Dinamo, spirito e personalità ci sono già
La prima uscita ufficiale dei biancoblù ha trasmesso tante vibrazioni positive. Bravo coach Vitali a gestire una situazione non semplice dovuta alle rotazioni limitate ei problemi di falli
Sempre senza esaltarsi e fare voli pindarici sia chiaro, ma la prima uscita ufficiale della Dinamo Banco di Sardegna, oltre che aver portato due punti da una trasferta per niente semplice, ha trasmesso vibrazioni positive su diversi fronti, confermando che questa Dinamo vuole recitare un ruolo da protagonista non solo a parole ma anche coi fatti. L’esordiente coach Luca Vitali, alla sua prima panchina da capo allenatore, ha gestito al meglio una partita non semplice, a causa delle rotazioni limitate dovute alle assenze, a una situazione falli che già a metà gara lo ha obbligato a preservare i due lunghi Nze e Nobili gravati di falli e al problema fisico accusato da Brandon Young, che ha suggerito all’allenatore e al suo staff di non rischiarlo per tutta la seconda metà del match.
Ciò che però è piaciuto di più sono stati lo spirito e la personalità di una squadra che sembrerebbe aver già assimilato i concetti base dettati a bocce ferme e che da questo punto di vista, da già l’impressione di essere molto diversa da quella moscia e senza attributi che purtroppo ha trascinato Sassari in A2 solo qualche mese fa e che un pochino tutti fra tifosi e addetti ai lavori vogliono dimenticare al più presto. E questo non è poco, anzi, è proprio la base, la caratteristica imprescindibile che si chiedeva e che si è cercato di metter dentro fin dalla campagna acquisti estiva.
Entrando maggiormente nel discorso tecnico-tattico, una delle caratteristiche volute è stata la versatilità, ovvero la capacità dei giocatori di ricoprire più spot, per poter cambiare pelle a seconda delle esigenze e far fronte anche a esigenze dettate dalle circostanze, come ad esempio è accaduto ieri, quando Brooks e Aromando hanno dovuto mettere una pezza ai problemi di falli dei due lunghi di ruolo Nze e Nobili.
Riismaa e Grande. Le note più liete sono loro. Il nazionale estone è una sorta di all around che sa fare abbastanza bene tutto, supportato da una discreta dose di personalità; idem per Alessandro Grande, forse il giocatore che meglio conosce la categoria insieme a Monaldi, che ieri ha fatto vedere perchè è stato scelto, dopo una pre season non brillantissima. Certo, lui non è il classico playmaker che fa girare la squadra, gli piace tenere tanto la palla e crearsi le soluzioni per il tiro o per la penetrazione, ma per la A2 è tanta roba e ben vengano giocatori così, che si prendono responsabilità senza timore. La dose maggiore di fosforo per far girare la squadra la dovrà portare Monaldi, mentre Young (si aspetta di capire l’entità del problema accusato) a parte qualche errore evitabile, non è dispiaciuto nei minuti nei quali è rimasto in campo, mostrando skills interessanti, specialmente in penetrazione.
Nze e Nobili. Entrambi da rivedere. Il primo deve accelerare il più possibile la comprensione del metro arbitrale della A2 italiana, perchè è impensabile che un centro titolare a metà gara abbia 3 falli. E’ una situazione che condiziona non poco le rotazioni e le scelte e va evitata. Nobili è stato invece senza ombra di dubbio la nota meno positiva per non dire negativa della serata, anche lui principalmente a causa dei falli e di un approccio non in linea con quanto la partita richiedeva.
E’ solo l’inizio chiaramente, sono solo prime impressioni, ma aver vinto fuori casa è un dato di fatto e non è mai facile riuscirci, perchè specialmente in questa categoria, chiunque per raggiungere i propri obiettivi, sia chi deve salvarsi, sia chi ha ambizioni superiori, in casa deve costruire il proprio fortino. I punti presi all’esordio in trasferta, oltre che iniziare a muovere la classifica, fanno morale, ti fanno trascorrere una settimana serena di allenamenti e sono certamente il miglior viatico verso il debutto casalingo in calendario domenica prossima al PalaSErradimigni contro Montecatini, pesantemente sconfitta ieri in casa da Rimini per 84-59.
Aldo Gallizzi








