“Freemmos” a Parma

Il progetto della Fondazione Maria Carta è dedicato al contrasto al fenomeno dello spopolamento. Sabato scorso 28 ottobre serata musicale e dibattito a cura del locale circolo dei sardi “Grazia Deledda”

”Freemmos”, il progetto della Fondazione Maria Carta dedicato al tema dello spopolamento dei piccoli centri (e non solo) della Sardegna, ha fatto tappa sabato scorso, 28 ottobre, a Basilicanova, in provincia di Parma. Una trasferta speciale fuori dall’Isola, che ha permesso di mettere insieme il momento di riflessione su un fenomeno negativo, che pare ormai inarrestabile se non si intervenire subito con efficacia, e la presenza dei sardi nella Penisola. Erano infatti tanti gli emigrati residenti in Emilia che hanno partecipato all’evento organizzato nella Sala comunale “Amoretti” dal Circolo dei sardi “Grazia Deledda” e dalla Fondazione Maria Carta per parlare di spopolamento e di nuove prospettive di sviluppo dei territori che scontano sulla propria pelle le conseguenze deleterie di questo grave fenomeno.

La serata è stata aperta dai saluti di Massimiliano Testoni, giovane e dinamico presidente del circolo. Bonorvese, classe 1977, laurea in scienze politiche a Sassari, Testoni si è trasferito a Parma da una decina di anni. Qui si è specializzato nel settore delle nuove tecnologie. Secondo lui la città ducale è il giusto compromesso tra la dedizione al lavoro che si incontra a Milano e il divertimento tipico della Romagna. Ha affermato che in Sardegna abbiamo eccellenze che non riconosciamo e valorizziamo adeguatamente. Altro argomento affrontato è stato quello del Pnrr. «È uno strumento che potrebbe favorire investimenti concreti e possibilità di ritornare in Sardegna per coloro che hanno acquisito specifiche competenze in un mondo del lavoro che non è più quello di una volta», ha spiegato Testoni.

Spunti di riflessione raccolti nel corso della serata dai relatori. Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, ha poi illustrato il progetto “Freemmos” (espressione che fonde la parola inglese free, ovvero libero, con il sardo frimmos, fermi), nato nel 2017 da un’idea apparentemente banale: riunire un po’ di persone in luoghi, i piccoli comuni, che si stanno spegnendo e accendere così una luce di speranza. «Noi non siamo risolutori di problemi – ha ribadito Marras, riprendendo una espressione a lui cara – ma animatori di dibattito. Dobbiamo cercare in tutti i modi di contrastare lo spopolamento che sta assumendo dimensioni davvero preoccupanti non soltanto nei piccoli centri ma ormai anche nelle città. Servono iniziative concrete per evitare di trovarci tra 50 anni in condizioni drammatiche». Il docufilm dedicato alle varie tappe di “Freemmos” in questi anni ha raccontato quanto fatto finora e la formula seguita per tenere accesa l’attenzione sul fenomeno dello spopolamento.

Il dibattito che è seguito ha raccontato cosa fanno i sardi che vivono nel territorio parmense. Tra le testimonianze della serata, quella di Giuseppina Pira di Bitti, arrivata dalla Sardegna negli anni ‘70 come studentessa lavoratrice e oggi insegnante. Ma anche Antonio Gonario Pirisi, presidente onorario del circolo “Grazia Deledda”, originario di Sarule, neuropsichiatra infantile, anche lui giunto a Parma per motivi di studio. Significativo il parallelo fatto da Pirisi tra le condizioni di vita dei piccoli paesi sardi e quelle, per certi versi anche più difficili, dei centri dell’Appennino. Laura Scanu, nata a Parma da genitori sardi, non ha invece mai tagliato il legame con la Sardegna: laurea in Scienze Gastromiche, ha voluto incentrare il suo tirocinio proprio nell’Isola nel settore della produzione dei formaggi. Poi, l’intervento di Sara Nicole Cancedda, originaria di Gonnosnò, con studi alla Luiss a Roma, ha lavorato in prestigiosi studi legali. Attualmente ricopre l’incarico di coordinatrice dei giovani nella Fasi, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, nel cui ambito ha contribuito a creare il progetto “Next generation Fasi”, rivolto a individuare una rete che aiuti i giovani sardi che lasciano la loro terra a non perdere il contatto con la Sardegna. Eleonora Puggioni, esperta in comunicazione, ha lasciato Cagliari spinta dal desiderio di conoscere altre realtà. È approdata a Parma e ora incentra la sua tesi sul sentimento identitario dei sardi. Preziose, infine, le testimonianze raccolte da due donne che vivono all’estero. Michela Venturi, originaria di Serramanna, laurea in biologia, da qualche anno vive e lavora a Copenaghen dove coordina una serie di progetti di ricerca. Valeria Orani vive a New York e si occupa di teatro: nella metropoli americana ha dato vita a un circolo sardo chiamato “Disterra-Us”. Ha vinto il Premio Alziator nel 2021.

La serata, condotta dal giornalista Giacomo Serreli, è poi proseguita con gli interventi musicali di Vanni Masala all’organetto e Jonatan Della Marianna alle launeddas. In chiusura, la cantante Maria Giovanna Cherchi ha proposto alcuni dei brani più belli del suo repertorio. Tanto l’entusiasmo da parte del numeroso pubblico, coinvolto in un trascinante ballo sardo.

“Freemmos” va in Spagna. Il prossimo evento di “Freemmos” è in programma per sabato 4 novembre a El Frago, appena 132 abitanti, in provincia di Saragozza, nella Comunità Autonoma dell’Aragona, uno dei più piccoli comuni della Spagna, che nell’occasione si gemellerà con Baradili, il più piccolo comune della Sardegna. Saranno presenti, oltre ai rappresentanti della Fondazione Maria Carta, musicisti sardi e le ragazze in costume tradizionale che accompagneranno la sindaca Maria Anna Camedda e il vicesindaco Lino Zedda. Sono previsti incontri istituzionali con momenti di dibattito sul tema dello spopolamento che sta colpendo anche vaste aree dell’Aragona.

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