Stefano Chessa racconta la Sardegna

Fino al 21 marzo mostra nella Sala Duce di Palazzo Ducale. Le tradizioni isolane, dai Candelieri ai Mamuthones, con i guerrieri di Mont’e Prama, la Sartiglia ma anche le splendide teste femminili in marmo della Nurra

 

MostraChessa3Sassari. È una Sardegna che si racconta. Stefano Chessa, scultore con studio a Bancali, propone fino al 21 marzo, nella Sala Duce di Palazzo Ducale, una selezione delle opere dedicate all’Isola ed alle sue tradizioni. Un’arte, la sua, che riprende le lezioni del passato, ancorandole al contemporaneo, con una rilettura che affonda nel culto del bello, della rappresentazione visiva perfettamente ricostruita, ma che trasmette sensazioni dirette. Come le magnifiche raffigurazioni dei Candelieri sassaresi, che accolgono il visitatore che in questi giorni entra nella Sala Duce. Il ballo del candeliere, l’obriere di bandiera, l’obriere dei contadini, ma anche i ballerini in costumi sardi, la Sartiglia, i Mamuthones e i Merdules, e poi i Giganti di Mont’e Prama, trascinano letteralmente lo spettatore nel contesto originale. Una raffigurazione del reale, che si trasfigura grazie ai colori scelti per il materiale utilizzato, un impasto che fa ricorso a particolari resine. Ma Chessa utilizza anche il marmo della Nurra per le splendide teste femminili, eco del migliore Modigliani riletto in chiave classica.

MostraChessa4Stefano Chessa, originario di Birori, dove è nato nel 1956, è anche un grande interprete contemporaneo dell’arte sacra, come hanno dimostrato negli anni le raffigurazioni scultoree di Giovanni Paolo II, con la statua collocata nel piazzale dell’oratorio della chiesa di Ottava, il Battesimo di Gesù a Bancali, realizzata in calcare della Nurra, il Cristo in marmo sardo, le quindici statue monumentali in trachite rossa della Via Crucis a Tergu e, da ultimo, la dolorosa rappresentazione di Padre Francesco Zirano (opera oltraggiata lo scorso autunno e poi ricollocata all’interno del convento di Santa Maria di Betlem).

La mostra, inaugurata lo scorso 6 marzo, gode del patrocinio del Comune di Sassari ed è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Arte, Cultura, Società – La Dote dei Candelieri e con il Centro d’Arte Ulisse. È stato preparato anche un bel libretto dedicato all’esposizione, a cura di Carlo Antero Sanna, che propone, a corredo delle foto dell’esposizione, testi di Maria Grazia Pazzola, Tonino Meloni e Amedeo Chessa.

Questo pomeriggio alle 17,15, sempre nella Sala Duce, il maestro Flavio Melis eseguirà alle launeddas musiche tradizionali sarde.

 

 

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