Dinamo impalpabile, retrocessione a un passo

Biancoblù scarichi e mai in partita, dominati dalla Reyer Venezia che gioca sul velluto e si impone 98-79 al PalaSerradimigni

Anche le più belle favole finiscono e non sempre bene. La sesta sconfitta consecutiva ha messo la Dinamo con le spalle al muro e ora il baratro è vicino come non mai. Molle, scarica, impaurita, spaesata, tutto questo e altro è stata oggi la squadra sassarese, sonoramente battuta per 98-79 da una Reyer Venezia, che ha messo in campo tutto il suo talento, certamente di gran lunga superiore a quello dei biancoblù, ma che ha avuto anche l’atteggiamento e la solidità della grande squadra, a differenza di quelli che più che Giganti e oggi sembravano dei Nanetti.

In un PalaSerradimigni gremito e caloroso forse come non mai in questa stagione, che ha dunque accolto l’appello della società, non c’è stata una risposta degna di tal nome da parte della squadra, spenta, scollata e assente, a parte Marco Ceron, che ha provato invano a scuotere e svegliare i compagni con un atteggiamento encomiabile.

È vero che la Reyer ha giocato una partita quasi perfetta e nessuno toglie loro i giusti meriti per una vittoria sacrosanta e mai in discussione, ma i sassaresi ci hanno messo tanto del loro. La squadra di Neven Spahija, è stata capace di indirizzare la sfida già nel primo quarto e di difendersi con lucidità dai tentativi di reazione dei biancoblu, arrivati prima a -12 e poi a -9. I biancoblù hanno pagato oltremodo il gap di fisicità nei confronti dei lagunari, dominatori nella lotta a rimbalzo (44-29) e sempre incisivi dall’arco (42%), ma spesso non sono stati sufficientemente reattivi e svegli e questo ha allargato la forbice. La battuta d’arresto, unita alla vittoria di Treviso su Udine nell’anticipo, costa il sorpasso in classifica da parte della squadra veneta, ora 14^. Il Banco è dunque ultimo, la prossima settimana si fermerà per il turno di riposo e poi se la dovrà vedere con Virtus Bologna e Germani Brescia, il che non lascia molto spazio ad ulteriori considerazioni, al di la delle legittime speranze del miracolo.

La cronaca. La Dinamo – priva ancora dell’infortunato Visconti – schiera in quintetto Buie, Beliauskas, Marshall, Thomas e McGlynn. Venezia, invece, parte con Cole, Valentine, Parks, Wiltjer e Tessitori.

La partita è subito intensa: la Dinamo cerca spesso le ricezioni interne di McGlynn, ma Venezia è sul pezzo in zona difensiva e approfitta di un paio di palle perse per andare sul +6 con i contropiedi di Parks e Cole (8-14). La Dinamo inserisce Zanelli, costretto però a lasciare il campo dopo una manciata di secondi a causa di un infortunio. Venezia punisce ogni sbavatura: una tripla di Valentine e un’iniziativa uno contro uno di Wiltjer dal post basso consentono ai lagunari di allungare fino all’8-21. Il Banco reagisce con i suoi esterni: prima Macon, poi Buie accorciano il gap, ma Venezia prende il controllo dei tabelloni (14-4 in avvio) e dei palloni vaganti e con un buzzer beater di Parks chiude il primo periodo avanti di 15 (18-33).

I biancoblù soffrono a tratti, ma restano comunque in scia (McGlynn per il -12). In casa Venezia Ward spende il terzo fallo già al minuto 13, ma gli orogranata difendono la doppia cifra di vantaggio. Almeno fino alla metà del secondo quarto, quando Thomas e Beliauskas riaccendono la scintilla: la Dinamo mette maggior pressione difensiva e pian piano si riavvicina sul -9. Il pubblico dà energia ai Giganti, che vengono però ricacciati indietro da una fiammata di Parks (30-44 e timeout Mrsic). Venezia riprende il controllo delle operazioni, e a metà partita è avanti di 18 punti (34-52).

In apertura di terzo quarto Tessitori manda a segno dalla lunetta il +20, ma Ceron riaccende il PalaSerradimigni con due triple consecutive che danno nuova linfa al Banco di Sardegna e lo riportano a -12 (42-54). Venezia, però, è spietata: la tripla dall’angolo di Wiltjer e il jumper di Cole frenano gli entusiasmi biancoblu e spingono gli orogranata verso il +19 (50-69). Ogni tentativo di riaccendere la luce è frustrato da una Reyer abilissima a punire gli errori difensivi e il finale di terza frazione non regala ribaltoni. Gli ospiti trovano punti anche dalla panchina con Lever e vanno all’ultimo mini intervallo in vantaggio sul 60-79.

Il quarto periodo si apre con un’altra spallata veneziana: Lever conferma la mano calda dai 6,75m e regala ai suoi il massimo vantaggio sul +22 (65-87). La Dinamo cerca di restare aggrappata alla partita, ma la Reyer si conferma solida e tiene l’inerzia dalla sua parte, anche grazie alla precisione dall’arco (quasi 42% alla sirena). Alla sirena finale il tabellone recita 79-98 per gli ospiti che vincono e continuano a lottare per il terzo posto.

Le parole di coach Veljko Mrsic: «Complimenti a Venezia che fin dall’inizio ha comandato. La Reyer è stata superiore in tutto, noi abbiamo giocato male e mi prendo tutte le responsabilità per la nostra prestazione di oggi. Oggi l’unico nostro giocatore che ha avuto il livello di energia adeguato all’importanza della partita è stato Ceron. È vero che nel secondo tempo anche qualche altro mio giocatore ci ha messo l’energia giusta, ma la partita è iniziata alle 17. Quando c’era da giocarsela l’unico all’altezza è stato Marco (Ceron), tutti gli altri non sono stati al livello. Ora non so perchè abbiamo giocato così, probabilmente a livello mentale la squadra ha avuto problemi. Siamo stati spenti. Il futuro? se devo guardare questa partita e il calendario che abbiamo, di certo non possiamo avere tanta fiducia, mi dispiace perchè nelle ultime due trasferte, al di la delle sconfitte abbiamo giocato. E’ vero che la Reyer è una squadra superiore alle ultime due, ma abbiamo giocato in casa e quando non sei mai in partita come oggi, sicuramente si perde fiducia. Abbiamo comunque ancora due gare, non siamo morti, per quanti mi riguarda farò di tutto per cambiare queste facce, possiamo perdere ma non giocando così spaventati. Non mi aspettavo questa fragilità piscologica, ma certamente le ultime sconfitte hanno contribuito alla nostra prestazione negativa odierna. Ci vuole un’ altra energia a partire dai nostri playmaker, che oggi non hanno portato pressione sulla palla e la conseguenza è che poi in difesa diventa tutto più difficile per noi se lasciamo fare agli avversari ciò che vogliono. Solo quando Ceron ha preso in marcatura il loro play abbiamo visto i migliori momenti del nostro gioco, ma questa aggressività deve averla il nostro primo playmaker. Anche se la prossima settimana non giocheremo per il turno di riposo, domani mattina abbiamo allenamento, quando si gioca così si torna subito in campo. Se noi allenatori non possiamo dormire per i pensieri è giusto che anche i giocatori si sveglino presto domattina».

DINAMO BANCO DI SARDEGNA SASSARI-UMANA REYER VENEZIA 79-98

DINAMO BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Marshall 5, Buie 12, Macon 13, Zanelli, Seck NE, Beliauskas 6, Ceron 12, Casu NE, Vincini 4, Mezzanotte 4, Thomas 13, McGlynn 10. Allenatore: Mrsic

UMANA REYER VENEZIA: Tessitori 5, Cole 18, Lever 15, De Nicolao NE, Candi, Bowman 7, Wheatle 2, Nikolic 1, Ward, Parks 23, Wiltjer 22, Valentine 5. Allenatore: Spahija

PARZIALI: 18-33; 34-52 (16-19); 60-79 (26-27); 79-98 (19-19)

ARBITRI: Lanzarini, Baldini e Lucotti

Aldo Gallizzi

 

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