Faradda, vietate lattine e bottiglie di vetro
Ordinanza del sindaco: sarà consentita la vendita e la somministrazione di qualunque bevanda esclusivamente in bicchieri di plastica o di carta. Simone Campus (Pd): «Il questore ritiri la richiesta»
Sassari. Per ragioni di sicurezza pubblica dalle 14 del 14 agosto alle 5 del 15 è vietata la somministrazione e la vendita su area pubblica di qualunque bevanda, anche analcolica, in lattine e contenitori di vetro, consentendone la vendita e la somministrazione esclusivamente in bicchieri di plastica o di carta. Il divieto riguarda tutti i titolari di pubblici esercizi che somministrano alimenti e bevande, agli operatori su area pubblica, ai titolari di esercizi commerciali in sede fissa e di attività artigianali, che si trovano sull’intero territorio cittadino. È quanto stabilisce un’ordinanza del sindaco Nicola Sanna, che ha dovuto recepire una chiara indicazione del questore di Sassari. «L’ordinanza riguarda lattine e bottiglie. Ho ricevuto un preciso input dalla Questura. Mi scuso con gli operatori commerciali che saranno costretti a distribuire le bevande attraverso bicchieri di plastica o di carta e che si erano già approvvigionati per il giorno della Faradda», spiega il sindaco Nicola Sanna. Nei giorni scorsi si è infatti svolta una riunione tecnica operativa presso la Questura dalla quale è emersa la richiesta del questore di vietare la vendita di bevande in contenitori di vetro o lattine.
Il divieto è esteso anche alle aree concesse ai titolari di pubblici esercizi per posizionamento di tavoli e sedie, ferma restando la somministrazione secondo le consuete modalità per il consumo all’interno dei locali. Per il mancato rispetto della prescrizione, sono previste sanzioni fino a 250 euro per il primo accertamento. In caso di reiterazione della violazione si procederà, oltre alla sanzione pecuniaria, a disporre la sospensione dell’attività per un periodo di tempo compreso tra 7 e 15 giorni.

E sulla limitazione interviene il consigliere comunale Simone Campus (Pd). «Credo che tutti i sassaresi abbiano interesse alla buona riuscita della Faradda, specialmente in un anno particolare: il primo dopo il riconoscimento dell’Unesco ai Candelieri come bene culturale di interesse sovrannazionale. Per questi motivi – commenta Campus – trovo poco comprensibile la richiesta del signor Questore di limitare la somministrazione di bevande alcoliche e non analcoliche durante la discesa ai bar e pubblici esercenti lungo al pubblica via in una città che vuole essere turistica e dal turismo trarre sostentamento. Si tratta di una richiesta rispetto alla quale il sindaco non può dire di no, benché si tratti di un’assoluta novità. Un provvedimento del genere infatti non trova precedenti. Le restrizione alla distribuzione di bottiglie di vetro avvengono frequentemente, ma ai Candelieri non era mai stata posta, neanche alla discesa dei Candelieri Medi pochissimi giorni fa».
«L’ordinanza appare dunque intempestiva perché arriva ad un giorno dalla Festa quando i piccoli esercenti e le attività artigianali e commerciali hanno già fatto il carico delle bibite e fatto le scorte pagandole anticipatamente. Una limitazione della somministrazione può essere compresa, ma doveva arrivare con almeno due o tre settimane d’anticipo e comunicata alle associazioni di categoria per la doverosa informazione agli esercizi commerciali. Oggi sarà impossibile per molti sostituire la merce in molti casi già acquistata. Si sta facendo un danno alle piccole attività, molte delle quali rappresentano uno dei pochi presidi commerciali ancora operanti nel centro storico che alla Faradda registrano fatturati importanti. Per questo spero che il questore voglia comprendere l’intempestività del provvedimento consentendo al sindaco di ritirare l’ordinanza almeno per quanto riguarda le lattine, diversamente si cagionerebbe un danno irrimediabile a chi offre un servizio pubblico utile alla collettività in giorni di festa e allo stesso tempo aveva riposto aspettative commerciali in una festività importante che comunque attira tanti turisti».






