Faradda, anche quest’anno applausi scroscianti per il sindaco Mascia

Positivo il giudizio dei sassaresi all’uscita della Municipalità da Palazzo di Città. Poco prima il brindisi a “A zent’anni”

Anche quest’anno c’era grande attesa per quello che viene considerato un “giudizio del popolo” dell’operato del sindaco e della sua giunta. L’uscita da Palazzo di Città, dopo il brindisi “A zent’anni” con i Massai, è uno dei momenti più simbolici della Faradda, in particolare il più importante della parte laica della Festha manna. Una tradizione qualificata spesso come recente, degli ultimi 35 anni, ma che in realtà, lo abbiamo ricostruito ieri, ha dei precedenti nei primi decenni del Novecento. Senza dimenticare che l’usanza di scambiarsi gli auguri con il brindisi “A zent’anni” risale agli anni immediatamente successivi al colera del 1855.

Ma veniamo alla Faradda del 2026. C’è poco da sottolineare: anche quest’anno sono stati solo applausi, con l’ovazione “Giuseppe! Giuseppe!”, scandita appena il primo cittadino si è avvicinato all’uscita del Teatro Civico. A dirla tutta, non è mancato qualche sparuto fischio (o fischietto?), che è sembrato più cionfraiolo e effettivamente politico. Insomma, una nuova manifestazione di affetto e di conferma dell’empatia che Giuseppe Mascia ha instaurato con i sassaresi.

Pochi minuti prima, al primo piano di Palazzo di Città, il rituale del brindisi “A zent’anni” con il gremio dei Massai, ha visto l’esordio, come partecipazione, della nuova prefetta Carla Di Quattro e dell’arcivescovo Francesco Soddu.

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