Tutti uniti per il Policlinico
Il Consiglio comunale approva all’unanimità la mozione presentata da Mario Pala. «In pericolo c’è la sanità sassarese ma anche la facoltà di Medicina»
Sassari. Unanimità. Tutti uniti per difendere il Policlinico Sassarese. In ballo non c’è solo la storica struttura ospedaliera privata, ma l’assetto dell’intera sanità del nord Sardegna. Di più. «Forse sarò noioso io quando propongo questi temi di discussione. Ma ho l’impressione che non si è coscienti del pericolo che sta correndo Sassari. Quanto avviene sul Policlinico si inserisce in una serie di eventi che possono portare al declino della sanità cittadina. Tra qualche mese probabilmente assisteremo a un attacco terrificante alla facoltà di Medicina, che rischia, questa potrebbe essere una via d’uscita, di essere accorpata a Cagliari. E quella di Medicina è una facoltà fondante dell’Università di Sassari. Come classe dirigente, come amministratori, dobbiamo essere coscienti di quanto sta avvenendo. E in tutto questo si inserisce il Mater Olbia, che è un altro colpo alla sanità sassarese e nuorese, un attacco alla sanità del nord Sardegna a favore di altre strutture». Parole forti e chiare quelle pronunciate giovedì pomeriggio da Mario Pala (Pd), che in Consiglio comunale ha illustrato una mozione che lo ha visto primo firmatario e che è stata sottoscritta da tutto il centrosinistra. «Questa mozione rimane attuale e opportuna dopo il vertice e la manifestazione dell’altro giorno. La soluzione non è stata trovata in via definitiva. Ecco perché è nostro compito vigilare affinché si arrivi a una soluzione adeguata», ha aggiunto Pala.
«In questi giorni la città di Sassari ha dimostrato di avere la capacità di essere unita, un qualcosa che non ha avuto in precedenza. Ci vuole un impegno corale. La rete ospedaliera fissa 88 posti letti al Policlinico e da qui non si può derogare. Adesso siamo in una situazione di stand by e non c’è pericolo che questi posti letto siano messi a disposizione di altre strutture sassaresi o non sassaresi. Deve emergere la capacità di garantire una continuità al servizio, scongiurando il fallimento. Dobbiamo difendere quello che abbiamo e lo dobbiamo fare tutti insieme», ha detto il sindaco Nicola Sanna.
La mozione chiede «di mettere in atto tutte le opportune iniziative politiche, presso la Presidenza della Giunta Regionale e l’Assessorato della Sanità, volte a impedire la chiusura» del Policlinico. «Premesso che il “Policlinico Sassarese” – riporta il testo della mozione – è la prima casa di cura privata aperta in Sardegna. La sua costituzione risale al 15 luglio del 1921. Opera ormai da circa un secolo nel territorio del sassarese ben integrato con le strutture sanitarie pubbliche, dimostrando in tutti questi anni di erogare servizi sanitari adeguati alle esigenze dei pazienti, offrendo loro moderne tecnologie e personale sanitario, tecnico e infermieristico altamente qualificato. Considerato che il Policlinico Sassarese è parte integrante della storia di Sassari, desta notevole preoccupazione e giustificato allarme la ventilata chiusura dello stesso per il mancato rinnovo della convenzione con la Regione Sardegna per il mancato accreditamento dovuto ad una inadeguatezza delle sale operatorie. Ritenuto che questa evenienza recherebbe un enorme danno alla sanità sassarese, in quanto verrebbe a mancare un importante presidio ospedaliero, come testè affermato in precedenza, un danno notevole all’economia sassarese in quanto verrebbero ad essere licenziate circa 200 unità lavorative con successiva sofferenza di tutto l’indotto e il tessuto economico circostante. Considerato che questa ventilata chiusura avviene in un momento perticolarmente importante della vita del Policlinico Sassarese che per varie ragioni ha in corso trattative con un importante gruppo privato di Bergamo per la possibile acquisizione del Presidio con l’impegno della messa a norma della struttura e relativo rilancio con nuovi e moderni servizi sanitari».
Un testo condiviso anche dall’opposizione. Con alcuni distinguo.
«È imbarazzante la tiepidezza con la quale la città si trova a reagire di fronte a un periodo difficile. Perché è una mozione tiepida. Riteniamo però che una risposta unanime debba essere data», ha detto Manuel Alivesi (Forza Italia).
Qualche perplessità dal M5s, che alla fine ha comunque votato a favore. «Rimaniamo convinti che tutto questo sia la realizzazione di un progetto, la prosecuzione di un percorso che come obiettivo ha l’impoverimento di questa parte dell’isola. Non è un discorso di natura campanilistica. Non è colpa di Cagliari. Il problema è che Sassari nemmeno resta ferma, ma torna indietro. I responsabili hanno nomi e cognomi, a livello locale e regionale. A nulla servono le passerelle dei carnefici di questo territorio tra le vittime. Adesso, alla fine, ci accorgiamo che esistono anche i pazienti. Prima si è pensato invece a sistemare i supermanager. Per i lavoratori e i pazienti, solo per loro appoggiamo questa mozione», ha detto Maurilio Murru. Posizione ribadita da Desirè Manca: «Le decisioni in questa Regione da chi sono prese? Dal Pd. Voi state portando avanti un disegno ben preciso, inutile che adesso vi presentiate alle assemblee pubbliche. Il nostro è un voto a favore dei posti di lavoro e dei pazienti».
Sì pieno invece da Franco Era e Carla Fundoni.








