Chirù martedì a Porto Torres

Michela Murgia presenterà il suo nuovo romanzo. Alle 18,30 presso l’Antiquarium Turritano evento organizzato da Lìberos in collaborazione con il circolo dei lettori

 

 

ChiruCoverPorto Torres. Prosegue il tour isolano della scrittrice Michela Murgia che sarà a Porto Torres martedì 8 marzo alle 18,30 presso l’Antiquarium Turritano in via Ponte Romano 99 per presentare il suo nuovo romanzo “Chirù”. Ospite della Soprintendenza Archeologica della Sardegna e del Museo Archeologico Nazionale “Antiquarium Turritano”, l’evento è organizzato da Lìberos in collaborazione con il circolo dei lettori turritano “L’isola dei Senza Colore”.

Il libro. Quando Eleonora e Chirú s’incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di più. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono – dall’arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico – li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quell’insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l’energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall’infanzia all’ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall’ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare. Michela Murgia torna al romanzo, e lo fa con coraggio, raccontando la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel più puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirú è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l’amore è la piú deformante delle energie, può chiederci addirittura di sacrificare noi stessi. (p.p.)

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