Faradda, il M5S scrive ai sassaresi
Il buffet a Palazzo di Città nel corso degli anni è diventato un’occasione esclusiva votata al superfluo «Lettera aperta ai nostri concittadini». La Discesa dei Candelieri deve essere rispettata nel proprio statuto
Il Movimento 5 Stelle Sassari vorrebbe precisare e chiarire alcune posizioni che ha assunto nel corso dell’ultimo mese riguardo diverse delicate questioni che hanno interessato la vita politica e civile della città di Sassari. Il gruppo consiliare si trova costretto a utilizzare lo strumento della “lettera aperta” poiché la conferenza stampa indetta e realizzata presso le sale di Palazzo Ducale il giorno 7 agosto 2014 è rimasta purtroppo totalmente ignorata dai mezzi di informazione. In quella occasione abbiamo innanzitutto precisato la volontà di rimanere equidistanti dalle diatribe che caratterizzano l’equilibrio della maggioranza, questioni che ci auguriamo possano trovare una risoluzione per il bene della città: con ciò teniamo a sottolineare che non abbiamo passione nel guardare ossessivamente nei domicili altrui, fino al punto però in cui questi stessi non costituiscono un problema per la città. In secondo luogo abbiamo voluto rendere nota la nostra posizione circa alcuni aspetti organizzativi della festa dei Candelieri, aspetti che – è bene puntualizzarlo – riguardano le scelte operate dall’Amministrazione. Proprio in qualità di consiglieri comunali abbiamo ritenuto opportuno rinunciare all’invito di partecipazione ai festeggiamenti presso il Palazzo di Città non per mero spirito di contrarietà ma queste precise ragioni: l’atto dell’intregu è ciò che la storia ci consegna come rinnovo del vincolo tra la municipalità e la città, questo è ciò che rispettiamo e ciò a cui ci atteniamo sia come cittadini sia come consiglieri, ma tutto quello che da questo prende avvio non è più espressione né dei riti della festa né di un necessario rispetto della città. La festa è qualcosa che non può essere la semplice quotidianità, per cui è nel segno stesso della festa il concedersi qualcosa che va oltre l’ordinario, tuttavia a noi pare doveroso avvertire che da tempo si è oltrepassato il ragionevole. Il buffet che segue il brindisi è qualcosa che per la sua portata, per la sua esclusività, per la sua durata, non ha più niente a che vedere con la festa dei Candelieri: nel corso degli anni è diventato un’occasione esclusiva votata al superfluo. Il nostro monito vorrebbe solo mostrare come si debba e si possa ripensare questi eventi nel segno di una maggiore sobrietà nei riguardi della festa e nel rispetto della difficilissima situazione che la cittadinanza vive ormai da tempo. Il costo complessivo destinato ai buffet non vanno in questa direzione, e va precisato che il giudizio sull’ammontare delle spese di questi aspetti non è da intendersi come qualcosa di soggettivo e quindi opinabile: a tal proposito è stato scritto che il M5S “ha preferito festeggiare in strada con una bottiglia acquistata a proprie spese, […] ce l’aveva contro i costi del buffet, che a detta loro ammontano a 15.000 euro”. Vorremmo ricordare che la determina in oggetto (n. 2149 del 17/07/2014) è consultabile sul sito del Comune di Sassari: il nostro invito è di andare a verificare come la nostra indicazione non riporti niente di diverso da ciò che i documenti riportano. Detto questo vorremmo anche chiarire come il gruppo “Movimento 5 Stelle Sassari” non abbia semplicemente festeggiato in strada: scritto in questo modo il contenuto del nostro atto viene svilito a mero equivoco. Il gruppo ha partecipato alla festa attendendo i gremi di fronte al Palazzo di Città nel rispetto sia della tradizione sia della posizione che il gruppo occupa in Consiglio Comunale, esponendosi e non avendo alcuna remora e indugio a partecipare al lato dell’ingresso del Palazzo dove stava Giunta attualmente in carica: è con questi atti che si onorano, attraverso il proprio ruolo, tutti gli attori della scena festiva. Per cui la nostra azione non è né assimilabile a una diserzione dei festeggiamenti (come potrebbe evincersi dal contesto in cui il gesto è stato chiamato in causa) né a una semplice modalità altra e soprattutto aliena all’occasione della festa dei Candelieri. Posizionarsi proprio in quel punto, per salutare e scambiarsi gli auguri con i gremi, aveva e ha propriamente il significato di volere rispettare i contenuti antropologici e istituzionali che la festa porta con sé per stigmatizzare come sia certi eccessi, a cui la festa è legata da ormai troppo tempo, sia certe forme di diserzione (che hanno ragioni esterne e lontane dalla festa) non riguardino né la cittadinanza né il rispetto delle sue tradizioni. Con ciò vorremmo anche precisare che l’intenzione di fondo non intercetta le professionalità e le competenze dell’apparato tecnico amministrativo ma la volontà politica che a questo si rivolge per poter attuare le proprie scelte. È nostro fermo convincimento che tali questioni debbano promuovere un dibattito serio, ampio e condiviso tra tutte le parti in causa, affinché la festa dei Candelieri sia rispettata nel proprio statuto e riconsegnata di anno in anno rinnovando il vincolo e l’intimità con la città di Sassari.
Maurilio Murru, Giuseppe Mascia, Desiré Manca, Sofia Fiorillo








