Sindacopoli
I dirigenti (“individui”), guidati da “Don Calogero”, grazie “alle Bassanini” gestiscono come meglio credono la spesa pubblica. L’analisi di GB Sanna per Sesuja
di GB SANNA
La mafia esiste a Bologna, Torino, Milano, Perugia, Firenze, in Brianza, Monferrato, Val Chianina, Carnia. Non esiste a Palermo, Reggio, Foggia, ché li è un’altra cosa. La mafia non esiste in Sardegna ché noi siamo “balenti”. La fine dei partiti ha portato all’occupazione del potere locale. Da allora compete al Sindaco (Presidente, Amministratore) la nomina dei responsabili degli Uffici e dei Servizi, di attribuire e definire gli incarichi, le collaborazioni interne ed esterne. Chi ha studiato, disegnato, disposto il decentramento sono state menti sottili, note per somma intelligenza, fidate, che hanno progettato l’occupazione della periferia e del centro. Sono state loro che hanno avuto la grande intuizione e regolato il “SISTEMA”. Cos’è il “SISTEMA”? È procurare “individui” capaci di sommare voti (con i voti si vince, non con la politica). Gli “individui” sono il sottobosco fatto di clientele, appalti, posti pubblici, cooperative e imprese, false cooperative o false imprese, sociale o falso sociale, il sommerso presente nei paesi e nelle città. È il “SISTEMA” che premia, affida gli incarichi, gli appalti, occupa le sale, gestisce, coinvolge, impegna la parrocchia, il rione, il paese, la città. Il padrone del “SISTEMA” è il “MAMMASANTISSIMA”, il “DON CALOGERO”, il padrone assoluto del paese, della città, della provincia, della regione. Una volta, molti anni fa veniva chiamato “SATRAPO”. È stato dimostrato. Si indaga, si segnala, si comunica, si ha qualche rinvio a giudizio, anche qualche sentenza, poi va tutto in prescrizione. “DON CALOGERO” registra le mosse, non si preoccupa, se qualcuno sgarra, non convince, non è affidabile, col tempo perde la stima, l’incarico, l’appalto. Si deve vociferare, si deve sapere, capire, nessun clamore, solo voci: ha procurato un posto al figlio di…, alla nuora di…, al genero di…, un part-time, un co.co.co., guardia giurata alla ASL, nei cantieri forestali, nella partecipata. Il “SISTEMA” è strategia. Si sfrutta la competenza e la si paga bene, “mani pulite” fu occasione di illecito arricchimento per alcuni, non era “SISTEMA”. I “DON CALOGERO” si conoscono fra di loro, non si fanno guerra, spartiscono. “DON CALOGERO” non si intromette nella discussione, non dialoga, non reagisce scomposto. Alla presentazione delle candidature, alle feste, ai convegni partecipa circondato, salutato non tocca le mani, non da baci, rassicura la sua testimonianza. Lui è lì. Che si veda che è lì, il sindaco sarà suo, l’assessore sarà suo, il consigliere sarà suo.
Il “SISTEMA” si manifesta con una penetrazione dendritica, è il cancro che ti possiede in metastasi, sanno e non si nomina, porta male la parola cancro. Bassanini, da “lombardiano” studiò bene. Occorrevano le norme che attribuissero al Sindaco (Presidente) le nomine dei responsabili del procedimento. Bassanini creò il “SISTEMA delle SPOGLIE”; il potere politico ha il dovere di attribuire agli organi di governo il suo indirizzo. Il potere va esercitato secondo gli “atti determinativi” degli obiettivi e dei programmi, spetta al potere politico la nomina dei dirigenti. Franco Bassanini con le sue leggi 59/97, 127/97, 191/98 e in fine il T.U.165/2001 è passato a massima carriera da ministro della Funzione Pubblica nei governi Prodi, D’Alema, Amato a presidente della Cassa Depositi e Prestiti. Ciampi lo ringraziò. I media dissero che le sue leggi avrebbero fatto risparmiare all’Italia miliardi di lire, la pubblica amministrazione sarebbe rientrata nei parametri di Maastricht. È anche per merito di Bassanini che l’Italia poté entrare a pieno merito nell’euro. Nei fatti quei dirigenti (“individui”), guidati da “DON CALOGERO”, grazie “alle Bassanini” gestiscono come meglio credono la spesa pubblica; affidano e tolgono, promuovono e bocciano, affermano e negano, nessuno può niente su di loro.








