Nicola Sanna: Il Mediterraneo sia area di pace
Il sindaco di Sassari sabato mattina ha portato i saluti all’incontro organizzato dall’Ordine forense con il premio Nobel per la pace Abdelaziz Essid

Sassari. «Questa è una città che settecento anni fa, con i suoi Statuti, si rese Comune libero all’indomani della crisi del feudalesimo. Settecento anni vissuti contemporaneamente con la storia dei Paesi del Mediterraneo, in questa grande area che sembra enorme. E appare tale perché ci sono tante lingue, tante religioni diverse, tanti modi di pensare diversi e questa diversità è la ricchezza del nostro fragile pianeta e noi dobbiamo essere in grado di coltivarla, conoscerla e non averne paura». Così il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha aperto sabato mattina il suo discorso di saluto all’incontro “Il ruolo dell’Avvocatura nei cambiamenti sociali”, organizzato dall’Ordine forense e che si è svolto al Teatro Verdi, con il premio Nobel per la pace 2015 Abdelaziz Essid, avvocato tunisino tra i protagonisti della “Rivoluzione dei Gelsomini”.
Essid fa parte del “Quartetto per il dialogo nazionale tunisino”, un gruppo formato nell’ottobre del 2013 dall’Ordine degli avvocati e da altre tre organizzazioni della società tunisina (l’Unione generale tunisina del lavoro, la Confederazione tunisina dell’industria e la Lega tunisina per la difesa dei diritti dell’uomo) che avevano contribuito in misura rilevante al successo della “Rivoluzione dei Gelsomini”, le grandi manifestazioni popolari che alla fine del 2011 misero fine a più di 20 anni di potere di Ben Ali, favorendo il dialogo fra cittadini, politici e classi dirigenti.
«Noi – ha detto Nicola Sanna – dobbiamo avere la responsabilità di sapere che aiutare la democrazia tunisina significa anche fare il sacrificio di accogliere i loro prodotti e sostenerli. L’Italia è uscita da un periodo di crisi e di terrorismo credendo nei valori fondamentali della democrazia, tenendo fede ai propri principi di libertà e rappresentanza popolare. E allora, l’esempio che dobbiamo dare come Italia e Unione europea è che questa grande area del Mediterraneo sia area della pace».







