Promuovere e commercializzare le produzioni enologiche

All’Its Academy Tagss di Sassari un corso per una nuova figura professionale. Le dichiarazioni di Ottavio Sanna, Pasquale Tanda e Giovanni Pinna

Sassari. È una figura professionale nuova di zecca e costituisce una risposta qualificata alle richieste della filiera produttiva del settore vitivinicolo, che in Sardegna rappresenta un’importante fetta di economia. È il “Tecnico Superiore per la Promozione e Commercializzazione delle Produzioni Enologiche”, che l’Its Academy Tagss di Sassari formerà tramite un apposito percorso, presentato lunedì scorso nella sede di via Bellini, nel complesso dell’Istituto Agrario “Pellegrini”, dal presidente della Fondazione Tagss Pasquale Tanda, dal direttore della Fondazione Tagss Ottavio Sanna dal professor Antonio Farris, già docente di Microbiologia Alimentare all’Università di Sassari ed esperto di enologia in Sardegna, e da Giovanni Pinna, enologo, vicepresidente dell’Assoenologi Sardegna e dg di Sella&Mosca.

Il corso, di carattere gratuito e finanziato da Regione e Ministero (Miur), garantirà la partecipazione di venti iscritti, con la possibilità di allargarne il numero se ci saranno maggiori richieste. Le iscrizioni sono aperte ai diplomati (di qualsiasi indirizzo) e l’avvio delle lezioni è previsto già in febbraio. L’intero percorso (la sede delle lezioni è a Sassari) durerà fino a 24 mesi, con 2000 ore complessive, con 800 di stage presso importanti aziende vinicole dell’intero territorio regionale. Al termine verrà rilasciato un attestato di diploma EQF di 5° livello. Buone le prospettive di occupazione: il 75 per cento dei corsisti dell’Its Agroalimentare trova lavoro.

Le dichiarazioni di Ottavio Sanna, Pasquale Tanda e Giovanni Pinna

La nuova figura professionale avrà il compito di “raccontare” il vino, la sua storia e le sue caratteristiche. Del resto, oggi è diventato più difficile vendere che produrre. Al contempo servono persone qualificate che non si limitino a garantire le visite nelle cantine. «Raccontare e narrare sono concetti vecchi ma anche estremamente nuovi – ha ribadito il professor Farris –. L’enologia in Sardegna in 40-50 anni è sostanzialmente cambiata. Negli anni ’60 e ‘70 la Sardegna produceva vini che in gran parte andavano fuori dall’Isola, a parte Sella&Mosca. Le cantine erano soprattutto sociali ma producevano ben 300mila ettolitri. Oggi la produzione è diminuita tantissimo come quantità d’uva perché sono diminuite le superfici (da 70mila a 30mila ettari, ndr), ma sono aumentate cantine e qualità. Non è invece aumentata la capacità di vendita perché mancano spesso le figure che riescono a fare questo lavoro. L’enololo studia per capire come si trasforma l’uva in vino. Non è però un corso specifico per la vendita del prodotto, serve saper fare un racconto unitario tra territorio e prodotto. Ecco perché ci vogliono queste figure specifiche. E si tratta di una professionalità intermedia tra scuola e laurea».

Luca Foddai

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio