A rischio il futuro dei patronati

Lettera-appello al premier Renzi di diversi parlamentari del Pd, tra cui il senatore sassarese Silvio Lai. La legge di stabilità prevede tagli per 150 milioni di euro

 

 

Silvio-Lai
Silvio Lai

Roma. «I patronati sono un fiore all’occhiello del sistema sociale italiano. L’Europa ce li invidia. Si tratta di un’istituzione moderna da salvare». Con queste parole un gruppo di parlamentari si rivolge al presidente del Consiglio Matteo Renzi e chiede di non effettuare tagli al fondo patronati. Tra i firmatari anche il senatore sardo del Pd Silvio Lai. «È un’iniziativa che ho deciso di sostenere con grande convinzione perché conosco molto bene l’importantissima funzione svolta quotidianamente dai patronati. Nella lettera inviata a Renzi – prosegue Lai – sono elencati tutti i benefici che tale attività comporta sia per i cittadini che per la pubblica amministrazione. Intanto una riduzione delle spese. Il Comitato di indirizzo e vigilanza dell’Inps ha accertato che se oggi i patronati chiudessero la Pubblica Amministrazione dovrebbe spendere 657 milioni di euro per dare tutti i servizi che vengono resi oggi, a fronte dei 430 milioni previsti dal fondo patronati. Si tratta di Enti che si sono rinnovati nel tempo, capaci di svolgere gratuitamente, ripeto gratuitamente, funzioni diverse che in altri paesi vengono offerte a pagamento da privati. Con la Legge di Stabilità il taglio al fondo patronati sarebbe di circa 150 milioni di euro. Una scelta da rivedere, tenendo conto anche del fatto che le risorse del fondo vengono alimentate da una ritenuta sui contributi previdenziali versati dai lavoratori e dalle imprese. In pratica – scrive Lai – si rischia un ridimensionamento dei servizi tagliando di un terzo un fondo che non viene alimentato da finanziamenti pubblici generici. Inoltre va valutata la possibilità di liberare i patronati dai vincoli delle sole prestazioni gratuite perché con una tale professionalità sono ampi gli spazi di consulenza che possono essere individuati in raccordo con il sistema della previdenza pubblica».

 

La lettera, inviata anche al ministro dell’Economia Padoan, si conclude con un vero e proprio appello: «Riteniamo che debba essere ripristinato l’ammontare del fondo previsto nel bilancio 2014, al fine di evitare il ridimensionamento dei servizi che sono particolarmente utili per i cittadini, costretti altrimenti a ricorrere a più costosi consulenti».

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