La salute delle donne sarde dall’Età romana all’età moderna
Nuovi approcci antropologici, bioarcheologici e storici. Il 15 e 16 dicembre un convegno a Sassari e ad Arborea
Sassari. Le condizioni di vita delle donne sarde dall’antichità all’età moderna, i dati antropometrici, il regime alimentare, le patologie più frequenti, l’età media di vita. Di questi ed altri argomenti si parlerà il 15 dicembre dalle 15.30 e il 16 dicembre dalle 9.00 nel corso del convegno intitolato “La salute delle donne sarde dall’Età romana all’età moderna: nuovi approcci antropologici, bioarcheologici e storici” (domani a Sassari nella Clinica delle Malattie Infettive in Aula Andreoni, venerdì ad Arborea al Museo delle Bonifiche). L’incontro è organizzato dal Centro per gli studi antropologici, paleo patologici e storici dei popoli del Mediterraneo, fondato da un gruppo di studiosi delle Università di Sassari e di Pisa, nell’ambito del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ateneo turritano.
Superando gli steccati tra discipline scientifiche e discipline umanistiche, e facendo riferimento ad Archivi biologici e Archivi cartacei, Antropologi fisici, anatomici, paleopatologi, archeologi, biologi, storici dell’antichità, medievisti, modernisti, epigrafisti, specialisti nella gestione dei beni culturali delle Università di Pisa, Sassari e Cagliari confronteranno i risultati dei loro studi, a conclusione di un progetto di ricerca biennale, finanziato dalla Fondazione Sardegna e guidato dalla storica della Medicina Eugenia Tognotti (Università di Sassari).
Il Convegno è articolato in due sessioni. Nella prima si darà conto dei risultati delle ricerche sulle “Fonti dirette’, ossa del cranio e dello scheletro, tessuti mummificati di un campione femminile relativo a diversi periodi storici, dall’età nuragica all’età moderna e proveniente da siti archeologici (e non) del Capo di Sopra: dalle sepolture del cimitero medievale e post-medievale del Duomo di Sassari al villaggio medioevale di Geridu a Sorso, all’antico cimitero di Alghero, a Bisarcio-Ozieri.
Nella seconda sessione, i dati acquisiti saranno messi a confronto con quelli derivanti da ‘Fonti indirette’ – documenti archivistici, scritti medici, Annali cittadini, registri di mortalità, biografie, iscrizioni latine e greche, testi storico-letterari. Una particolare attenzione verrà riservata ai Quinque libri conservati nelle parrocchie del territorio, interamente digitalizzati. Disponibili dal XVII sec., contengono le registrazioni di battesimi, matrimoni, morti e stati delle anime. Incrociando i dati, è possibile acquisire una messe di informazioni sul regime di vita delle donne e in generale sulle condizioni sociali e sanitarie di una popolazione: tassi di natalità e mortalità, nuzialità, speranza di vita, rapporto tra nati e morti, fecondità delle donne, mortalità infantile. I professori Andrea Montella, Marco Milanese, Elena Mazzeo coordineranno i lavori, che saranno aperti dai saluti del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, dal presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Paolo Castiglia, da Giancarlo Zichi, direttore dell’Archivio Storico e dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Sassari.








