Mediterranea, passaggi col Piccolo principe e il naso all’insù

Oggi terza giornata del festival letterario ad Alghero tra Simenon, de Saint-Exupéry in limba e l’osservazione delle stelle a Sant’Imbenia

Simonetta Castia, presidente dell’Aes

Alghero. In barca con Georges Simenon, guidati dalle stelle alla ricerca delle mille versioni del Piccolo principe. Oggi, 15 luglio, il Festival letterario Mediterranea. Culture. Scambi. Passaggi organizzato ad Alghero dall’AES – Associazione Editori Sardi alza lo sguardo verso il cielo e si trasferisce dall’ex Mercato alla Villa romana di Sant’Imbenia, poco fuori dal centro abitato. Il luogo ideale per contemplare le stelle, con l’osservazione guidata a cura alla Società Astronomica Turritana che chiuderà la serata, al quale si arriva idealmente sulla goletta di Georges Simenon, autore del volumetto “Il Mediterraneo in barca” (Adelphi) di cui, dalle 20, parleranno Carlo Vecce e Roberta Morosini, docenti dell’Università di Napoli L’Orientale, insieme alla presidente AES Simonetta Castia. Alle 21 l’incontro con la poesia del Piccolo principe, capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, e le sue tante versioni anche nelle lingue minoritarie sarde, catalane e negli altri idiomi mediterranei con Diego Corraine, direttore editoriale dell’editrice Papiros, il direttore artistico del museo dedicato all’autore francese Massimiliano Fois e la traduttrice Carla Valentino, con la partecipazione del sindaco di Alghero Mario Conoci, del direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani e dell’assessore comunale al Turismo Alessandro Cocco.

Lungo il Mediterraneo alla ricerca di Caterina. Nella prima giornata del festival, giovedì 13 luglio, all’ex Mercato civico il “mare nostrum” come luogo di unione di popoli e genti è stato disegnato dallo storico Egidio Ivetic, autore di Il grande racconto del Mediterraneo (Il Mulino), insieme a Roberta Morosini. «Scrivere un libro sul “mare di mezzo” senza usare un linguaggio accademico è stata per me una grande e affascinante sfida – ha detto Ivetic – su un “personaggio” come il nostro mare che non ha una data di nascita, c’è sempre stato e sempre ci sarà. Il Mediterraneo è il mare perfetto, è l’unico che unisce tre continenti e senza di lui la nostra civiltà non sarebbe potuta fiorire. Oggi, però, da “mare nostrum” si sta trasformando in “mare monstrum” a causa dei tanti naufragi di chi lo attraversa inseguendo una vita migliore». Lungo quello stesso mare ha viaggiato, contro la propria volontà, la madre di Leonardo da Vinci, protagonista del best seller “Il sorriso di Caterina” (Giunti), presentato da Carlo Vecce nell’unica sua tappa sarda. Il libro, un caso letterario, racconta in forma di romanzo la scoperta dell’autore, docente all’Orientale di Napoli, che studiando antichi documenti ha identificato in una donna circassa fatta schiava e portata in Italia la madre del più famoso artista e scienziato del Quattrocento. «Nelle mie ricerche ho scoperto il documento di un notaio fiorentino che nel 1452 scrive l’atto di liberazione di una certa Caterina, proprio nello stesso anno della nascita di suo figlio “Lionardo” – ha spiegato Vecce al critico Alessandro Marongiu – e lì ho capito di essere davanti a un’incredibile scoperta». Il romanzo, ha detto l’autore, è un’allegoria del presente: «Per questo ho deciso di avere in copertina una profuga dei nostri giorni, perché anche Caterina, la madre affezionatissima di un genio assoluto, non era altro che una delle tante teste che venivano contate quando venivano deportate dalle loro terre d’origine, considerate meno che esseri umani, come purtroppo avviene ancora oggi per i morti nel Mediterraneo».

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