Todde: «Adesso viene meno il senso di precarietà di questi mesi»

La presidente della Regione commenta la sentenza della Corte Costituzionale: «È importante per me che il passaggio con la Corte Costituzionale sia tombale»

La presidente Alessandra Todde

Cagliari. «Per me essere qua oggi a parlare ai sardi attraverso di voi credo sia il macigno che mi posso togliere». La presidente della Regione Alessandra Todde ieri ha incontrato la stampa, a 24 ore dal pronunciamento della Corte Costituzionale, che ha dichiarato che la commissione elettorale di garanzia della Corte d’Appello di Cagliari aveva esondato dalle proprie competenze dichiarando la decadenza della stessa Todde. «Adesso penso sia importante rimettere al centro la serenità della discussione, di poter portare avanti dei progetti trasformativi per la Sardegna, e di poter far capire a tutti che i progetti per un territorio non sono né di destra né di sinistra e spesso serve collaborazione».

«È importante per me che il passaggio con la Corte Costituzionale sia tombale – ha spiegato Alessandra Todde –. La sentenza parla chiaro, occorre leggerla correttamente, al di là delle strumentalizzazioni che ho visto anche poche ore dopo che è stata resa pubblica. Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono le prime persone che mi hanno chiamato, nonostante fossi a Bruxelles per presiedere il forum delle isole d’Europa. Paradossalmente adesso il nostro progetto politico si rafforza. Abbiamo deciso di andare insieme in tutte le regioni, Marche, Toscana, adesso Puglia e Campania. Poi è chiaro che in politica si può vincere o perdere. Non abbiamo parlato di veti, ma di inclusione».

No a decadenza Todde, la pronuncia della Corte Costituzionale

«La cosa che mi ha fatto più piacere, al di là del sostegno dalla mia parte, è stata che una quantità incredibile di sindaci di centrodestra che mi hanno scritto o telefonato e anche di presidenti di Regione che non appartengono al nostro contesto che hanno espresso vicinanza – ha proseguito Alessandra Todde –. Voglio ribadire la fiducia e il rispetto per tutte le istituzioni. Le sentenze possono piacere o non piacere, ne abbiamo visto alterne in questi mesi. Ma credo che il rispetto reciproco debba essere ribadito. Ciò che adesso cambierà sarà il venir meno del senso di precarietà che in questi mesi è stato instillato. Da una parte ho cercato di interpretare questa situazione, lavorando il più possibile, concentrata sui problemi dei sardi. Tornando a ciò che è accaduto nel febbraio 2024 (la vittoria del campo largo alle elezioni regionali, ndr), in quel momento è stato stilato un patto, i sardi hanno dato fiducia a una maggioranza. Tutto ciò che si distacca dai problemi che le persone hanno e dalla concretezza delle risposte che devono essere date non fa che allontanare i cittadini dalle istituzioni. Da ora in avanti quindi avremo un respiro più ampio, far capire alle persone che determinati risultati non si raccolgono in pochi mesi, non sono un populista o un demagogo. Voglio fare cose che possano incidere. Quindi, serve tempo, onestà intellettuale e anche dire che le cose vanno messe in fila una ad una. Mi ha fatto piacere ricevere tra ieri e oggi affetto e solidarietà, ma anche tanta voglia ed entusiasmo che c’è per cambiare la Sardegna. Voglio che le persone vedano il cambiamento».

«Forse mi ha aiutato l’esperienza nei governi precedenti (Conte e Draghi, nei quali era sottosegretaria e viceministra, ndr) e quindi capisco che il tempo non sia quello previsto. Ma assicuro che si sta facendo il meglio per il quale si è stati eletti. In questi mesi ho concentrato tutti gli sforzi sul lavoro da fare. Tutta la Giunta ha lavorato per dare risposte ai cittadini. Il cambiamento d’ora in avanti sarà che non potremo non entrare nel merito dei problemi». Con un obiettivo immediato. «Dobbiamo portare la finanziaria per approvarla entro la fine dell’anno, anche perché uno dei problemi è spendere nei tempi e farlo fare agli enti locali». E la sanità. «Siamo consapevoli che è necessario un cambio di passo, ma i problemi sono decennali e bisogna spiegarlo ai cittadini. Alcune cose però vanno messe a terra subito, come incidere sulle liste di attesa», ha concluso la presidente Todde. (lf)

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio