PSd’Az: Orgogliosamente da soli

Antonio Cardin: «Stiamo per decidere. Nessuna ricerca di “sponda” o di “apertura” nei confronti di nessuno»

Antonio Cardin
Antonio Cardin

Sassari. Sarà deciso oggi il nome del candidato sindaco del PSd’Az. La scelta è tra appoggiare uno dei nomi già in campo (su tutti Rosanna Arru per il centrodestra con Forza Italia e Udc) o correre da soli con un proprio candidato di bandiera, per poi presumibilmente schierarsi con una delle coalizioni al (probabile) ballottaggio. Da giorni è questa l’ipotesi su cui si discute con maggiore convinzione. Antonio Cardin, già capogruppo in Consiglio comunale, è il sindaco in pectore dei quattromori.

«Leggo con piacere diverse dichiarazioni di esponenti del Pd che si occupano dell’attività e delle scelte politiche del PSd’Az – scrive Antonio Cardin –. Fa piacere essere al centro della loro attenzione anche se forse, questa attenzione, farebbero meglio a dedicarla al proprio partito in quanto, leggendo in rete commenti e dichiarazioni degli iscritti e attivisti, non mi sembra che la situazione sia così fluida e serena da permettere disattenzione da parte di chicchessia (oltre 13mila persone si stanno ancora chiedendo se hanno fatto bene a sottrarre tempo alla famiglia per andare a votare alle primarie, o se sono state prese in giro per l’ennesima volta)».

«Il PSd’Az non è organico a nessuna coalizione sia essa di destra che di sinistra ed è, per sua natura e vocazione, partito di governo e non media su obbiettivi storici tra i quali, come recita il proprio statuto, l’indipendenza dei sardi e della Sardegna. Detto questo è normale che il partito abbia già un suo programma di sviluppo per la città di Sassari, una sua lista di candidati e una rosa di nomi per individuare il suo candidato a sindaco, quello che non ha è la presunzione di avere dietro di sé o di poter rappresentare l’intero territorio sassarese; una presunzione che alcuni partiti “italiani” hanno e che viene ben rappresentano dal degrado e dal declino che la nostra città e i nostri concittadini stanno vivendo con colpe che abbiamo visto essere in capo sia all’Amministrazione regionale sia a quella comunale, colpe che investono una intera classe politica. Colpe che non possiamo risparmiare nessuno. È nostro dovere provare a trovare il più ampio consenso su punti programmatici determinanti per lo sviluppo urbano, economico e sociale della nostra città, è nostro dovere mettere a disposizione le nostre energie migliori, la nostra organizzazione, il nostro entusiasmo e la nostra esperienza, senza però rinunciare alla nostra identità e alla nostra storia».

«Se non troveremo sintesi in questo nostro “fare” andremo tranquillamente e orgogliosamente da soli, con il nostro programma, con la nostra visione di una Sassari migliore, sicuri e certi di poter svolgere al meglio un ruolo si proposta, controllo e vigilanza che ci ha visto protagonisti in questi 4 anni di dura e leale opposizione in Consiglio comunale. Nessuna ricerca di “sponda” o di “apertura” nei confronti di nessuno, soprattutto nei confronti di chi cerca “condivisione” in scelte già fatte in solitario (nelle segrete stanze) o di chi ha “artificiosamente” cercato di farle passare come scelte condivise dai propri sostenitori ed elettori con operazioni di marketing di democristiana memoria. Aspetto con ansia eventuali repliche da qualunque parte arrivino… sarà l’occasione per poter stigmatizzare, ricordare e sottolineare, a chi ha poca memoria, l’operato degli ultimi 4 anni di governo e degli ultimi 4 anni di opposizione, con fatti, circostanze, nomi e cognomi… D’altra parte le regole della “campagna elettorale” valgono anche per il nostro partito e non solo per gli altri. Chi non ha scheletri nell’armadio “stia dunque sereno”…(Renzi docet) che agli altri ci penseremo noi».

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