“Frade Sole e Sorre Luna”, il Coro di Usini porta la Sardegna nel cuore di Assisi

Nella basilica di San Francesco la prima esecuzione pubblica di "Dulche proare", nuova versione in lingua sarda di "Dolce sentire", tradotta da Nanni Brundu e armonizzata da Mario Tedde

Il Coro di Usini

Per qualche istante, ad Assisi, la preghiera di San Francesco ha parlato in lingua sarda. Le voci del Coro di Usini, raccolte nella basilica di San Francesco, hanno portato nel cuore dell’Umbria un frammento autentico di Sardegna, con la prima esecuzione pubblica di “Dulche proare”, nuova versione in lingua sarda di “Dolce sentire”, tradotta da Nanni Brundu e armonizzata da Mario Tedde.

Il Coro è rientrato nell’Isola nei giorni scorsi, concludendo un intenso pellegrinaggio di cinque giorni. Il viaggio si è aperto a Loreto, con le celebrazioni nel Santuario Pontificio della Santa Casa, luogo che custodisce la presenza materna di Maria. Dopo una tappa nella Repubblica di San Marino, il cammino è proseguito verso Assisi, meta di un’esperienza indimenticabile.

Il momento centrale è stato la celebrazione nella Basilica di San Francesco, presieduta da monsignor Giuseppe Russo, vescovo di Altamura-Gravina. Qui il Coro di Usini ha animato la liturgia con i canti della propria terra, offrendo per la prima volta “Dulche proare”, versione in lingua sarda di “Dolce sentire”. «Sentire Frade Sole e Sorre Luna, mama Terra cun arvures e fiores nella casa di San Francesco – ha detto Nanni Brundu –, è stata un’emozione difficile da raccontare. Quella traduzione ha significato far incontrare l’universalità del messaggio francescano con l’anima più profonda della nostra terra. Quando le voci del Coro si sono levate nella Basilica, ho compreso che quel testo non apparteneva più soltanto a noi, ma ad un’intera comunità».

Per una realtà come il Coro di Usini, che da decenni custodisce e rinnova il suo patrimonio musicale, questo pellegrinaggio rappresenta molto più di un viaggio. «È la conferma che il canto può superare ogni confine – ha aggiunto il direttore Mario Tedde – unire spiritualità e tradizione e rendere universale anche la voce di un piccolo paese».

Il Coro è tornato in Sardegna, ma una parte delle sue voci è rimasta ad Assisi. Perché quando il canto diventa preghiera, il viaggio continua nel cuore di chi lo ha vissuto e di chi ha avuto il privilegio di ascoltarlo.

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