Salone internazionale del libro 2026, la Sardegna ha inaugurato il suo spazio

Focus su omaggio alle Domus de janas e al premio Nobel Grazia Deledda. L’assessora Ilaria Portas: «L'editoria sarda è un settore molto importante che ha bisogno di sostegno»

Torino. Si è aperta oggi la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. La Regione Sardegna si è presentata al Lingotto Fiere (Padiglione 2, Stand J130-K129) con un’identità forte e un programma che unisce innovazione e tradizione con il titolo evocativo “La volta dipinta di stelle”. Con questo claim magico e immaginifico la Regione invita tutte e tutti a entrare in una dimensione fantastica dove realtà e letteratura si fondono. L’immagine guida dell’edizione, realizzata dall’illustratrice Paola Serra, racchiude il senso profondo della presenza isolana: una bambina e due bambini alzano lo sguardo verso un cielo stellato attraverso l’apertura di una Domus de Janas, uno di loro è il servetto, custode dell’anellino d’argento. Il riferimento è chiaro ed esplicito alla novella deleddiana “L’anellino d’argento” che si sposa armoniosamente con il tema del Salone 2026, “Il mondo salvato dai ragazzini”. Anche l’architettura dello stand Sardegna è stata pensata per ricreare l’ambientazione di una Domus.

«La Regione Sardegna quest’anno porta a Torino un pezzo si sé – spiega l’assessora della Pubblica Istruzione e Cultura Ilaria Portas –. Siamo al Salone del Libro per celebrare il centenario del Nobel, ma anche le Domus De Janas, il nostro grande patrimonio archeologico-storico, la bellezza della nostra editoria, ma anche della nostra la musica e del nostro cinema. Sono tanti elementi che si intersecano qui in uno degli eventi culturali più importanti in Italia. Abbiamo declinato i l tema del Salone di quest’anno, il mondo salvato dai ragazzini, con una novella di Grazia Deledda, e questo anellino ci porterà non solo alla scoperta della Sardegna, ma alla scoperta del mondo».

La giornata si è aperta questa mattina con l’omaggio a Grazia Deledda, grazie al laboratorio interattivo “Abitare Grazia”, curato da Gabriella Podda e Giuditta Sireus. Un incontro, in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna, che ha coinvolto il pubblico – soprattutto i più giovani – nel riscoprire la modernità della Premio Nobel nuorese attraverso i luoghi della sua vita e della sua scrittura. Il percorso ha introdotto studentesse e studenti alla scrittura deleddiana attraverso Cosima e la casa come metafora dell’autrice, trasformando la letteratura in un luogo da abitare e interpretare.

Nel pomeriggio, c’è stata l’inaugurazione ufficiale con “Grazia Deledda oltre il Nobel. Modernità, visione, sensibilità”. Un confronto per mettere in luce la sorprendente attualità del pensiero deleddiano grazie agli interventi di Franca Carboni, Gonaria Floris ed Elena Gagliardi, guidati da Vanna Fois, in collaborazione con Ilisso e l’Associazione Grazia Deledda una Nobel per Cervia. La narrazione si è poi spostata in area cinematografica con “Quasi Grazia. Deledda, una donna, tre atti, un’eredità”. Peter Marcias e Marcello Fois hanno dialogato sul film ispirato all’omonimo libro, ripercorrendo tre momenti della vita della scrittrice. Subito dopo il momento di Neria De Giovanni, in dialogo con Antonio Mario Masia, che hanno presentato “Grazia Deledda, Roma è la mia meta”, un volume che ricostruisce il rapporto profondo tra l’autrice e la città in cui visse per oltre trent’anni. Parola poi ai giovani con “La Villacidro che Vorrei”. Il progetto di Fondazione Dessì e Giffoni Innovation Hub che ha visto protagonisti studenti e studentesse del Liceo Piga nella scrittura di un soggetto cinematografico dedicato al loro territorio, viene raccontato attraverso il linguaggio filmico. Con Debora Aru, Elio Di Pace, Marta Esposito, Luigi Sales. Ha coordinato Antonella Cavallo. Si è proseguito con “Le case delle fate. L’incanto delle domus de janas”, un viaggio nella preistoria della Sardegna, di Nicola Castangia e Tonino Oppes, con Giovanni Manca in dialogo con gli autori e in collaborazione con Abbà. Il volume custodisce e restituisce la forza antica e potente delle narrazioni popolari, quelle che allietavano le notti d’estate o scaldavano le sere invernali attorno al focolare, accompagnando il lettore, con la ricchezza delle parole e delle immagini, a rivedere le stelle e la luna, tra memoria popolare e immaginario preistorico.

Ultimo appuntamento della giornata l’incontro curato da Casa Falconieri dedicato ai libri d’artista realizzati dai bambini e dalle bambine delle scuole primarie nell’ambito del programma ISCOLA. Il programma propone interessanti interpretazioni e riflessioni su alcuni racconti brevi di Grazia Deledda, che ci restituiscono la capacità dei più piccini di saper dialogare con la letteratura, anche quella più alta, attraverso il linguaggio visivo. Tutto a cura di Gabriella Locci e Dario Piludu.

Nulla è stato lasciato al caso in questa edizione, che vuole portare il visitatore attraverso un viaggio letterario, che vede la partecipazione di 33 case editrici sarde coordinate dall’AES (Associazione Editori Sardi). Al centro della proposta culturale, oltre la promozione del libro e dell’editoria sarda, c’è l’intero racconto di una terra al centro del Mediterraneo che sa proporsi come avanguardia culturale. Alla programmazione dello stand Sardegna è affiancata quella dell’AES, Sala Cobalto del Padiglione 2 del Lingotto: “I mestieri dell’editoria e le giovani generazioni”, incontro con Vincenzo Cascone, Simonetta Castia, Paola Locci, al quale ha partecipato l’assessora Portas, ha raccontato un progetto dedicato al racconto della filiera del libro agli studenti delle scuole superiori, mostrando il funzionamento dietro le quinte dell’editoria e le professioni che si possono svolgere in questo ambito. L’iniziativa è stata promossa e sostenuta dagli editori sardi nell’ambito della Fiera Regionale del Libro, in collaborazione con Invitalia, Regione Sardegna e il Programma Start: Giovani e Impresa Sardegna. «L’editoria sarda è un settore molto importante che ha bisogno di sostegno – conclude l’assessora Portas – e la Regione sta cercando di farlo con azioni concrete. Nei fondi stanziati agli Enti locali per rinnovare le biblioteche abbiamo inserito anche un obbligo di acquisto di libri sardi per almeno il 30%».

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