A rischio chiusura i Centri Trasfusionali di Sassari, Alghero e Ozieri

Le strutture non sono a norma, Asl e Regione intervengano per garantirne l’accreditamento entro l’anno. Mozione urgente del consigliere comunale sassarese Mario Pala (Pd)

PalazzoRosaSassari. Se i centri trasfusionali della Asl a Sassari, Alghero e Ozieri non otterranno l’accreditamento entro l’anno, rischiano la chiusura il prossimo 1 gennaio. Un’eventualità che va scongiurata, per evitare che si crei una situazione di difficile gestione nella sanità pubblica. È l’allarme sollevato dal consigliere comunale sassarese del Pd Mario Pala, che ha presentato una mozione urgente rivolta al sindaco Nicola Sanna ed alla Giunta, a cui si chiede un intervento immediato presso il direttore generale della Asl Giannico, il presidente del Consiglio regionale Ganau, l’assessore regionale Arru ed il presidente della Regione Pigliaru, «affinché con provvedimento specifico vengano immediatamente disposti i lavori di ristrutturazione dei centri, per rendere possibile l’accreditamento». Il documento sarà discusso nella prossima seduta dell’Assemblea Civica.

MarioPala
Mario Pala

L’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, sottoscritto anche dalla Sardegna, prevede l’obbligo di accreditamento per tutte le strutture trasfusionali ed i centri di raccolta del sangue entro il 31 dicembre 2014. I tre centri dell’Azienda Sanitaria Locale 1 si trovano in grave difficoltà logistica, in particolare quello sassarese. I locali non sono attualmente accreditabili per l’assenza di alcuni fondamentali requisiti strutturali, come il rispetto della normativa antincendio, l’agibilità e la destinazione d’uso. E non c’è ancora un provvedimento amministrativo della Asl per la sistemazione dei locali, che permetterebbe il rispetto dell’accordo Stato-Regioni. I tre centri raccolgono ogni anno circa 20mila unità di sangue intero, che equivalgono a circa 10 milioni di euro di danno erariale. Una quantità preziosissima, se solo si pensa che la Sardegna, regione dove è particolarmente diffusa la talassemia maior, acquista da altre parti d’Italia unità di globuli rossi per un importo pari a circa 7 milioni di euro. Non è finita. «Nell’ipotesi di una dilazione del termine con un provvedimento regionale ad hoc tutto il plasma prodotto e non trasfuso che attualmente viene inviato all’industria per la produzione di emoderivati (albumina, fattore VIII, immunoglobuline, ecc.) verrebbe alla scadenza destinato all’incenerimento – spiega Mario Pala –. Non sarà più disponibile alcuna unità di emocomponenti sia per le richieste urgenti che di quelle programmate, costringendo al blocco delle attività di pronto soccorso e di ricovero, con evidenti gravissimi danni alla salute dei cittadini».

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