I fenici lungo le vie dei tonni tra Oriente e Occidente

Questa sera alle 20 al Museo della Tonnara di Stintino un incontro archeologico per ripercorrere le migrazioni dei tonni nel Mediterraneo

 

SantantiocoantichitaStintino. Gli antichi conoscevano le rotte dei tonni? Sapevano catturarli? In che età comincia la pesca dei tonni nel Mediterraneo? A queste domande rispondono due archeologi dell’Università di Sassari, Piero Bartoloni, docente di Archeologia fenicio-punica, e Michele Guirguis, ricercatore, che venerdì 5 agosto alle ore 20 al Mut, Museo della Tonnara di Stintino, condurranno la conferenza archeologica dal titolo “I fenici lungo le vie dei tonni tra Oriente e Occidente”. Un incontro per ripercorrere la storia del Mediterraneo all’alba del I millennio a.C., quando le navigazioni tra Oriente e Occidente portarono i Fenici alla frequentazione stabile delle coste del Mediterraneo centro-occidentale e della Sardegna. In quel periodo si era già a conoscenza delle abitudini migratorie dei tonni e, secondo alcuni studiosi, anche delle pratiche di pesca con le tonnare. È certo che i “maiali di mare”, in quella fase, rappresentassero una primaria fonte di ricchezza. Inoltre, sembra che gli spostamenti della popolazione fenicia verso l’Oceano Atlantico dipendessero dalle volontà di seguire le rotte di questi pesci. Dunque i Fenici e i tonni possono considerarsi dei veri “compagni di viaggio”, che oltrepassarono le Colonne d’Ercole e che unirono le regioni mediterranee e atlantiche in un continuum culturale fino alle soglie dell’età romana. Bartoloni e Guirguis racconteranno gli esiti delle campagne di scavo, condotte dai primi anni 80 del secolo scorso a oggi, nel Sud Sardegna, a Sant’Antioco e Monte Sirai (Carbonia), siti archeologici dove sono state rinvenute diverse vertebre di tonno rosso. L’appuntamento si inserisce all’interno degli “Aperitivi al museo”, serate di cultura e convivialità, che prevedono, dopo la conferenza, una degustazione di vini della Cantina Santa Maria La Palma. Il Mut, a poco più di un mese dall’apertura, si conferma, dunque, come uno spazio aperto, che prevede, per tutta la stagione estiva, una serie di eventi per vivere e scoprire il museo.

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