Sanremo 2023, diario di bordo di Antonio Deiara

A distanza di una settimana dal festival è rimasto qualcosa da un punto di vista musicale?

Marco Mengoni

Si è spenta l’eco delle polemiche (poco) musicali del Festival di Sanremo edizione 2023. Come noto a chi ha avuto il coraggio di seguire l’intera kermesse sino alla fine, a conferma delle previsioni, ha vinto Marco Mengoni. Eppure, il giorno prima, il quarto in calendario, ovvero venerdì 10 febbraio, la serata più musicale, qualcosa di interessante si è visto. Antonio Deiara, “docente dal 1980”, come ama spesso mettere simpaticamente in evidenza, ha seguito tutto il festival e su Facebook ha scritto un diario in tempo reale. Ne riproponiamo una parte ai lettori di SARdìes.it.

 

Tre pensieri stupendi sulle prime tre serate:

  1. Fio Zanotti miglior compositore, cantanti che non sanno cantare (escluso Marco Mengoni), polifonici Pooh e Roby Facchinetti fuori tonalità.
  2. i Tre Tenori d’Italia danno lezione a pseudo-cantanti e pseudo-compositori; da telespettatori asfissiati da pubblicità continua, aspettiamo Giorgia per respirare aria pentagrammatica pulita; se Lazza avesse continuato a studiare…
  3. da levante a ponente poca qualità e troppo niente, digrignando intervalli sfasati e traballanti tempi, riesumate la bruna e la bionda; di David rimpiangiamo la fionda…

SanRemo 2023, ecco il caleidoscopico Diario di bordo del quarto giorno (c.d. Duetti), in ordine di apparizione e, per alcuni, speriamo di pentagrammatica “sparizione”.

  1. Povero Battiato! Chi non sa cantare non deve cantare.
  2. Will coyote afferrato per il bavero da Zarrillo mentre precipita in un baratro di tessitura e timbro. Amadeus dovrebbe fruire di Quota 103…
  3. Si sente che MElodie ha perso la M. Più che di Big Mama avrebbe bisogno di un Big Teacher, di Canto.
  4. Olly, senza Benji, tenta di inerpicarsi sulle note della Cuccarini, ma non vola nonostante la “notturna” ora.
  5. Ultimo, grazie all’Eros giusto, assurge al ruolo di grande cantante, se paragonato alle immondizie musicali che tracimano dal teleschermo.
  6. Abbandonato il pianoforte per il violino (della Violinista), Lazza propone un rap g”emmato”. Se avesse continuato a studiare…
  7. Biagio soccorre Tananai, pentagrammaticamente nei guai. Il timbro e l’intonazione, caro Tananai, se non li hai, come diceva Manzoni del coraggio, non te li puoi dare!
  8. Un Salmo per Shari, una prece per l’ascoltatore. Dicevano i latini: “Pares cum paribus facillime…”.
  9. Il M° Vessicchio, il M° Melozzi e Arisa sostengono un digrignante Grignani. Addolora ascoltare tante stonature e strutture ritmiche smarrite. Destinazione?
  10. Edoardo e Leo, generazioni anagraficamente distanti ma pentagrammaticamente parallele. Allora non è un problema di età. Parliamo di capacità vocali e strumentali. Troppi tristi figuri, musicalmente analfabeti, vengono spacciati per nuovi talenti. È tempo di ritirare un bel po’ di “patenti” in chiave di sol, di fa e di do.
  11. Articolo 31 con Fedez, il Rap quasi “sinfonico”: poche note ripetute e ri-ripetute ma, quantomeno, abbastanza intonate. Rispetto alle “immondizie musicali” strabordanti, si possono ascoltare, naturalmente “cum grano salis”…
  12. Due Signore della Canzone Italiana risarciscono il povero ascoltatore! Nella stessa tonalità e nello stesso tempo musicale, dopo i fiumi di lacrime da noi versate su troppi pentagrammi pasticciati… Melodie pulite e ben scritte ci ristorano. Viva la Musica, quella composta e interpretata dalle Due Signore.
  13. Un’interpretazione transalpina per l’inno modugnano. Direbbe Simone Cristicchi: “Meno male che c’è Carla Bruni”! Colapesce e Dimartino permangono musicalmente leggerissimi ma, col soccorso dell’ex Première Dame, assurgono a cantanti ascoltabili. Allons enfants!!!
  14. Solo l’anima loro, quella degli inossidabili Cugini d’Italia, unita alla forza della vita e della voce vallesiana, ci possono restituire il VERO falsetto. Il distruttore di palco, e il suo socio infreddolito, dovrebbero chiedere loro alcune numerosissime lezioni.
  15. Marco Mengoni, splendida voce a 390 gradi fusa con le voci black, cattura lo spettascoltatore sfinito. Questa è Musica. A SanRemo VentiVentiquattro meno concorrenti e solo compositori e interpreti pentagrammaticamente competenti!
  16. Il Signore degli Agnelli stende il suo mantello pianistico-vocale su un nuovo “talento” certificato da Amadeus. Evangelicamente, il nostro parlare sia sì-sì no-no. Se uno talento non è, non è; tutto il resto viene dal Maligno.
  17. Cremonini aveva composto qualcosa di grande. Piccolo e altissimo, un Mister Rain circondato da piccole voci innocenti, si era rivelato interessante. Il compagno di viaggio scelto gli ha fatto perdere punti. Peccato.
  18. Dai diamanti non nasce niente, cantava De André, dall’interpretare canzoni composte bene potrebbe iniziare il riscatto anche di una madame.
  19. Dai Ricchi e poveri ai Coma cose, si è smarrito il canto a più voci. Forse sarebbe stato meglio scegliere un brano all’unisono. “Ad impossibilia nemo tenetur”.
  20. L’America è lontana e con una rosa non si compra un biglietto di andata e ritorno. La compagna di viaggio guida la chimica dell’unisono. Peccato, un’occasione perduta.
  21. Bis Big Band per le vibrazioni di moda, in tempo composto e con due voci nel pollaio… Musica ben costruita e interpretata con passione e volume forte, forse piuttosto fortissimo. Comunque di qualità. Chapeau!
  22. Vivere col vento di levante sul viso, una voce più una voce e un pianoforte. Basta poco per emozionare anche lo spettascoltatore stanco; la strada è quella giusta, possibilmente evitando le forzature più dure.
  23. Ivano Fossati per Anna Oxa, una grande emozione e il riscatto di un’interpretazione frastagliata all’esordio. Il violoncello completa il percorso. Auguriamo che si riverberi sulla composizione di Fio, tra i fiori del palco.
  24. Sethu fa surf con la Band. Un’idea musicale sempre attuale, interpretata con leggerezza ed evitabili parole volgari.
  25. Con LDA, Alex Britti spedisce nel futuro il proprio io. Chitarra elettrica e voce, a favore di un altro “talento” musicale certificato prima del tempo della maturità artistica. Il confronto è impietoso. Urge un Anno Zero.
  26. Mara Sattei e la Rossa grintosa, post voce artefatta dall’autotune. Lo spettascoltatore, ormai assonnato, si chiede: “Che bisogno c’è di ridurre tutto a filastrocche fatte con lo stampino?”. La melodia trionferà sull’uniformazione di troppi brani, prodotti in serie.
  27. Paola e Chiara, con due DJ annessi e connessi, decretano il trionfo della musica destinata al ballo. Un po’ poco per aspirare al podio dei duetti (o dei quartetti?).
  28. Salirò sul podio? Se lo chiede il gruppo Colla Zio, mettendo in risalto il dito nella piaga. Un esperimento vocale interessante. Lo spettascoltatore, affranto, tira un sospiro di sollievo: gli interpreti bravi si trovano anche a SanRemo 2023. Forse mancano nuovi compositori…

Marco Mengoni, con le voci black e la canzone Let it be, ha vinto la Top Five della serata Cover del 73° Festival di SanRemo. Chi ama la Musica di qualità può tornare a sperare.

Antonio Deiara
docente di Musica dal 04.11.1980

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