Gli studenti dell’Accademia “Sironi” in visita al laboratorio del maestro Costanzo Salis

Un'esperienza formativa tra scienza dei materiali e saperi artigiani

Sassari. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” hanno preso parte, nei giorni scorsi, a una dimostrazione dal vivo del processo tradizionale di spegnimento della calce nel laboratorio del maestro calcinaio Costanzo Salis, nelle campagne di Caniga.

L’iniziativa, seguita dai docenti Giuseppina Manca di Mores, Gianfranco Lopo e Sara Notarbo della Scuola di Restauro, e Serenella Medici dell’Università di Sassari, si inserisce nel percorso formativo volto ad approfondire la conoscenza diretta dei materiali e delle tecniche impiegate nel restauro e nella conservazione dei beni culturali.

Costanzo Salis, titolare dell’omonima ditta, rappresenta una delle poche realtà artigianali in Sardegna impegnate nella produzione di malte, intonaci e rivestimenti attraverso l’impiego di materie prime locali e tecniche tradizionali. Il suo lavoro è particolarmente rilevante nel campo del restauro di edifici storici, per cui l’utilizzo di materiali compatibili con quelli originari è fondamentale per la tutela del patrimonio.

Durante la visita, gli studenti hanno potuto osservare tutte le fasi dello spegnimento della calce, un processo antico e complesso che consiste nella reazione tra ossido di calcio e acqua, con formazione di idrossido di calcio. Si tratta di una reazione fortemente esotermica, che può raggiungere temperature molto elevate e richiede grande esperienza e attenzione nella gestione.

Il maestro Salis ha illustrato le variabili che influenzano il procedimento, come le condizioni atmosferiche e la granulometria della calce viva, mostrando anche strumenti e metodi di lavoro tramandati nei secoli. Particolare interesse ha suscitato la produzione del grassello di calce, materiale destinato a lunghe fasi di maturazione e utilizzato per finiture, intonaci e decorazioni di pregio.

La professoressa Medici ha integrato la dimostrazione con richiami teorici sui leganti aerei, collegando l’esperienza pratica ai contenuti scientifici del corso. La visita si è conclusa con un momento di confronto informale che ha permesso agli studenti di approfondire i temi trattati a contatto diretto con una bottega di rilevante valore culturale.

«Esperienze come questa – dichiara il direttore Daniele Dore – sono il cuore della formazione che l’Accademia intende offrire: un dialogo continuo tra teoria, scienza dei materiali e saperi artigiani. Gli studenti hanno potuto vedere come la chimica della calce si traduca in un gesto, in un tempo di attesa, in una conoscenza tramandata. Il maestro Salis è oggi uno dei pochi riferimenti in Sardegna per i leganti tradizionali, e il nostro intento è trasformare questa visita in una collaborazione stabile: formare restauratori competenti significa anche presidiare la sopravvivenza di saperi senza i quali il patrimonio non può essere tutelato in modo autentico».

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