Gaza, la bandiera della pace sul Palazzo della Provincia di Sassari
Presentato in Consiglio provinciale un ordine del giorno (primo firmatario il capogruppo del Pd Gianfranco Strinna) col quale si chiede un immediato e duraturo “cessate il fuoco”. Sarà discusso nella prossima seduta
Sassari. Un ordine del giorno del Consiglio provinciale per un duraturo “cessate il fuoco” nella Striscia di Gaza. Il documento, che vede come primo firmatario il capogruppo del Pd Gianfranco Strinna e che è stato sottoscritto da numerosi consiglieri, riprende la proposta formulata dalla Rete per la Pace degli Enti Locali che si sta presentando e votando nei Comuni e Province in Italia e in Sardegna. L’ordine del giorno sarà discusso nella prossima seduta del Consiglio provinciale.
«Nell’apprendere con crescente sgomento ed orrore le notizie provenienti dai territori di Gaza e della Cisgiordania, nei quali gli attacchi aerei e missilistici sulle aree civili da parte delle forze armate israeliane hanno causato ad oggi circa seicento morti ( di cui 120 bambini) e oltre 4000 feriti nella popolazione civile palestinese; ricordando che la Striscia di Gaza da quasi dieci anni è una sorta di prigione a cielo aperto dove sopravvivono in condizioni disumane oltre un milione e settecentomila persone in gran parte bambini e donne; non discutendo il diritto di Israele a difendersi dai lanci di razzi da parte di Hamas, ma ritenendo assolutamente sproporzionata una reazione che da settimane porta distruzione e la morte di civili innocenti»,il Consiglio provinciale «auspica la cessazione immediata delle violenze attualmente in atto ed impegna la presidente della Provincia ad intervenire presso il Governo nazionale affinché si pronunci contro la guerra in modo chiaro e si faccia promotore presso l’ONU e l’Unione Europea di una azione internazionale politico-diplomatica per favorire una tregua immediata ed una soluzione negoziata del conflitto, a partire dall’invio di una forza di interposizione internazionale con un forte intervento umanitario a sostegno delle popolazioni colpite dagli attacchi. Promuova nel corso del semestre europeo, in ossequio alla legge 185/90, l’embargo da parte della Comunità di armi e sistemi militari verso tutte le parti in ogni zona in cui sia in atto un conflitto armato. A promuovere e sostenere, in accordo con le associazioni umanitarie e con il volontariato del territorio tutte quelle iniziative che possono portare concreta solidarietà alle popolazioni colpite. Ad esporre, a sostegno di quanto dichiarato dall’articolo 11 della nostra Carta Costituzionale: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, la bandiera della pace all’esterno del Palazzo della Provincia, inoltrando a tutti i Comuni del territorio medesimo invito».








