A Borutta il mito Ferrari incontra il Medioevo e i sapori del Vietnam

Il 10 settembre una giornata tra motori, cultura e identità, quarta tappa di "Rosso Sardegna 2026 - Il tour nella terra della longevità"

Quindici Ferrari del Blue Blood Car Lovers faranno tappa nel borgo del Meilogu per “Rosso Sardegna 2026”. Visite a San Pietro di Sorres e nel centro storico, racconto dei prodotti del territorio e, dalle 19, una speciale serata gastronomica preparata dai monaci benedettini vietnamiti

Il rombo di 15 Ferrari nel cuore di uno dei più piccoli borghi dell’isola, la storia di San Pietro di Sorres, le tradizioni custodite nelle case del paese e, al calare della sera, i profumi della cucina vietnamita. Sarà un incontro insolito tra mondi apparentemente lontani quello che giovedì 10 settembre animerà Borutta, scelta come quarta tappa di “Rosso Sardegna 2026 – Il tour nella terra della longevità”, organizzato dal prestigioso club Blue Blood Car Lovers.

Una giornata che punta i riflettori sul territorio attraverso un percorso che mette insieme grande collezionismo automobilistico, patrimonio storico e religioso, produzioni locali, cultura popolare e integrazione.

Il primo momento spettacolare è atteso alle 12 in piazza Ninetta Bartoli, dove faranno il loro ingresso i 15 equipaggi del tour. Tra le supercar annunciate figurano modelli come Ferrari 812 Superfast, Purosangue, 296 GTB e F12 Berlinetta.

Ad accogliere gli equipaggi saranno le autorità locali con un Welcome Coffee dedicato ai sapori della tradizione. La carovana raggiungerà poi il colle di San Pietro di Sorres, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e religioso del nord Sardegna.

Dalle 12.30 gli ospiti saranno accompagnati alla scoperta della Basilica romanico-pisana di San Pietro di Sorres, del Museo Diocesano e della mostra permanente dedicata alle torture medievali.

Alle 13, nel refettorio dell’Abbazia, spazio al pranzo antropologico: non una semplice degustazione, ma un percorso attraverso le materie prime, le produzioni e l’identità gastronomica dell’Isola. A curarne il racconto sarà l’antropologa culturale Alessandra Guigoni, che interverrà in videoconferenza accompagnando gli ospiti alla scoperta del significato culturale dei prodotti a chilometro zero scelti per il menù.

Alle 15 il programma proseguirà con la visita alla birreria artigianale di Sorres. Il gruppo sarà accolto dal padre abate Luigi Tiana e dal Mastro Birraio per conoscere da vicino la produzione monastica e degustare la birra di Sorres.

Borutta sarà però molto più di uno scenario attraversato dalle Ferrari. Il pomeriggio permetterà infatti di entrare nella storia e nella memoria della comunità. Dalle 15.45 il racconto si sposterà nel centro storico con una visita culturale al borgo guidata dal professor Ferrandu, per conoscere luoghi, vicende e identità del paese. Il percorso raggiungerà quindi la Casa Museo, dove Sandro Falchi accompagnerà gli ospiti alla scoperta della mostra etnografica “Sa Bèrtula”, uno spazio dedicato alla memoria materiale della comunità e alla vita quotidiana del passato.

La grande novità della giornata arriverà dalle 19, quando il suggestivo Giardino del Monastero aprirà le porte a cittadini e visitatori per una speciale “Serata Vietnamita”. Protagonisti saranno i monaci benedettini vietnamiti che vivono nella comunità monastica di Sorres, che per l’occasione prepareranno personalmente una selezione di piatti della propria terra d’origine seguendo le ricette della tradizione.

L’iniziativa nasce anche sull’onda della grande partecipazione registrata in occasione della recente Festa del Gelato Artigianale di Borutta, quando l’affluenza a Sorres è stata tale da non consentire di soddisfare tutte le richieste del pubblico. Da qui la volontà dei monaci di creare una nuova occasione di incontro e convivialità, questa volta facendo conoscere un pezzo della propria cultura attraverso il linguaggio universale della cucina. Un ponte ideale tra Sardegna e Vietnam, costruito attorno alla tavola, nel quale l’identità non diventa chiusura ma occasione di incontro.

La tappa di “Rosso Sardegna 2026” diventa così per Borutta un’importante occasione di promozione territoriale. L’arrivo delle Ferrari rappresenta l’elemento di grande richiamo, ma attorno alle vetture prende forma un racconto più ampio: quello di un paese che sceglie di presentarsi attraverso il proprio patrimonio romanico e medievale, la memoria della comunità, le produzioni monastiche, l’enogastronomia e la capacità di dialogare con culture lontane. Un viaggio dentro un viaggio, nel cuore del Logudoro, che giovedì 10 settembre farà di Borutta un sorprendente crocevia di motori, storia, sapori e culture.

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