“Nàrami”, l’8 marzo di Sa Mandra
Il noto agriturismo ha ospitato il progetto enogastronomico e di cultura linguistica, tradizioni e racconti
Alghero. Un’organizzazione perfetta con un modo accogliente e gentile che solamente chi ha nel cuore la sardità riesce a trasmettere con tutta la sua empatia a chi si reca presso l’agriturismo Sa Mandra, sia per deliziare i propri palati sia quando i titolari dell’azienda organizzano eventi mondani ricchi di cultura e sapere come quello che si è svolto l’8 Marzo nella giornata internazionale della donna con “Nàrami”. Quest’ultimo un progetto non solo enogastronomico ma ricco di spunti di cultura linguistica, tradizioni e racconti di cui è ricca l’isola che si svolge con cadenza mensile all’interno della struttura aziendale della famiglia Murrocu-Pirisi proprietaria del podere e dell’agriturismo. Infatti, l’8 Marzo, oltre ai diversi laboratori didattici che spiegavano come realizzare alcuni prodotti tipici isolani, le protagoniste sono state le “chiacchiere” delle donne sarde.
È stata l’antropologa e scrittrice Claudia Zedda, magistralmente e rapendo l’ascoltatore a raccontare come il cibo in Sardegna sia sinonimo non solo di cultura ma soprattutto di identità. Mentre Agnese Cabigliera, proprietaria dell’omonima azienda, lavorava sapientemente “Sas Paneddas”, Maria Antonietta Mazzone lavorava l’impasto per realizzare favolose “Cotzulas Frissas” e Rita Pirisi, insieme alla piccola di famiglia Francesca, si immergeva nella preparazione di “sos macarrones de punzu”, Alessandra Polo e Jessica Cani, specialiste di instagram spiegavano alla nutrita platea come i social oggi siano ottimi trasmettitori di sapere e informazione.
Ma la vera padrona di casa della giornata è stata Maria Grazia Murrocu, che, accompagnata da Stefano Resmini, è riuscita a trasformare una giornata speciale dedicata alla donna in un momento di approfondimento culturale delle radici antropologiche ed enogastronomiche della nostra isola. E infine, sempre maestosamente curando tutto con grande professionalità e nei minimi dettagli non è mancato l’invito ai commensali di un pantagruelico aperitivo ricco di tutte le bontà della nostra tradizione accompagnate da un delizioso e sfizioso calice di vino rigorosamente della nostra terra. E ora l’appuntamento si sposta per il prossimo incontro.
Giulio Favini









