Capodanno a Sassari, dall’opposizione la richiesta di dimissioni all’assessora Useri

Presa di posizione di consiglieri comunali del Pd: «Disastro evidente». Ginesu (Forza Italia): «In attesa di dimissioni, irrevocabili e di massa»

Piazza Sant’Antonio deserta alla mezzanotte del 31 dicembre in un’immagine che ha fatto il giro dei social (fonte Facebook)

Sassari. Mentre altre città sarde, non solo Cagliari (ma anche altre più piccole come Olbia, Alghero o Tortolì), hanno visto le loro piazze affollate e festanti per l’ultimo dell’anno con ospiti di grande richiamo come Blanco, Emma e Max Pezzali, Sassari ha fatto i conti con l’assenza di grandi eventi. A parte le danze programmate in alcuni spazi individuati nelle scorse settimane dell’Amministrazione comunale e che evidentemente, come testimoniato dalle foto che nella giornata del 1° gennaio sono state pubblicate su Facebook da parecchi utenti molto delusi (e non sono mancate espressioni pesanti: sui social da sempre non si va per il sottile), non hanno attirato l’interesse dei sassaresi (con l’eccezione, verso la mezzanotte hanno fatto notare altri utenti, di piazza Castello), la seconda città della Sardegna è rimasta ai margini degli appuntamenti dell’ultimo dell’anno.

«I toni trionfalistici della conferenza stampa di fine anno si sono infranti contro l’amara realtà di quanto stiamo assistendo». I consiglieri comunali del Pd Giuseppe Mascia, Giuseppe Masala, Fabio Pinna e Carla Fundoni criticano le scelte della Giunta guidata da Nanni Campus e puntano il dito in particolare sull’assessora alla Cultura Laura Useri (M5S). Ma è una presa di posizione che investe il primo cittadino e tutta la Giunta.

Il gruppo del Pd in Consiglio comunale

«Il Capodanno sassarese andato pietosamente in scena avantieri – scrivono i consiglieri dem in una nota – è anticipato da un fatto ormai chiaro: l’Amministrazione Campus ha dilaniato il rapporto con la città. Questi tre anni e mezzo di mandato mostrano in verità che quel rapporto questa Amministrazione non l’ha proprio cercato, anzi lo ha guardato dall’alto, con superbia e arroganza. Non è una considerazione strettamente politica: chiunque, in questi mesi, ha potuto constatare un senso di impotenza e di frustrazione. È una cosa tangibile.  Perché allora si discute di Capodanno? Gli eventi di Capodanno non sono solo divertimento e festeggiamenti, dietro e davanti a essi c’è molto di più: questo tipo di iniziative aiutano a riscattarsi sia economicamente sia socialmente e le due cose unite sono la base per poter costruire il futuro.  Per incentivare la crescita sociale ed economica in modo che siano durature, inclusive e sostenibili vi è bisogno di altro tipo di attenzioni: bisogna crederci e non a parole, i soldi impegnati per questo capodanno fanno gridare “vergogna” da ogni parte della città. Programmare e investire per fornire alla città una dignitosa chiusura dell’anno non è soltanto un fatto di banale amministrazione, è un’occasione: nelle città vicine dove questo accade abbiamo si assistito al tutto esaurito. Lì tutte le componenti di una città e di un territorio si trovano coinvolte: e anche da queste iniziative si trovano le forze per reagire, non di certo aggiungendo miseria alla già complicata situazione che stiamo vivendo».

«Tempo addietro – continuano Giuseppe Mascia, Giuseppe Masala, Fabio Pinna e Carla Fundoni – abbiamo chiesto le dimissioni dell’assessora alla Cultura Useri. Niente. Abbiamo dovuto sentire affermazioni come “Sassari risponde solo quando il livello culturale non è elevato”, abbiamo letto che secondo l’assessora “la maggior parte dei sassaresi non è in grado di capire l’importanza del Padiglione Tavolara”. Dopo quanto accaduto per l’ultimo dell’anno riteniamo che la misura sia davvero colma, non si può offendere e umiliare in questo modo la città e la sua popolazione».

«Il sindaco ha affermato più volte che il Capodanno non gli interessa, la Giunta ha approvato la deliberazione con tutte le somme per realizzare quanto si è visto o meglio quanto non si è visto: 30mila euro per le performance artistiche, 30mila per gli allestimenti, 6mila per le riprese. L’insieme delle iniziative del periodo festivo sono costate più di 170mila euro, così ha dichiarato il sindaco. Crediamo sia evidente il disastro che hanno realizzato. Con buona pace di tutta la retorica paternalistica del non voler spendere soldi per utilizzarli solo per ciò che è essenziale e prioritario», scrivono ancora i consiglieri del Pd. «Nella discussione sul bilancio abbiamo presentato degli emendamenti a sostegno del diritto alla casa, del reinserimento nel mercato del lavoro e del settore cultura, quest’ultimo proprio per alleggerire il peso di quel settore. Emendamenti bocciati. Abbiamo più volte sollecitato attenzione verso il settore cultura, stigmatizzando che quel settore andrebbe sostenuto, e invece è stato anche da poco privato di due figure importanti che non sono state rimpiazzate. La verità è che “prima della rovina c’è la superbia, prima della caduta c’è l’arroganza” (Proverbi 16:18). Sassari è molto altro rispetto a tutto questo, può essere molto altro rispetto a tutto questo. Possiamo e dobbiamo provarci, insieme».

Francesco Ginesu (Forza Italia)

Una presa di posizione condivisa da altri esponenti dell’opposizione. Rimanendo neel centrosinistra Marco Dettori (Futuro Comune) scrive su Facebook: Le immagini del disastroso Capodanno sassarese non si limitano al racconto di un fallimento annunciato. Rappresentano, plasticamente, ancora una volta, la totale inadeguatezza ed incompetenza dell’assessora alla Cultura Laura Useri e, più in generale, dell’Amministrazione che governa la città. Sassari non merita tutto ciò. Dimissioni, subito». Ancora su Facebook, Francesco Ginesu (Forza Italia) è diretto: «In attesa di dimissioni, irrevocabili e di massa».

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