Torres, ora avanti con umiltà

La partenza sprint dei rossoblù alimenta l’entusiasmo, la strada è quella giusta ma è solo all’inizio

Il rigore trasformato da Scotto contro la Carrarese

L’entusiasmo è bello e contagioso, spesso travolgente e la Sassari calcistica ha una gran voglia di abbandonarsi alla gioia che da troppo tempo la sua squadra del cuore non riesce a dargli. Questo inizio di stagione ha un sapore dolcissimo e la felicità del popolo rossoblù è incontenibile. La vittoria di ieri sulla Carrarese, una delle formazioni maggiormente accreditate del torneo, ha dato ulteriore slancio e consapevolezza a tutto l’ambiente, in primis ai giocatori e al tecnico che, tuttavia nelle dichiarazioni post partita hanno gettato subito acqua sul fuoco. Felicità e soddisfazione si, ma anche tanta, tantissima umiltà.

Troppo esperto questo gruppo per pensarla diversamente, perchè la differenza fra consapevolezza dei propri mezzi e presunzione è sostanziale e molto pericolosa; in soldoni, la consapevolezza forgia la mentalità e ti fa scendere in campo determinato e convinto, la presunzione ti fa inconsciamente pensare di essere il più forte e di poter vincere senza dare il massimo. Differenza abissale e determinante.

Mister Greco ha parlato di: < Grande partita giocata dai ragazzi, contro una delle migliori avversarie del campionato, con voglia di soffrire e sacrificarsi, cosa questa molto importante. Abbiamo dato prova di maturità e consapevolezza, continuiamo su questa strada con grande umiltà senza guardare la classifica >.

Sulla stessa falsariga le dichiarazioni dell’esterno Zecca: < Dobbiamo continuare a lavorare tenendo il profilo basso >, ha detto, mentre un pochino più audaci sono state le parole di Ruocco: < Abbiamo dato una grande prova di forza, è da luglio che lavoriamo alla grande, non guardiamo in faccia nessuno e ora andiamo a vincere domenica sul campo del Sestri >.

Torres – Carrarese. Entrando più nel dettaglio del match contro la formazione di Dal Canto, la Torres ha mostrato di saper soffrire e poi affondare nel momento giusto, fiaccando alla lunga la resilienza degli avversari. Per tutto il primo tempo sono infatti stati gli ospiti ad imbrigliare i rossoblù, andando a prenderli alti e isolando Giorico, la fonte del gioco. Ci sono state diverse palle perse che hanno messo in apprensione la retroguardia che, ha trovato in Zaccagno un portiere con la p maiuscola. Eccola la prima differenza con la squadra dello scorso anno, non ce ne voglia Alessio Salvato, ma ora la sostanza è proprio altra. Senza Zaccagno la partita si sarebbe potuta mettere diversamente e oggi saremmo stati qui a parlare di altro. Il trio difensivo: Idda, Dametto e Antonelli sono tanta roba, ma nella prima frazione poco ordinata della Torres anche loro hanno sofferto, per poi chiudere tutto (o quasi) nella ripresa, lasciando a Zaccagno il compito estremo.

A centrocampo Giorico ha pagato la gabbia costruita per lui da Dal Canto che lo ha di fatto limitato in fase di impostazione e in generale la Torres li in mezzo ha subito la maggior fisicità dei toscani. L’assenza iniziale di Kujabi si è fatta sentire, ma Mastinu ha dimostrato di essere in crescita e con le sue giocate di pura classe ha spesso creato superiorità numerica. Si ricordano in particolare un paio di verticalizzazioni illuminanti che hanno tagliato fuori l’arcigna linea mediana ospite, creando i presupposti per altrettante occasioni da rete. Anche sulle corsie esterne c’è stata differenza fra il primo e il secondo tempo: Soprattutto l’ex cesenate Zecca, dopo 45 minuti piuttosto timidi, è venuto fuori alla grande tracciando il solco sulla fascia di competenza, creando non pochi problemi ai gialloblù e guadagnandosi anche il rigore poi trasformato da Scotto per il definitivo 2-0.

Meno appariscente sull’ out sinistro Liviero, che ha comunque disputato una partita di sostanza. Davanti il lavoro del trio Scotto, Ruocco, Fishnaller è stato costante e ha dato i frutti nel secondo tempo, fiaccando alla lunga i difensori avversari. Fishnaller è stato il meno appariscente, ma ha corso, lottato, pressato, preso e dato botte e avrebbe meritato la soddisfazione di un gol. Ruocco ogni qual volta ha accelerato ha creato scompiglio e non a caso da una sua intuizione è nato il gol del vantaggio. Che dire poi di capitan Scotto? è sempre più difficile trovare per lui gli aggettivi adatti. Ha fatto tutto ciò che di solito fa un leader, dalla prima all’ultima cosa, dall’incitamento all’esempio per i compagni con sacrificio e lotta su ogni singolo pallone. Tanta quantità, ma anche tantissima qualità con tocchi illuminanti, dribbling, giocate di fino. In questo momento è lui il faro, l’uomo imprescindibile in una Torres mai come quest’anno lunghissima e completa in ogni reparto.

Aldo Gallizzi

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