Il “pane di Sant’Antonio”, nei giorni scorsi riti e iniziative a Santa Maria di Betlem
Il 13 giugno le celebrazioni in onore del Santo dei miracoli, presente l’arcivescovo emerito padre Paolo Atzei. Distribuito il pane benedetto. In serata la processione
La scorsa settimana la comunità dei Frati minori conventuali di Santa Maria di Betlem ha festeggiato Sant’Antonio da Padova, il “Santo dei miracoli”, dottore della Chiesa, canonizzato nel 1232 ad appena un anno dalla morte. Fino al 14 giugno erano in calendario funzioni religiose e liturgiche ma anche momenti più leggeri, in particolare musicali, come l’appuntamento finale sabato nel chiostro del convento con i cori intervenuti durante la Tredicina, in testa il Coro “Laudate et benedicite” di casa a Santa Maria.
Sono rimasti esposti ai lati dell’altare maggiore, non interessato dai lavori in corso invece nella navata interdetta ai fedeli, la statua di Sant’Antonio e il reliquiario con la massa corporis custodita nel convento. Al termine delle messe è stato benedetto il pane (messo a disposizione dal panificio Cesaraccio), poi distribuito ai fedeli anche quest’anno nel chiostro. La messa delle 11,30 di venerdì 12 giugno è stata presieduta dall’arcivescovo emerito di Sassari padre Paolo Atzei, francescano conventuale, tornato per qualche ora a Santa Maria dai suoi confratelli, con i quali ha pranzato, prima di rientrare nella rsa di Sorso dove è ospitato per motivi di salute. Una presenza la sua decisamente a sorpresa, molto gradita anche dai fedeli che hanno seguito la funzione religiosa, concelebrata dal padre guardiano Salvatore Sanna (OFMConv) e dal parroco di Santa Maria Bambina, don Nicola Carta.
In serata, al termine della messa celebrata da dom Luigi Tiana (OSB), abate di San Pietro di Sorres, è partita la processione con il simulacro di Sant’Antonio, che ha attraversato le vie del centro storico, accompagnato da una rappresentanza dei gremi e delle confraternite. La statua è stata portata per la prima volta in processione nel 2017 ed è stata realizzata dal laboratorio dello scultore salentino Antonio Papa
La tradizione del pane. Si narra che il piccolo Tommasino, di soli due anni, figlio di buoni genitori che abitavano proprio vicino alla chiesa del Santo, un giorno, giocando vicino ad un recipiente d’acqua, cadde dentro e annegò. Trovato il figlio senza vita, la madre non si rassegnò, ma si affidò a Sant’Antonio e fece voto di distribuire ai poveri tanto grano quanto era il peso del bambino, se fosse ritornato in vita. Passarono ore e la donna continuò a pregare e a invocare il Santo finché il bimbo morto ritornò in vita. La promessa fu mantenuta e da allora la devozione a Sant’Antonio cominciò a diffondersi, attraverso la distribuzione del pane ai poveri, con il nome di “peso del bambino”. (tratto da https://www.antoniano.it/il-miracolo-del-pane/).







