Faradda, sciolto il Voto all’Assunta

Anche quest’anno si è atteso fino all’1.30 quanto il padre guardiano di Santa Maria Salvatore Sanna ho pronunciato la formula di rito. I candelieri sono stati collocati nel cortile esterno del convento

Sassari. I tempi sono stati rispettati. Poco prima dell’1.30 il padre guardiano del convento francescano Salvatore Sanna (OFMConv) ha pronunciato la formula di rito “Il Voto è sciolto. A zent’anni!”. In realtà i tempi potevano essere più stretti, ma si sono di poco allungati per un inconveniente capitato alla carabiniera in alta uniforme, rimasta per tutto il tempo della cerimonia finale in piazza Santa Maria alla destra del simulacro della Madonna Dormiente ha avuto un malore, battendo la testa nella caduta sulla pedana al suo fianco (il tappeto ha attutito la caduta) ed è intervenuta l’ambulanza. Per fortuna niente di grave, tanto che lei stessa si è poi allontanata sulle sue gambe salutata da un applauso generale di sollievo. Il cronoprogramma insomma è stato rispettato anche quest’anno, grazie all’impegno di Comune e Intergremio. Giusto per capire, nel 2023, con lo stesso numero di candelieri, 13, la cerimonia religiosa in piazza si era conclusa alle 2.50.

Per il resto sono stati rispettati tutti i rituali che normalmente si svolgerebbero in chiesa. Il padre guardiano Salvatore Sanna accoglie ciascun gremio nella piazza, affidando la candela all’obriere maggiore, al quale spetta inserirla in uno dei grandi candelabri collocati vicino all’Assunta, un retaggio, questo gesto, dell’antica cerimonia medioevale di origine pisana.

«Ancora un altro anno siamo qui, nella piazza di Santa Maria di Betlem, a motivo dei lavori nella chiesa che sembrano non avere termine – ha detto padre Salvatore Sanna –. Ma sempre più certi che la speranza non delude».

Subito dopo padre Salvatore ha chiamato l’arcivescovo Francesco Soddu, al suo esordio in questa veste alla Faradda, che ha impartito la benedizione solenne.

In conclusione, il coro “Laudate et benedicite” di Santa Maria, diretto da Jana Bitti, ha intonato il Salve Regina.

In piazza, tra le autorità, la nuova prefetta Carla Di Quattro, accanto al questore Filippo Mastrapasqua, e Patrizia Nardi, per la Rete delle Feste delle Grandi macchine a Spalla, di cui fa parte Sassari, inserita nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità Unesco.

Le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Mascia. «È andata bene. Abbiamo sciolto il Voto in tempo, siamo entrati come lo scorso anno a mezzanotte meno venti – ha detto il primo cittadino –. Una bella Faradda, ricca di gioia e applausi. Sono infatti contento che la città riesca a vivere questa festa con gioia. Alcuni legano troppo la Faradda al giudizio sulla persona. Fa piacere ricevere tante esternazioni di consenso, di approvazione e di affetto. Tutto questo ripaga del lavoro. È inoltre una festa completa, è andato tutto bene, ripeto».

Il 13 candelieri erano partiti puntuali alle 18 da piazza Castello. In apertura di corteo il Corpo Bandistico “Luigi Canepa”, mentre di fronte a Palazzo di Città era già schierata la Banda musicale “Giuseppe Verdi”, che aveva accompagnato il sindaco e la Municipalità da Palazzo Ducale al Palazzo Civico. D’obbligo la sosta a Palazzo di Città per il “ballo” e il saluto al sindaco e alla Municipalità. Entusiasmo e applausi lungo il percorso con il pubblico che è cresciuto dopo l’imbrunire, concentrato soprattutto nella parte finale di corso Vittorio Emanuele e in corso Vico.

Alle 21,15 il brindisi “A zent’anni!” con i Massai e subito dopo l’uscita da Palazzo di Città del sindaco e della Municipalità. Applausi, tanti, e anche diversi “Giuseppe! Giuseppe!”, scanditi dalla folla. A dirla tutta, si è sentito anche qualche fischio isolato (e il suono di un fischietto), più per cionfra che per reale contestazione politica. Giudizio popolare insomma anche stavolta superato a pieni voti. Tanti, come vuole la tradizione, gli esponenti del mondo politico a Palazzo di Città, dal presidente della Fondazione di Sardegna ed ex sindaco di Sassari Giacomo Spissu a Gianfranco Ganau, già sindaco e presidente del Consiglio regionale, oggi capo di gabinetto alla Città Metropolitana, oltre ad assessori e consiglieri regionali, tra i quali Antonio Piu, Franco Cuccureddu, Desirè Manca (che è stata soccorsa per una botta ricevuta durante il ballo di un candelieri, colpita inavvertitamente da una stanga: niente di grave, per fortuna) e Carla Fundoni, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Forza Armata, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, esponenti del mondo dell’impresa e della società civile.

Verso le 22 l’arrivo nella parte alta di piazza Santa Maria e alle 23.46 l’avvio della cerimonia culminata nello scioglimento del Voto, dopo che i candelieri sono stati sistemati ai lati dell’Assunta sul sagrato della chiesa. Rispettati i riti della consuetudine, anche il triplice inchino di fronte alla Vergine Dormiente, da parte dei portatori, visibilmente stanchi, anche per il gran caldo dell’intera giornata.

Al termine, i grandi ceri sono stati portati nel cortile esterno del convento, dove resteranno sino all’Ottava del 22 agosto. Per l’occasione è stato approntato un servizio di guardiania.

Luca Foddai

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