Marco Calvani: ‘Sassari è un’eccellenza’

«Sono qui perché ritrovi fiducia». Queste le prime parole del nuovo head coach della Dinamo

 

 

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Marco Calvani

Sassari. Martedì mattina nella Club House biancoblù di via Pietro Nenni è stato presentato il nuovo coach della Dinamo Banco di Sardegna Marco Calvani. Il general manager Federico Pasquini ha aperto la conferenza introducendo l’head coach: «Sono molto contento di presentare un professionista e un uomo come Marco al quale lascio subito la parola».

«Sassari è un’eccellenza del panorama non solo italiano ma anche europeo, mi sento un privilegiato a indossare questa maglia e questa tuta. La storia dice che in questi anni Sassari ha meritato sul campo i riconoscimenti e credo che tutti noi abbiamo il piacere per lavorare in un ambiente sereno per un fine comune», le parole di esordio di Calvani. «Il mio primo pensiero va a Meo Sacchetti che in questi anni ha dimostrato di aver fatto una pallacanestro, diversa dalle altre, che ha saputo interpretare al meglio dimostrando che può essere vincente. Credo possa essere per noi allenatori un modello dal quale attingere. Ognuno di noi poi deve essere se stesso e io non posso pensare di scimmiottarlo o di fare la sua pallacanestro. Ma i trofei che avete messo in bacheca in questi anni sono il riconoscimento a una società seria e ben organizzata, accompagnata da un gruppo competitivo e un allenatore vincente. Il secondo pensiero va al pubblico: lunedì sera sarei stato sorpreso se non avessero dato ovazione e riconoscimento a ciò che ha fatto Meo in questi anni. In quella che poteva essere una partita equivoca il pubblico sassarese ha dimostrato quanto tiene alla squadra a prescindere dagli attori protagonisti e questa secondo me è un’attestazione importante

Calvani1«Il mio percorso di crescita e formazione di cultura e istruzione è tale per cui la difesa costituisce il primo baluardo che ti permette di confrontarti con tutti, soprattutto nel momento in cui hai sterilità offensiva. Non possiamo pensare ci sia sempre il Logan con 100% dal campo. Questo può essere un valore aggiunto ma il presupposto della squadra deve essere la difesa. In attacco ho visto grande disponibilità nel passarsi la palla, ovviamente tutto deve essere ottimizzato», ha aggiunto. E gli obiettivi? «Sicuramente c’è il campionato italiano in cui fare bene e una competizione europea che ha tanti risvolti. Ci vorrà del tempo per capire se tutti i giocatori possono rispondere alle mie richieste o ci saranno delle necessità diverse. Oggi credo che questi siano i migliori giocatori che potessi avere. Il mio obiettivo non è sottolineare con penna rossa i loro errori, io sono pagato per ottimizzare le risorse umane del club e farle rendere al meglio possibile. C’è tanto lavoro da fare anche sotto l’aspetto psicologico».

In campionato «ci sono delle nuove realtà e la bellezza del nostro sport è che non sempre i soldi fanno i risultati, e non necessariamente le realtà dai budget più elevati dominano il campionato. Possono eccellere realtà interessanti come Pistoia, Trento e Reggio Emilia. Questo dà interesse e ossigeno al campionato. Il mio obiettivo è riportare Sassari nell’eccellenza che ha dimostrato di avere», ha proseguito Calvani, che a Sassari ritrova il vice coach e due giocatori con cui ha già lavorato a Roma. «Massimo Maffezzoli mi può aiutare, perché conosce già il mio metodo di lavoro. Alla Virtus ho fortemente voluto D’Ercole che mi ha risposto con una grande annata. A Jarvis Varnado scherzando ho chiesto se fosse il fratello del giocatore visto a Roma. Ovviamente solo ed esclusivamente per spronarlo».

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