‘Musulmani, potete morire ammazzati tutti’. Bufera su assessore di Bonorva

In serata le dimissioni e le scuse. Intanto però il post pubblicato sulla bacheca di facebook aveva già fatto il giro del web, anche a livello nazionale

 

PostGiovannaTeddeSassari. Alla fine non poteva che dimettersi. Intanto però il suo sfogo velenoso, in ore dolorose per gli eventi in corso a Parigi, aveva fatto il giro del web, rilanciato, oltre che dai due quotidiani sardi e soprattutto dai giornali online isolani, da testate nazionali come “Corriere della Sera”, che ha ripreso il lancio dell’Ansa, “La Repubblica”, tramite il sito parallelo “HuffingtonPost.it” ed “Il Fatto Quotidiano”. Giovanna Tedde, assessore alla Cultura ed alle Politiche Giovanili, del Comune di Bonorva, ieri non avrebbe mai immaginato che un suo post nella bacheca personale di Facebook potesse sollevare un tale polverone mediatico. «Voglio che questo post sia chiaro: non accetto richieste di amicizia da parte di musulmani. Per quanto mi riguarda, e vista l’emergenza di questi anni circa il vostro “popolo”, potete morire ammazzati tutti. Compresi i bambini. Siete feccia che prolifera in nome di un dio che ignorate essere come quello degli altri esseri umani. Venite a farci la guerra a casa? Spero solo che il mondo vi elimini come Hitler, per errore, ha sterminato i poveri Ebrei. Voi avreste dovuto subire l’Olocausto. E gradirei anche che nessuno commentasse».

Una pubblicità per il tranquillo comune di Bonorva di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Tanto che in serata le dimissioni sono arrivate come un atto dovuto. «Caro sindaco, sono qui a scriverti questa lettera per chiedere scusa della situatone di disagio creata da me con la pubblicazione di un Post su Facebook che, con la presente, intendo pubblicamente e formalmente ritrattare in quanto non rappresentativo del mio pensiero. Chiedo scusa pubblicamente a tutti, e al popolo musulmano in particolare, per avere scritto parole durissime, che, ripeto, non mi appartengono. Il mio è stato un gesto di grande stupidità, un impeto dato dalla situazione di paura e di terrore in cui viviamo. Non sono e non sono mai stata una persona razzista. Mi sono fatta trascinare dalla lettura di deliranti post che inneggiano alla guerra islamica contro la Francia e l’Italia», ha scritto l’ormai ex assessore Giovanna Tedde, 32 anni.

E poco dopo ha commentato l’accaduto anche il sindaco Giammario Senes, alla guida del paese del Mejlogu dal 2011, con la lista “Progetto per Bonorva”. «Giovanna Tedde ha rassegnato le dimissioni da Assessore comunale perché non possa essere coinvolta l’amministrazione comunale di Bonorva nella polemica suscitata da un post, pubblicato su Facebook nella propria pagina personale, nel quale si esprimevano pesanti e gravi opinioni sul mondo musulmano. Sono convinto, come pure Giovanna mi ha personalmente confermato nella sua lettera di dimissioni, che quelle opinioni non rappresentano il punto di vista e il pensiero di Giovanna Tedde. Bonorva – scrive il sindaco Senes – è un paese pacifico e democratico. Noi crediamo nei principi della tolleranza e siamo contro ogni forma di violenza e di razzismo. E siamo, come abbiamo dimostrato in circostanze e periodi delicati e difficili, assolutamente rispettosi e sostenitori della legalità democratica. Nessuna indulgenza, dunque, verso atteggiamenti che possono, anche in buona fede e in momenti d’ira, innescare pericolose spirali di odio e di intolleranza religiosa o razziale. Questo, e mi dispiace, non può essere consentito a nessuno di noi. In particolare quando si ricoprono incarichi pubblici e di rappresentanza. Le dimissioni di Giovanna, in questo senso, sono un atto di sensibilità istituzionale, così come sono importanti le sue pubbliche scuse per le cose scritte. Non sempre chi si occupa della “cosa pubblica” è pronto a riconoscere i propri errori, grandi o piccoli. Ancora meno, per non danneggiare la collettività, si ha sempre il buon senso di rassegnare le proprie dimissioni. Giovanna ha sbagliato, ha scritto frasi pesantissime e gravi. Ha chiesto scusa e si è assunta le proprie personali responsabilità. Come sindaco non posso che prenderne atto, con rammarico e dispiacere».

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