La Città Metropolitana di Sassari approva il primo rendiconto

Mercoledì pomeriggio sì all’unanimità al documento contabile da parte di Consiglio e Conferenza dei sindaci riuniti nella sala Sciuti

Sassari. È un’approvazione all’unanimità che conferma ancora una volta l’unità di un intero territorio che attende dalla Città Metropolitana programmi strategici e interventi per un concreto rilancio. Il tutto in un’ottica di condivisione tra grandi e piccoli centri. Il Consiglio Metropolitano e la Conferenza Metropolitana (che comprende i sindaci dei 66 comuni che compongono la Città Metropolitana) hanno approvato mercoledì pomeriggio in due separate sedute convocate nella sala Sciuti del Palazzo dell’ex Provincia il rendiconto della gestione finanziaria 2025 del nuovo ente, istituito il 1° aprile dello scorso anno con un decreto della presidente Todde e diventato pienamente operativo lo scorso ottobre con la riunione di insediamento del Consiglio Metropolitano appena eletto. Al 1° giugno, sempre del 2025, risale invece la scissione definitiva con la provincia del Nord Est, con divisione dei bilanci e l’attribuzione alla Città Metropolitana, per la propria parte, delle poste iscritte nei primi 5 mesi in quanto ente padre che subentrava alla vecchia Provincia.

I numeri. Il risultato di amministrazione dell’esercizio 2025 presenta un avanzo di oltre 59 milioni di euro, non però spendibile in quanto è necessario accantonare le risorse per contribuire al risanamento dei conti pubblici a carico della vecchia Provincia. I debiti sono stati ripartiti a seguito di appositi decreti e leggi regionali tra Città Metropolitana e Provincia del Nord Est. Il debito residuo della Città Metropolitana verso lo Stato, non coperto da accantonamenti (pari a 65 milioni di euro), è di 35 milioni di euro, oggetto di un piano di rientro con una simulazione fino al 2033. Il totale delle spese in conto capitale, ovvero investimenti e cantieri su viabilità edilizia scolastica e non scolastica e ambiente, più le opere già avviate, è di 22,8 milioni di euro. Il totale impegnato e accertato della spesa al 31 dicembre 2025 è di 112 milioni di euro. Tra le curiosità illustrate dalla dirigente dei Servizi Finanziari Silvia Soggia, il termine dei 14 giorni nel pagamento delle fatture ai privati (quindi 16 in meno rispetto ai 30 previsti dalla legge) e un credito rivendicato dall’Atp di 103 mila euro risalente al 1998 ma di cui non è rintracciabile la documentazione nell’archivio della vecchia Provincia.

Il sindaco metropolitano Giuseppe Mascia

Gli interventi in aula. «Il documento contabile costituisce una svolta per la Città Metropolitana, che ci garantisce un passo differente. Per quanto tutto sia in ordine grazie alla struttura amministrativa che fa molto bene da anni, questo ente subisce un prelievo forzoso dallo Stato che interviene in maniera considerevole sulle nostre casse. Ci attende adesso un lavoro enorme ma al contempo abbiamo un rapporto da verificare con gli enti sovraordinati, Regione e Governo. Dobbiamo essere messi nelle condizioni di programmare sviluppo, infrastrutture e servizi senza essere schiacciati dal peso dei prelievi statali – ha sottolineato Giuseppe Mascia –. Ora siamo pienamente operativi e possiamo costruire una governance capace di tenere insieme i bisogni e le prospettive dell’intero territorio».

Positivo il commento del consigliere metropolitano Fabrizio Demelas, sindaco di Sorso. «I conti di gestione sono una fotografia contabile. I 66 comuni, a prescindere dall’appartenenza politica, devono adesso portare avanti tutti insieme una battaglia sui finanziamenti. Il sì al documento è più che altro una presa d’atto. Qui siamo di fronte non alla partita di un singolo soggetto ma di un intero territorio».

L’illustrazione del documento contabile è stata ripetuta anche nella successiva riunione con i sindaci che compongono la Conferenza Metropolitana (ha partecipato una rappresentanza: alcuni primi cittadini hanno votato anche su apposita delega di sindaci assenti) e che hanno espresso un parere positivo all’unanimità (ha partecipato anche Raimondo Cacciotto, primo cittadino di Alghero, il secondo comune più popoloso della Città Metropolitana). Un sì sottolineato da alcuni interventi, come quelli di Pietro Carbini (Santa Maria Coghinas) e Angelo Sini (Pattada) e Gianpiero Madeddu (consigliere metropolitano e nell’occasione delegato da Massimo Mulas, sindaco di Porto Torres). Più articolato il ragionamento di Sandro Mura (sindaco di Padria): «Come parte disponibile purtroppo ancora non c’è niente, zero. Dobbiamo concentrarci con energia sui valori, dare contenuti alla Conferenza, creando i gruppi di lavoro. Questa è la nostra terza riunione ma ci sono sempre molte assenze».

«Serve adesso un passo differente e dobbiamo farlo tutti insieme – ha detto al termine Giuseppe Mascia –. C’è un passaggio che avrei voluto fare davanti a tutti i sindaci del territorio, anche quelli che mancano: riabbracciamo la partecipazione. La struttura fa tutto ciò che è nelle sue competenze, non solo per farci trovare pronti sulla programmazione futura che scatterà nel 2028. Le istituzioni però ci devono dare una mano per permetterci di fare uno scatto in avanti. Ridimensionamento scolastico, piano dei trasporti: sono questi i temi che ci appartengono. Muoviamoci tutti insieme. La prossima settimana lavoreremo con il Consiglio Metropolitano sull’istituzione di commissioni strategiche. Faremo in modo di studiare con il segretario una modalità operativa attraverso cui coinvolgere i territori, in primis sul piano trasporti. Abbiamo la dignità degli altri territori, non chiediamo nulla di più».

Luca Foddai

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