Cimitero di Sassari diviso in due

La gestione della parte vecchia (monumentale e anni ’60) distinta dalla nuova in project financing. Intanto è stato riparato il forno crematorio

 

 

CimiteroSassari. Innanzitutto una nota positiva: il forno crematorio del cimitero di Sassari ha ripreso a funzionare da un paio di giorni. Lo stop era stato determinato da un guasto che non si riusciva a riparare: si era infatti rotto un pezzo non più reperibile sul mercato, realizzato da una ditta del nord Italia utilizzando materiale fornito da un’altra impresa.

Adesso però le attenzioni dell’Amministrazione comunale sono tutte rivolte al nodo della gestione degli spazi cimiteriali. L’auspicio è che la ditta che sta realizzando la nuova parte del cimitero cittadino (la Sacramati, capofila dell’ati) riprenda immediatamente tutti i lavori previsti dal project financing, «perché ci sono molte richieste e servono loculi», spiega l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Ottavio Sanna. Ma c’è anche la necessità di avviare un ragionamento su diverse proposte per la gestione dei servizi del cimitero e l’avvio di un bando che consenta di dare contimuità dei servizi, cremazioni comprese. Su questi punti si è soffermata giovedì mattina la Commissione Lavori pubblici del Consiglio comunale, presieduta da Franco Era (Centro Democratico), alla quale ha partecipato l’assessore Sanna e durante la quale è intervenuto l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna insieme all’ingegner Piroddi, che per il Comune segue l’iter dei lavori della parte del cimitero oggetto del project financing.

CommLLPPCimiteroL’assessore ha innanzitutto ricordato il problemi di questi ultimi giorni legati alla gravissima sospensione delle tumulazioni da parte della ditta incaricata, la stessa Sacramati. Il contratto di concessione, sottoscritto con l’ati nel 2006, prevede che l’esecuzione delle operazioni cimiteriali avvenga, come per il resto dei servizi a tariffa connessi al contratto, con un accordo con l’Amministrazione concedente, previa proposta formale da parte del concessionario contenente le modalità operative, valutazione dei costi e ipotesi di tariffe da applicare all’utenza. Il concessionario, hanno riferito gli uffici, ha provveduto in tal senso solo nel settembre del 2015, proponendo 315,17 euro per ciascuna operazione cimiteriale. Dal 2009 e fino a luglio 2015 la ditta ha svolto, sull’intera area cimiteriale, tutti i servizi per un importo complessivo netto di 470 mila euro annui. Nel periodo di esecuzione del contratto la tariffa applicata agli utenti per le operazioni cimiteriali era di 80 euro. Secondo quanto riferito dagli uffici, dal 2009 al 2015 il concessionario non ha mai presentato nessuna richiesta di compenso aggiuntivo, né di rideterminazione delle tariffe. A luglio 2015 invece il concessionario disponeva e comunicava formalmente, un venerdì sera, l’immediata interruzione dei servizi cimiteriali, costringendo l’Amministrazione, il lunedì successivo, ad affidare d’urgenza il servizio a un altro operatore qualificato, per evitare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale. Dopo il recesso unilaterale di luglio 2015, ha ricordato l’assessore Ottavio Sanna, è stata l’Amministrazione ad avviare con il concessionario l’interlocuzione per l’accordo sulle modalità e sui costi dei servizi cimiteriali nell’area dell’ampliamento del nuovo cimitero, come peraltro previsto dall’articolo 26 del contratto di concessione e dell’allegata Carta dei servizi. Dopo un’ulteriore trattativa nello scorso autunno, si è giunti alla definizione dell’importo del costo del servizio in 180 euro più iva a tumulazione (la richiesta iniziale era di 315 euro).

La ditta che gestisce il forno crematorio (la Altair), a maggio 2015, ha presentato una proposta di project financing dei servizi cimiteriali, nella parte “vecchia” (monumentale e anni ’60). E attualmente a questa impresa, in via temporanea, in attesa del bando, è affidata la gestione. Questo significa che il cimitero adesso risulta diviso in due: nella parte vecchia si pagano 80 euro per le tumulazioni; in quella “nuova” 180 euro più iva. Ma in quest’ultima le tumulazioni sono bloccate, dopo che erano riprese per una settimana. L’obiettivo è avere comunque una tariffa unica, a 80 euro, con la quota in eccesso a carico del Comune, oppure, come avviene in altre parti d’Italia, una tariffa che comprenda tumulazioni, chiusura loculi o tombe, fornitura di lastre di marmo e tutti gli altri servizi.

Il presidente della Commissione Franco Era ha infine fatto presente la necessità di un regolamento ed è stata avanzata l’idea di avviare uno studio sulla possibilità di dilazionare i pagamenti dei rinnovo dei loculi.

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