Attualità

A Herat l’Università di Sassari

Proclamati due neo dottori di ricerca afghani, Mohammad Alam Ghoryar e Abdullah Halim. Nel paese asiatico il rettore Mastino ed una delegazione di docenti

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I due rettori

Herat. A distanza di tre anni dall’inizio del corso all’Università di Sassari, gli studiosi afghani Mohammad Alam Ghoryar e Abdullah Halim sono stati proclamati dottori di ricerca in Scienze e Biotecnologie dei sistemi agrari e forestali e delle produzioni alimentari.

La solenne cerimonia di consegna delle pergamene è stata presieduta giovedì mattina nell’aula magna dell’ateneo afghano di Herat dal rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino e dall’omologo Abdul Zaher Mohtaseb Zada, presenti il comandante del contingente italiano in Afghanistan, il generale Manlio Scopigno della Brigata Sassari, il procuratore capo della provincia di Herat Maria Bashir, una delegazione di professori dell’Università di Sassari formata dai docenti-tutor Roberto Scotti e Chiara Rosnati, dal professor Sergio Vacca e dal dottor Giovanni Cocco, esperto di relazioni internazionali.

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Sulla destra i due neodottori di ricerca

«Diamo oggi all’Afghanistan due studiosi che hanno approfondito in Sardegna le loro conoscenze scientifiche e sono pronti ora ad applicarle alla realtà agricola e zootecnica dell’Afghanistan – ha affermato il rettore Mastino –. L’Ateneo, nell’ambito di un’intensa politica di internazionalizzazione, negli anni ha incrementato il suo impegno per incentivare la partecipazione degli studenti stranieri alle scuole di dottorato e la nostra presenza qui a Herat è l’esempio di come due culture differenti possano trovare importanti sinergie e valori comuni di riferimento».

Riflessione condivisa dal rettore dell’Università di Herat che nel ringraziare i presenti ha auspicato l’avvio di «ulteriori, importanti accordi accademici di cooperazione scientifica nei quali proprio l’istituzione dei dottorati di ricerca è la massima espressione della formazione universitaria e motore di sviluppo sociale ed economico».

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Il generale Manlio Scopigno

Durante il suo intervento, il generale Scopigno ha evidenziato che «ai neo laureati e all’Università di Herat, la città, la società e le istituzioni afghane devono saper dare risposte, possibilità e prospettive concrete: il bagaglio culturale e scientifico acquisito e rappresentato dalle conoscenze, dalle idee e dalle capacità dei due studiosi non deve andare disperso, giacché patrimonio non solo della comunità universitaria, ma della società tutta».

«Il percorso formativo dei due ricercatori, accompagnato anche dal professor Pier Paolo Roggero – ha detto il professor Sergio Vacca –, ha trovato piena realizzazione grazie alle borse di studio messe a disposizione dall’Ente Acque della Sardegna nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale previste dal proprio statuto e alla proficua collaborazione tra l’ateneo sassarese, la Brigata Sassari e l’ambasciata italiana»

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La delegazione sassarese

Grazie infatti alle facilitazioni concesse dallo Stato Maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata d’Italia a Kabul, i neo laureati hanno potuto usufruire dei voli militari per recarsi almeno due volte l’anno in Afghanistan durante i lunghi periodi di permanenza in Sardegna.

Riconoscenza cheil rettore Attilio Mastino ha manifestato con la consegna del sigillo storico dell’Università di Sassari al generale Manlio Scopigno, donato anche al rettore dell’ateneo afghano e al procuratore capo della provincia di Herat.

La cerimonia ha anche rappresentato l’occasione per annunciare ufficialmente che il dipartimento di Architettura, Design ed Urbanistica dell’Università di Sassari ha proposto il conferimentodella laurea honoris causa al procuratore capo Maria Bashir “per le azioni a difesa delle comunità locali e per la tenacia nel perseguimento di una città e di un territorio dei diritti”.

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