In Sardegna una pessima legge elettorale
Secondo il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau l’attuale normativa per l’elezione dell’Assemblea sarda esclude dalla rappresentanza percentuali significative di cittadini
Cagliari. Pubblichiamo l’intervento di saluto del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau pronunciato ieri pomeriggio in apertura del convegno “Partiti e democrazie in movimento – La fine dei partiti tradizionali e le sue conseguenze”, promosso dal Dipartimento di Storia, Beni Culturali e territorio dell’Università di Cagliari, dalla Società Italiana Studi elettorali, da Candidate and Leader Selection e patrocinato dal Consiglio regionale della Sardegna.
Porto il saluto mio personale e dell’intero Consiglio Regionale ai relatori, agli organizzatori e a tutti i convenuti.
Si tratta di un convegno importante, attuale e di altissimo livello che ha meritato da subito il nostro patrocinio ed è ospitato, come si conviene alle cose importanti, nell’aula del Parlamento regionale.
I temi trattati, il ruolo dei partiti, il sistema elettorale e il rapporto tra politica e cittadini rivestono un ruolo decisivo per la sopravvivenza ed il futuro del nostro sistema democratico.
La crisi dei partiti politici e più in generale della politica sono un fatto ormai conclamato.
La crisi economica che da una parte porta ad obbligate scelte impopolari, unitamente agli eccessi e scandali della politica, si fondono con progressivi processi di centralizzazione dei governi che allontanano in maniera pericolosa le sedi decisionali dai cittadini.
In questo quadro si attuano politiche di riforma istituzionale che cancellando organi elettivi, prima le Province poi il Senato ed ora sotto attacco le stesse Regioni, limitano i livelli di partecipazione democratica e rischiano di aggravare il rapporto e la dialettica tra politica/governo e cittadini/amministrati, accentuando il fenomeno di sfiducia nelle istituzioni che si manifesta con fenomeni oramai drammatici e, nel nostro paese sinora sconosciuti, di astensionismo.
La crisi dei partiti tradizionali è fatto ormai evidente e mostra segni chiari persino nei rari modelli organizzativi sopravissuti.
Eppure ho difficoltà ad immaginare un sistema democratico senza i partiti e senza che i partiti svolgano quel ruolo di rappresentanza delle istanze e quelle funzioni di mediazione che gli sono stati propri, riconosciuti dalla Costituzione.
La loro debolezza trova alternative non altrettanto garantiste e gravate da rischi di pericolosa evoluzione, in forma di movimenti con poche regole che crescono intorno a singole figure di leader, più spesso fondate sul disagio e il contrasto alla politica tradizionale che su progetti politici di trasformazione.
Sono fermamente convinto che una difficile e rinnovata fiducia tra politica e cittadini passi innanzitutto attraverso il rigore, la trasparenza e la buona politica.
Questo è il compito di chi ha responsabilità di governo oggi.
In questo quadro le riforme istituzionali rivestono particolari motivi di delicatezza, laddove i modelli partecipativi non possono essere drasticamente e superficialmente liquidati in nome di presunte ragioni di economia che portano ad un rinnovato centralismo.
Oggi in Sardegna ci accingiamo a discutere una riforma della Regione e degli Enti Locali. L’auspicio è che si riesca insieme a trovare le migliori soluzioni che garantiscano l’efficienza amministrativa senza rafforzare il centralismo, già eccessivamente presente nel nostro sistema regionale, ed evitando e correggendo errori del recente passato.
Penso ad una pessima legge elettorale, nata in una logica di autoconservazione che non è riuscita, colpevolmente, a garantire una rappresentanza di genere ma neanche quella territoriale, determinando inoltre un sistema parlamentare frazionato che rende difficile la governabilità ed ha comportato l’esclusione dalla rappresentanza di percentuali significative di elettori che con grande probabilità, non sentendosi rappresentati, andranno a rafforzare la quota di non partecipazione alle prossime scadenze elettorali.
Mi fermo qui, nella convinzione che dall’incontro di oggi scaturiranno spunti di interesse e delle preziose indicazioni.
Non mi resta che salutarvi e augurare a tutti buon lavoro.
Gianfranco Ganau
Presidente Consiglio regionale della Sardegna







