Al Salone del libro di Torino i bambini delle primarie scoprono Grazia Deledda

Si è aperta così ieri la seconda giornata. Il programma di sabato delle iniziative dell’Aes

La seconda giornata del Salone Internazionale del Libro di Torino si è aperta venerdì con la vivacità delle classi delle scuole primarie che nello Spazio Sardegna hanno riscoperto Grazia Deledda attraverso i laboratori didattici del mattino. Illustrazione, narrazione visiva, domande e curiosità hanno animato un avvio intenso che ha confermato la centralità del pubblico giovane nel progetto culturale dell’isola.

Con oltre quarantotto appuntamenti, trentatré case editrici associate AES e quattro marchi editoriali, la Sardegna si è presentata al Salone come una squadra compatta. Un sistema editoriale che non si limita a esporre libri, ma che si muove come un corpo unico, riconoscibile, capace di portare a Torino una visione condivisa e una presenza professionale solida.

Lo stand, ispirato alle Domus de Janas e al tema 2026 “La volta dipinta di stelle”, tratto dalla novella deleddiana L’anellino d’argento, ha accolto la presenza istituzionale dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas, del dirigente del settore Editoria Antonello Pellegrino e della presidente AES Simonetta Castia. La loro partecipazione ai lavori della giornata ha rafforzato l’immagine di una Regione che sostiene il proprio comparto culturale non come somma di singole realtà, ma come un’unica infrastruttura di conoscenza.

“Grazia Deledda e il cibo”, con Giovanni Fancello e Stefano Resmini

La mattina ha visto alternarsi i laboratori di illustrazione condotti da Claudia Piras in collaborazione con Imago, il dialogo “Grazia Deledda e il cibo” con Giovanni Fancello e Stefano Resmini, e la presentazione del progetto “Luoghi Letterari Sardegna” con Gianmarco Murru e Giulio Pisano, dedicato alla trasformazione dei territori in racconto. Un mosaico di linguaggi che ha mostrato la capacità degli editori sardi di lavorare sulla memoria, sulla contemporaneità e sulla formazione.

Nel pomeriggio lo stand ha catalizzato l’attenzione del padiglione grazie alle musiche ancestrali di Gavino Murgia, che hanno immerso il pubblico in una dimensione sensoriale e immaginifica della Sardegna. A seguire, la sezione dedicata al recente riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas ha proposto il volume “Le domus de janas patrimonio dell’umanità” di Andrea Gambula e Giuseppa Tanda e l’incontro “Sessantunesimo sito UNESCO dell’Italia”, con studiosi e ricercatori impegnati nel racconto della tradizione funeraria dell’isola e delle attività formative rivolte agli studenti.

La narrativa ha poi ripreso il centro della scena con “Fernando o della malinconia dell’irreversibile” di Andrea Serra, “Cagliari. Storia di una città” di Luciano Marrocu, “Nell’azzurro delle novelle mie” di Monica Tronci Pau, “Novelle dal Giudicato d’Arborea” di Donatella Pau Lewis.

Accanto alla programmazione dello stand, la giornata ha ospitato l’incontro Libri, territorio e bibliodiversità promosso dall’Associazione Editori Sardi e dal costituendo Coordinamento nazionale delle Associazioni Regionali Editori. Sardegna, Veneto, Puglia e Campania hanno condiviso un confronto dedicato alla tutela delle realtà editoriali territoriali e alla costruzione di una voce comune nel panorama nazionale. Il Coordinamento, che riunisce otto regioni, rappresenta oggi uno dei passaggi più significativi verso una politica del libro più equa, più rappresentativa e più attenta alle imprese indipendenti.

L’intervento dell’assessora Ilaria Portas

Nel corso della giornata si è rinnovato anche il progetto dedicato alla formazione dei giovani sulle professioni del libro, promosso da AES in collaborazione con Invitalia, Regione Sardegna e il Programma Start Giovani e Impresa Sardegna. Alla presenza di Vincenzo Cascone, Paola Locci, Lorenzo Flavi, editore di L’Orma, e della presidente AES, Simonetta Castia, è stato presentato il percorso che ha coinvolto in Sardegna oltre mille studenti delle scuole superiori, offrendo loro uno sguardo diretto sul funzionamento della filiera editoriale e sulle opportunità professionali che essa può generare. Un investimento strategico che unisce editori, istituzioni e mondo della scuola in un progetto di crescita condivisa.

La seconda giornata si è così chiusa restituendo l’immagine di una Sardegna editoriale che agisce come squadra. Una comunità professionale capace di unire tradizione e innovazione, memoria e futuro, e di presentarsi a Torino con una proposta culturale solida, condivisa e riconoscibile. Una presenza che conferma il ruolo dell’Associazione Editori Sardi come presidio di coordinamento regionale e nazionale e come motore di una visione unitaria dell’editoria dell’isola.

Il programma di sabato 16 maggio

La giornata di oggi, sabato, nello Spazio Sardegna, Padiglione 2, Stand K129 J130, attraversa registri diversi e complementari.

Si parte dai laboratori per ragazzi e si prosegue con la storia sociale, le figure illustri dell’isola, l’archeologia preistorica, la narrativa storica, la lingua e i temi civili. È una giornata ampia, che mette in dialogo memoria, ricerca e immaginazione.

La mattina si apre alle 10.30 con Il Mago e altri Racconti sardi in edizioni bilingui, un laboratorio di promozione della lettura condotto da Diego Corraine in collaborazione con Papiros. Alle 11.10, sempre con Diego Corraine e sempre in collaborazione con Papiros, viene proposto un secondo laboratorio dedicato a Il dono di Natale di Grazia Deledda, un’occasione per avvicinare i più giovani alla narrativa dell’autrice attraverso la lettura condivisa.

Alle 11.40, la giornata entra nel vivo della storia sociale con Le donne di G.A. Sanna all’ombra di Montevecchio di Laura Lanza. Carlo Delfino dialoga con l’autrice, con la moderazione di Luciano Piras, in collaborazione con Carlo Delfino. Il volume ricostruisce, attraverso un’attenta analisi delle fonti e una narrazione appassionata, il lato più segreto e femminile di chi visse all’ombra dell’imprenditore illuminato Giovanni Antonio Sanna, offrendo uno sguardo prezioso sulla condizione femminile dell’epoca. Alle 12.20, Mauro Cossu dialoga con Sara Agus su La casa del geranio rosso, in collaborazione con Ediuni, un romanzo che racconta una storia di emancipazione femminile agli inizi del Novecento.

Il pomeriggio si apre alle 14.30 con Giovanni Antonio Porcheddu, Re del cemento armato. Il sardo che rivoluzionò l’edilizia italiana, di Enrico Corona e Daniela Re, con Antonello Pellegrino e Antonio Sau in dialogo con gli autori e in collaborazione con Abbà. Il volume restituisce la figura di Porcheddu, cui si deve la diffusione delle strutture in calcestruzzo in Sardegna e che contribuì in modo decisivo alla costruzione dell’Italia moderna.

Alle 15.40, Alberto Pinna dialoga con Leo Fancello su Cuiles. Storie e tradizioni del Supramonte, con la moderazione di Luciano Piras e in collaborazione con EDES. Il volume attraversa le dimore, il lavoro e il culto della società millenaria della Sardegna, dalle Domus de Janas ai Nuraghi fino ai Cuiles. Alle 16.20, Nicola Castangia e Alberto Moravetti presentano Arte e religione nelle tombe ipogeiche della Sardegna preistorica, con Carlo Delfino, Alberto Moravetti e Luciano Piras, in collaborazione con Carlo Delfino.

L’opera guida il lettore alla scoperta dei più importanti siti ipogeici preistorici dell’isola, tra il quinto e il terzo millennio avanti Cristo, in un viaggio tra le espressioni più straordinarie dell’architettura funeraria.

Alle 17.00, Mauro Cossu dialoga con Anthony Muroni su La firma del re, in collaborazione con Arkadia. Il romanzo racconta una vicenda realmente accaduta nella Sardegna della prima metà dell’Ottocento, tra tensioni, rivalità e intrecci familiari, restituendo un potente affresco storico.

Alle 17.40, Bepi Vigna dialoga con Filippo Pinna su Beppe Porcheddu. L’arte che non scompare, in collaborazione con Taphros. Il volume ripercorre la vita e le opere di Beppe Porcheddu, illustratore, ceramista e pittore, maestro dell’illustrazione e della grafica italiana tra gli anni Venti e Quaranta, nato a Torino da una famiglia originaria di Ittiri e autore di importanti opere, tra cui la struttura del Lingotto.

Alle 18.20, Enrico Frau e Marilena Deiana presentano Costruttori di pace, in collaborazione con La Zattera. La raccolta riunisce racconti scritti dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado sul tema della pace, restituendo la sensibilità delle nuove generazioni. Alle 19.00, Salvatore Izza dialoga con Francesco Ballone su Les criatures poden salvar lo món, in collaborazione con Edicions de l’Alguer. I tre volumi in catalano di Alghero, La nàixita de les paraules, Cantarelles per cada dia ed Ellos en allí i mosaltros en aquí, sono dedicati alla promozione della lingua algherese nella scuola primaria.

Alle 19.40, la giornata si chiude con Emme, Effe e P in seconda di Anna Tea Salis, con Marco Lais e Michela Magliona in dialogo e in collaborazione con Catartica. Il romanzo propone una rilettura utopica di un passato segnato da discriminazioni e violenze, da cui emerge la speranza attraverso il progetto artistico di Effe, orientato alla rigenerazione della società.

Accanto alla programmazione dello stand, il sabato ospita anche un appuntamento AES fuori stand. Alle 18.15, al Caffè Letterario del Padiglione Oval del Lingotto, si tiene Mediterraneo e Sardegna, anteprima del festival Mediterranea. Culture, scambi, passaggi, con Aldo Tanchis, Giovanni Torchia ed Egidio Trainito, moderati da Maurizio Menicucci.

L’incontro propone uno sguardo inconsueto e all’insegna della sostenibilità sul rapporto tra natura e cultura, tra le coste e gli abissi, in una dimensione di meraviglia e inesauribile curiosità per l’altra parte del pianeta, a partire dal volume Mare. Viaggio intorno alla Sardegna di Egidio Trainito.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio