Aurea, stagione top da neopromossa

La giovane matricola sassarese è andata oltre le aspettative, sfiorando la finalissima della serie C regionale di basket. Il bilancio del tecnico Carlo Basoli 

Ph. Alessio Dalerci

Voto 8,5, per una stagione andata oltre le aspettative, che ha confermato la bontà di un progetto, solido e in progressiva crescita. La stagione della Fisiokons Aurea, giovane società sassarese di pallacanestro, al suo primo anno nella serie C regionale è stata un premio al lavoro svolto da società in primis e poi da staff tecnico e squadra.

Un’annata che ha confermato il percorso di crescita di un progetto avviato appena tre stagioni fa e che, anno dopo anno, continua a consolidarsi dentro e fuori dal campo. Nella stagione d’esordio in Serie C, la forza del gruppo e la crescita costante dimostrata durante l’anno, hanno permesso alla squadra di arrivare fino a un passo dalla finale, sfumata sia per la forza dell’avversaria, la Sef Torres poi laureatasi campione regionale e sia per un pizzico di inesperienza, pagata nei momenti cruciali.

L’ottimo lavoro della società però, è emerso anche nel settore giovanile, con l’Under 19 Gold guidata da Coach Gian Paolo Doro. Un gruppo nato quest’anno e capace di chiudere la stagione con un bilancio di 11 vittorie e 6 sconfitte.

Proprio il percorso giovanile rappresenterà sempre di più un punto centrale dello sviluppo societario. L’obiettivo è infatti quello di continuare a crescere, non solo con la prima squadra, ma anche e soprattutto attraverso il consolidamento e l’espansione del settore giovanile su più categorie. L’intenzione è infatti quella di creare una solida base, che possa garantire un flusso continuo di giocatori nella prima squadra.

“Siamo partiti con un gruppo che era lo stesso della serie D, meno Fabio (Basoli), che era il nostro primo terminale offensivo e anche in serie C ha dimostrato di saper fare canestro – ha detto il coach Carlo Basoli -. Non dobbiamo dimenticarci che l’anno scorso in serie D, siamo arrivati quinti in regular season e poi abbiamo fatto l’exploit ai play off, vincendo il campionato sul campo. I fatti quindi dicono, che siamo andati in serie C, con una squadra arrivata quinta in D e senza il primo terminale offensivo, che per motivi di studio ci è mancato per tutta questa stagione, unendosi a noi solo nell’ultimissima fase. Nonostante questo, abbiamo sempre cercato di produrre e proporre un modello di pallacanestro che si fondasse sul sacrificio in difesa e sulla condivisione della palla, ma ciò di cui mi sono reso conto è che nonostante avessimo una buona struttura e provassimo a giocare a basket, nei primi quattro mesi abbiamo faticato, perchè effettivamente le altre squadre avevano tutte quei due o tre elementi in grado di creare soluzioni dal palleggio, che noi non avevamo. Poi ci siamo compattati un pochino di più, è arrivato Fabio dopo sei mesi di Erasmus, abbiamo fatto un bellissimo finale di stagione perchè siamo riusciti ad entrare nei play off, a battere la seconda in classifica e ad arrivare a un passo dalla finale e considerando che l’obiettivo era quello della salvezza, direi che è stato abbondantemente raggiunto e superato. In gara 3 di semifinale l’amarezza è stata quella di non aver interpretato la partita come avremmo dovuto, perchè in una gara secca se sbagli approccio o comunque interpretazione, perdi. Ma non dimentichiamoci che siamo stati eliminati dalla squadra che poi ha vinto il campionato. Abbiamo fatto un grande sforzo e alzato l’asticella, anche se, resta un pizzico di rammarico perchè c’è la consapevolezza che avremmo potuto fare anche qualcosina in più. Detto questo, parlando dei singoli, sono molto contento del campionato fatto da Aldo Desole, lui ci ha trascinati offensivamente, sono molto soddisfatto anche del rendimento di Luis Langiu, che secondo me ha fatto un grande miglioramento e si è dimostrato il capitano silenzioso del gruppo. Così come Luca Fumanti, che si è reso protagonista di un gran finale di stagione, crescendo in fiducia e in rendimento dopo una prima parte di stagione sottotono e credo che abbia ancora margini di crescita”.

Il futuro: “Il progetto prevede che l’Aurea si cibi dei propri giovani, l’obiettivo principale è quello di riuscire a formare dei giocatori, facendoli crescere – ha proseguito il tecnico giallonero -. La società vuole investire, per quanto possibile, per creare una struttura. Noi abbiamo corso, nel senso che i risultati sportivi ci hanno dato una mano, ma si sono manifestati a una velocità superiore alle aspettative, perciò ora è necessario adeguare il resto per stare al passo dei risultati che stiamo ottenendo sul campo. Per quanto riguarda la prima squadra, l’idea è quella di inserire dei giovani che siano meritevoli e in grado di assorbire l’impatto con la categoria, provando a tenere l’ossatura completa di quest’anno. La sfida più grande, è quella di riuscire nel non facile compito considerato lo scarso bacino d’utenza, di inserire ogni anno dei giovani che possano tenere il campo, crescere e diventare dei giocatori nostri a tutti gli effetti. L’Aurea considerando la sua giovanissima età, è stata la squadra che ha necessariamente dovuto tesserare il numero maggiore di elementi senior rispetto alle altre realtà concorrenti, proprio perchè sta iniziando ora a creare un settore giovanile e dunque dei giocatori “propri”. A differenza appunto di squadre come Torres e Dinamo Academy per stare nell’ambito cittadino o di società come Ferrini o Esperia per allargare il discorso al resto dell’isola. Noi riteniamo che gli investimenti maggiori debbano essere fatti alla base, creando strutture e un ambiente che abbia ciò che serve per fare pallacanestro e non per tesserare un ventiduenne in serie C sarda. La prima squadra deve essere la punta dell’iceberg di una struttura solida e non occupare le fondamenta. Una grande importanza la riveste la contaminazione, vorremmo che i nostri ragazzi durante l’anno possano avere interazione e confronto con realtà diverse da quelle sarde, dunque italiane o internazionali, che ci permetta di tirare su un piccolo movimento. Sappiamo che ciò che stiamo provando a fare è ambizioso e molto difficile in questa città, nella penuria di ambienti e strutture dove poter praticare la pallacanestro, ma ci stiamo impegnando e speriamo di raggiungere l’obiettivo”.

Aldo Gallizzi

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