Dinamo, il peggio “forse” è alle spalle

Contro Brindisi i sassaresi hanno messo in mostra cuore e spirito di gruppo, elementi indispensabili per sopperire alle carenze e mascherare i propri limiti

Che non sia la miglior Dinamo di sempre e che purtroppo non ci vada neanche lontanamente vicino è un dato di fatto inconfutabile, ma la vittoria contro Brindisi, seppur arrivata anche per demeriti degli avversari che l’hanno un po’ gettata al vento, ha fornito dei segnali importanti sotto alcuni aspetti. Finalmente si sono (ri)visti coesione e spirito di gruppo, basi fondamentali per poter essere competitivi specialmente quando il roster non è eccelso. Fondamenta importanti sulle quali appoggiarsi per costruire e dar finalmente forma a quell’identità che questa squadra per una ragione o per l’altra tarda a trovare.

Una delle note positive della giornata è stato l’impatto avuto da Diop al suo ritorno dopo il problema ad un ginocchio. Inutile girarci intorno, il senegalese è un elemento fondamentale in termini di qualità, energia, presenza e capacità di coinvolgere e trascinare i compagni emotivamente. E ieri questo si è visto, nonostante non fosse ancora al top della condizione, il buon Ousmane è stato determinante sfiorando addirittura la doppia, doppia. E allora ecco che i concetti espressi a più riprese da coach Bucchi, riguardo alle assenze che hanno condizionato il rendimento della squadra, trovano riscontri chiari, cancellando le teorie di chi ha pensato più ad alibi di circostanza che altro. In questo senso l’auspicio è che i problemi di Diop siano definitivamente alle spalle. Il suo rientro ha inoltre permesso di ripristinare i ruoli, riportando Treier nella sua posizione naturale di ala e sgravandolo dai compiti da pivot che non gli competono strettamente.

Diverso il discorso legato a Stanley Whittaker, anche lui rientrato dopo parecchie settimane ha avuto sprazzi di buone giocate, sarà sicuramente da rivedere ma la sensazione che resta è che alla Dinamo serva ben altro in quel ruolo. A questo punto però, onestamente risulta difficile pensare ad un suo taglio e sarebbe una sorpresa, anche perchè se non è stato fatto finora, significa che la società sotto, sotto non ne ha nessuna intenzione o probabilmente neanche le possibilità.

Chi invece si sta pian, piano prendendo la Dinamo è Breein Tyree, in crescita sotto tutti gli aspetti e vera nota positiva fino a questo momento, insieme al francese Gombauld che, tuttavia contro la Happy Casa non ha particolarmente brillato. Ora però serve continuità, soprattutto di prestazioni, perchè significherebbe che il processo di assemblamento e rodaggio è terminato e sarebbe anche ora.

La vittoria di ieri ha anche permesso di aggiungere due pesantissimi punti in classifica, allungando su una diretta concorrente. Meglio non pensare all’aria pesante che ci sarebbe stata se la partita fosse finita in altro modo.

L’auspicio è che il peggio sia alle spalle e che da ora in avanti la squadra possa lavorare con maggiore serenità in palestra e soprattutto al completo, condizione imprescindibile per essere competitivi in un campionato difficilissimo nel quale la Dinamo per il momento deve pensare soprattutto a guardarsi le spalle ragionando partita dopo partita.

Aldo Gallizzi

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