Indipendenza e sinistra, un legame molto stretto

Convegno internazionale promosso da iRS con la partecipazione di rappresentanti scozzesi, catalani, corsi, greci e boliviani. Gavino Sale: «La nostra presenza condiziona le politiche della Regione»

 

ConvegnoIndipendIrs1.jpgSassari. C’è ancora spazio per la sinistra indipendentista nel mondo di oggi, globalizzato e che spesso appare eccessivamente condizionato dalla finanza? Sabato scorso, nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia, i rappresentanti di varie esperienze indipendentiste europee e sudamericane hanno cercato di dare una risposta ed offrire diversi spunti di riflessione. Al convegno internazionale organizzato da iRS – indipendentzia Repubrica de Sardegna “Indipendentismo e sinistra in un mondo globalizzato. Quali prospettive per l’Isola?” erano presenti i rappresentanti delle principali forze politiche mondiali indipendentiste e di sinistra: per la Scozia lo Scottish National Party, per la Catalogna Jaume Fores, membro del consiglio nazionale di Esquerra Repubblicana de Catalunya, il diplomatico Jordi Mirò, presidente di Estat Català, il più antico partito indipendentista della Catalunya, e Conxita Bosch, per il consiglio nazionale di Solidaritat Catalana per la independencia e responsabile per le relazioni internazionali, oltre ad essere stata anche responsabile degli osservatori internazionali al referendum catalano, per la Corsica Jean-Guy Talamoni, portavoce del gruppo parlamentare di Corsica Libera, che conta tre deputati al Parlamento Corso. Sono intervenuti anche Georgio Davos, giornalista greco conoscitore del fenomeno Syriza, Josè Raul Garcia Linera, analista politico, braccio destro di Evo Morales, ideologo del Movimento per il Socialismo nonché fratello del vicepresidente della Repubblica Alvaro Garcia Linera. Un saluto è stato portato dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e dal sindaco di Sassari Nicola Sanna.

ConvegnoIndipendIrs2.jpg«Abbiamo volito portare un confronto su esperienze europee e mondiali dell’indipendentismo di sinistra. Syriza è venuta fuori in una situazione vicina o simile a quella italiana. Ma anche la situazione della Bolivia. Questa utime due non sono inquadrabili formalmente in soluzioni indipendentista. Eppure sono ricondubicibili a problema di sovranità», spiega Marta Spada, 30 anni, componente dell’esecutivo nazionale di iRS. «Sardegna e iRS vogliono un’Europa diversa. Un’Europa dei popoli che metta al centro cittadini e territori. L’Ue invece oggi è un sistema centralizzato». Con il convegno di oggi vogliamo anche porre le basi politiche di un progetto indipendentista per la Sardegna. Quella che sponsorizza chimica verde, fotovoltaico, la Saras e le pale eoloche non e piu sinistra», aggiunge Simone Maulu, portavoce di iRS. «Dobbiamo puntare sulle nuove generazioni che sono spaesate e non hanno un progetto politico. Dobbiamo vedere la diversita come un valore partendo da una nostra diversità. Non puoi parlare di lotta di classe se non sei libero».

«In Europa c’è un problema di democrazia. Catalogna, Scozia e America latina sono invece un laboratorio», dice ancora Maulu. Le conclusioni del convegno sono state affidate al leader di iRS, il consigliere regionale Gavino Sale. «Siamo riusciti a portare dentro la Regione i temi delle servitù militari e del termovalorizzatore di Tossilo. iRS insomma condiziona in positivo la battaglia politica regionale. E le decisioni si prendono lì dentro», ha detto Sale.

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