Su Matrìca l’Eni rispetti gli accordi
Realizzi quanto previsto, dagli impianti Matrìca alla centrale a biomasse e alla bonifica di Minciaredda. Appello dei segretari provinciale e cittadino del Pd sassarese Gianpiero Cordedda e Fabio Pinna. Intervengano Regione e Governo

Sassari. L’Eni deve rispettare gli accordi siglati con il protocollo d’intesa sulla chimica a Porto Torres dell’aprile 2011 e realizzare senza ulteriori attese quanto previsto, dagli impianti Matrìca alla centrale a biomasse, oltre ad avviare immediatamente il progetto di bonifica nel sito di Minciaredda. È quanto ricordano i segretari provinciale e cittadino del Pd sassarese, Gianpiero Cordedda e Fabio Pinna, che condividono lo sciopero proclamato da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil territoriali contro il rischio di ridimensionamento degli impegni di Eni nell’isola e in particolare a Porto Torres.
Il Pd provinciale e cittadino, attraverso i suoi organi dirigenti appena rinnovati, chiede dunque due immediate iniziative alla politica regionale e nazionale, che devono procedere parallele per sbloccare lo stallo attuale.
Da un lato, la Regione deve fare la sua parte: al tavolo per l’incentivazione delle produzioni di Matrìca, già annunciato dall’assessore Maria Grazia Piras, il Pd sassarese chiede che siano presenti anche i vertici Eni, perché riferiscano sugli impegni presi e non più rinviabili. In secondo luogo, il Partito Democratico dovrà farsi portatore delle istanze del territorio, convocando nei prossimi giorni una forte iniziativa politica e istituzionale che impedisca i propositi di fuga dell’Eni e rivendichi un Piano di reindustrializzazione della area industriale di Porto Torres, nell’esempio di quanto già fatto per il Sulcis
Il piano Matrìca sulla chimica verde, accolto favorevolmente dagli enti locali e dalle forze sociali e imprenditoriali del territorio rappresenta infatti uno dei pochi progetti di sviluppo per il nordovest della Sardegna e la riconversione del sito industriale di Porto Torres. Solo su questa base, tre anni fa, erano stati firmati gli accordi con Eni per la dismissione della chimica di base. Accordi che ora non possono essere considerati carta straccia e che vanno finalmente rispettati in pieno.







