Celebrato il 31° anniversario della strage di Chilivani

Cerimonia in ricordo dei carabinieri Ciriaco Carru e Walter Frau, entrambi insigniti della Medaglia d'oro al valor militare

Questa mattina, a Ozieri, ha avuto luogo la cerimonia di commemorazione del sacrificio dei carabinieri Ciriaco Carru e Walter Frau (entrambi insigniti della Medaglia d’oro al valor militare), caduti il 16 agosto del 1995 in uno scontro a fuoco con una banda di criminali mentre tentavano di sventare un assalto a un furgone portavalori.

Erano presenti in località Perde Sèmene, oltre ai familiari dei due valorosi carabinieri, la vicesindaca di Ozieri, Margherita Molino, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Antonio Maione, di autorità civili, militari e religiose, di rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, sono stati resi gli onori alle due lapidi poste in memoria della Strage di Chilivani, azione criminale a seguito della quale rimasero uccisi l’appuntato Ciriaco Carru, originario di Bitti, e il carabiniere scelto Walter Frau, originario di Ossi e cresciuto a Porto Torres, entrambi in servizio presso il Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ozieri.

In particolare, nel corso di una breve cerimonia, sono state deposte due composizioni floreali commemorative presso le targhe che ricordano il sacrificio dei due coraggiosi carabinieri e il colonnello Antonio Maione ha voluto ricordare l’importanza di onorare la memoria, il coraggio e il senso del dovere dei due eroici militari, esprimendo la più sentita vicinanza ai loro familiari.

Il fatto. Nel pomeriggio del 16 agosto 1995 Ciriaco Carru e Walter Frau individuarono a Perde Sèmene una betoniera rubata contenente armi da fuoco, destinata all’assalto a un furgone portavalori sulla Sassari-Olbia. Dopo aver tratto in arresto un primo sospettato, i due Carabinieri vennero sorpresi alle spalle da colpi di Kalashnikov esplosi da altri membri della banda armata. Nonostante la disparità numerica e il pesante fuoco incrociato, risposero alle armi ferendo gli assalitori e sventando l’imminente rapina, prima di cadere entrambi mortalmente feriti.

Dopo il conflitto a fuoco, i malviventi si allontanarono velocemente dalla zona. Uno di essi, ferito, venne arrestato qualche ora più tardi dai Carabinieri vicino a Padru, dopo essere stato fermato a bordo di un camioncino. A distanza di pochi giorni furono arrestati anche gli altri componenti del commando.

 

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa all’Appuntato Ciriaco CARRU:

«Capo equipaggio di nucleo radiomobile in area ad elevata densità criminale, che mentre con il militare autista procedeva all’arresto di un malvivente, che vigilava su due automezzi, con armi a bordo, poco prima rubati, veniva investito improvvisamente da violenta azione di fuoco incrociato attuata dai complici del predetto malvivente che si apprestavano a rapinare un furgone portavalori. Incurante della situazione di palese inferiorità non si sottraeva all’impari scontro e si lanciava contro i banditi, riuscendo a ferirne uno con l’arma in dotazione finché, colpito mortalmente, non si accasciava esanime al suolo. Tale azione impediva la consumazione della rapina e rendeva possibile la identificazione e la cattura dell’intera organizzazione. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio.» — Chilivani (SS), 16 agosto 1995

 

Motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa al Carabiniere Scelto Walter FRAU:

«Conducente di nucleo radiomobile in area ad elevata densità criminale, mentre con il proprio capo equipaggio procedeva all’arresto di un malvivente, che vigilava su due automezzi, con armi a bordo, poco prima rubati, veniva investito improvvisamente da violenta azione di fuoco incrociato attuata dai complici del predetto malvivente che si apprestavano a rapinare un furgone portavalori. Incurante della situazione di palese inferiorità non si sottraeva all’impari scontro e si lanciava contro i banditi, riuscendo a ferirli con l’arma in dotazione finché, colpito mortalmente, non si accasciava esanime al suolo. Tale azione impediva la consumazione della rapina e rendeva possibile la identificazione e la cattura dell’intera organizzazione. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio.» — Chilivani (SS), 16 agosto 1995.

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