‘Sassari non ha bisogno di altre sale slot’
Simone Maulu, portavoce di iRS, interviene sull’apertura in città di una nuova struttura dedicata al gioco. «Servono invece più centri culturali»
Sassari. Ancora non è stata inaugurata ma fa già discutere. Da alcuni giorni su Facebook si leggono post ed interventi sulla nuova struttura che a Sassari sarà dedicata al gioco. Nella discussione si inserisce Simone Maulu, portavoce di iRS a Sassari. «Le attiviste e gli attivisti di iRS apprendono con tristezza e sconcerto – spiega Maulu – che Sassari avrà il “tempio delle Slot Machine”». Questo nonostante il Consiglio Comunale appena un anno fa abbia approvato il “Regolamento comunale per la concessione di contributi al fine di contrastare la ludopatia” che prevedeva incentivi per i commercianti che eliminavano le slot dai propri esercizi commerciali; e 12 mesi prima una mozione sulle “Misure per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo nei locali pubblici sul territorio comunale di Sassari”. «Leggendo gli ultimi dati, la spesa complessiva per giocare con slot machine e videolottery nel territorio comunale di Sassari è stata pari a 76 milioni di euro. Una cifra – prosegue Simone Maulu – che fa rabbrividire se pensiamo che per realizzare il nuovo Centro Intermodale ne sono stati preventivati 28 milioni».

«È arrivato il momento che l’Amministrazione comunale di Sassari inizi a compiere atti di coraggio e quindi a prendere posizioni chiare anche per quanto riguarda il gioco d’azzardo. Tutti sappiamo – continua il portavoce di iRS – che i giocatori affetti da ludopatia, vengono curati al Serd da veri e propri specialisti, di conseguenza autorizzando l’apertura di questi luoghi che son dei veri e propri santuari del gioco d’azzardo non si fa altro che agevolare la malattia per poi curarla gravando peraltro sempre sulla spesa pubblica. Alcuni sindaci, anche in Sardegna, hanno fatto una scelta etica eliminando le slot machine dai propri paesi riducendo notevolmente i casi di malati di gioco. Il Comune di Montresta, per esempio, già diversi anni fa ha avviato un percorso partecipato con la popolazione sul tema del gioco d’azzardo. Il sindaco, stanco di vedere compaesani andare sul lastrico per via delle slot e stanco di sentire i baristi ripetere la cantilena “se non lo fanno nel nostro paese lo fanno altrove” ha deciso di aprire un dibattito pubblico che poi ha portato ad un referendum popolare e all’approvazione di un regolamento per eliminare i videopoker».
«Queste sono scelte coraggiose che portano al miglioramento della società, avendo ben chiaro che tra ciò che è legale e ciò che è legittimo c’è una grossa differenza e che la società non migliora se nessuno compie atti di coraggio. È imbarazzante leggere le dichiarazioni dei gestori della sala di via Vardabasso che dichiarano di dare lavoro a 16 persone senza pensare a quante persone il lavoro lo perderanno grazie alla loro iniziativa. Sassari – conclude Simone Maulu – ha bisogno di centri culturali, di cinema, di scuole di musica, di laboratori d’arte e di centri che ci arricchiscono culturalmente, non di sale slot che ci impoveriscono sia a livello economico che intellettuale».






