori macroscopici in attacco e in difesa ha lasciato via libera in particolare ai lunghi irpini che, soprattutto con Harper non si sono fatti pregare, punendo la pigrizia dei sassaresi. Nonostante la scarsa lucidità però, il Banco non ha mai mollato completamente la presa, rimanendo a ridosso della squadra allenata da Frank Vitucci e dando sempre la sensazione che sarebbe stato sufficiente giocare da Dinamo per 5 minuti, per metterla sul binario giusto. Nel finale, una tripla di Sanders è stata probabilmente decisiva per consentire di guadagnare quel piccolo margine che è stato poi gestito sino alla fine.

DinamoAvellino3Finale che è stato caratterizzato da un episodio che ha fatto infuriare Meo Sacchetti e storcere il naso a molti. I fischi di parte del pubblico a Jerome Dyson in procinto di rientrare sul parquet ad un paio di minuti dalla fine, con le due squadre in equilibrio e la gara ancora tutta da giocare: < Non accetto che il pubblico fischi un mio giocatore quando si stanno decidendo le sorti della partita, i giocatori vanno sostenuti. I fischi li possiamo accettare se giochiamo male, ma solo dopo che la partita è terminata >.

Uno sfogo totalmente condivisibile, quello del coach bianco blu a cui ha poi fatto seguito attraverso un social network il commento a riguardo di Stefano Sardara: < Adoro il nostro pubblico ed amo il suo modo di essere – ha commentato il presidente della Dinamo -, ma oggi non posso accettare quello che è successo durante alcune fasi di gioco ed in particolare all’ingresso di un giocatore. Ora fischiamo i nostri giocatori? Inaccettabile senza se e senza ma >.

DinamoAvellino1Si può poi disquisire sul fatto che Jerome Dyson, in questo momento abbia qualche difficoltà e che la sua espressione sempre estremamente seria e quasi assente possa far pensare a qualcuno che il giocatore non tenga alla causa o non si stia impegnando, ma chi gli è vicinissimo, assicura che non sia così. Dyson in questo momento sta avendo qualche difficoltà di inserimento in un sistema diverso rispetto a quello nel quale era abituato ad esprimersi, probabilmente non ha un carattere fortissimo e sta soffrendo, perché sa di poter dare e fare molto di più. E’ un giocatore con determinate caratteristiche, è più una guardia che un play, non ha fra le sue doti migliori quella di dettare i ritmi e far girare la squadra, ma atleticamente è devastante, arriva al ferro come pochi ed è in grado di spezzare in due le difese e caricare di falli gli avversari, cosa che nel recente passato era difficile vedere dalle parti del Palaserradimigni. Parte dei tifosi hanno ancora negli occhi le gesta di Travis Diener, ma si deve guardare avanti. TD12 è stato un grandissimo, forse unico, sicuramente il miglior playmaker nel senso più vero e profondo del termine, che abbia mai vestito la casacca bianco blu, ma ora è tornato in Wisconsin sulle rive del lago, è andato via, ha appeso le scarpe da basket al chiodo, passa il suo tempo dietro una scrivania e giocando con le due splendide figlie, è un capitolo chiuso ed è deleterio per tutti continuare a fare paragoni. Dyson è un tipo di giocatore, anche lui di altissimo livello ma con caratteristiche diverse, altrettanto importanti, che possono far vincere le partite. Va sostenuto e messo nelle condizioni di esprimersi al meglio, se poi con l’andare del tempo le difficoltà di inserimento dovessero permanere, allora probabilmente la società farà le sue valutazioni e deciderà se e cosa fare. La sensazione è che parte del pubblico sassarese si sia imborghesito e che abbia pretese che, chi vive e conosce veramente lo sport, sa bene che non si possono avere. Troppe sono le variabili con le quali una squadra, un gruppo, uno spogliatoio ha a che fare quotidianamente, esistono equilibri sottili, dinamiche, fattori che possono condizionare prestazioni e atteggiamenti e prima di scaricare la propria frustrazione contro qualcosa o qualcuno, sarebbe opportuno tenerne conto, sempre che si abbiano le competenze per poter arrivare a fare questo tipo di ragionamento. Fermo restando che, chi paga il biglietto ha tutto il diritto di manifestare anche tutto il suo eventuale disappunto…a fine partita.

Aldo Gallizzi

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