Via 1407 cattedre, Valditara conferma di essere “manidiforbice”
Gli organici di diritto per l’anno scolastico 2026-27 accrescono i tagli di Giorgia

Era una delle poche “cose buone” fatte da Matteo Renzi: le cattedre di potenziamento, aggiuntive rispetto a quelle delle diverse discipline. Nella mia ultima pcuola di servizio, proprio una cattedra di potenziamento consentì di attivare il D.M. 8/2011 di gelminiana istituzione, cioè l’insegnamento della musica nella scuola primaria affidato a docenti titolati e abilitati in A030 e/o in strumento musicale. Come numerose norme della nostra Repubblica, scritta con i piedi, in quanto riservata alle classi terze, quarte e quinte, con conseguente esclusione delle prime e seconde, il D.M. 8/2011 rappresenta una via pentagrammatica che può funzionare. Di osservanza gelminiana è anche l’attuale ministro dell’Istruzione (e del Merito?), Giuseppe Valditara “Manidiforbice”, complice del bagno di sangue della scuola pubblica della Repubblica Italiana attuata dalla Gelmini, peggior inquilino di viale Trastevere: oltre 100mila docenti e 45mila Ata tagliati dall’ultimo governo Berlusconi.
La storia si ripete: gli organici di diritto per l’anno scolastico 2026-27 decisi dal governo Meloni accrescono i tagli sul potenziamento, eliminando ulteriori 1407 cattedre, in aggiunta alle 5660 già soppresse e ai 2000 posti Ata spazzati via. La scuola “buona” si regge su quattro pilastri: numero di alunni per classe, insegnanti abilitati e retribuiti adeguatamente, collaboratori scolastici e Ata numericamente sufficienti e retribuiti adeguatamente, locali sicuri e sussidi didattici di qualità. Il calo demografico consentirebbe una riduzione del numero massimo di alunni per classe, rispetto ai folli parametri del DPR 81/2009. Il Decreto Caivano, solito provvedimento-spot meloniano, prevede questa possibilità per otto Regioni; peccato venga puntualmente disatteso dagli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, che fanno miracoli pur di non concedere classi non numerose. Il numero tagliato dei collaboratori scolastici (c.d. “bidelli”) non consente una sufficiente vigilanza nei corridoi e negli antibagni delle scuole; gli episodi di bullismo fioriscono e si moltiplicano anche a causa della dannosa politica dei tagli contro la scuola pubblica, posta in essere sistematicamente dalla destra dal 1994 ad oggi. Invece, le decine e decine di miliardi di euro “investiti” in armamenti si trovano sempre.
Memorandum per le elezioni politiche del 2027: inserire nel programma gli investimenti per la scuola pubblica, dalla stabilizzazione dei precari vincitori di troppi concorsi all’incremento del numero di collaboratori scolastici e Ata, dalla riduzione del numero massimo di alunni per classe nelle scuole di ogni ordine e grado alla ristrutturazione dei troppi caseggiati scolastici che cadono a pezzi e all’allestimento delle aule di musica, arte, scienze, etc., magari senza i droni comprati col PNRR…
Antonio Deiara







